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Coronavirus, Mauro Vegni annuncia piano alternativo se non si dovesse correre: “Dopo il Giro d’Italia, oppure a Settembre”

Mauro Vegni conferma i timori, ma RCS Sport si sta muovendo per trovare soluzioni. In caso le corse non si potranno affrontare nei prossimi giorni e settimane, la speranza, in accordo con l’UCI (che nei giorni scorsi si era invece mostrata dubbiosa al riguardo tramite il proprio presidente David Lappartient), è di spostare le corse, ma non cancellare l’edizione 2020. “Qualche idea ce l’abbiamo e ci stiamo lavorando. In questo momento pensare ad aprile potrebbe essere logico perché non è un mese pieno di appuntamenti, ma l’idea è di andare più avanti, dopo il Giro d’Italia, probabilmente giugno, o magari anche a settembre“, spiega il direttore ciclismo alla Gazzetta dello Sport.

La proposta del Comitato Scientifico del Governo di bloccare le manifestazioni sportive per i prossimi trenta giorni, comunicata ieri sera, ha rimesso tutto in dubbio dopo che nei giorni scorsi erano sembrati arrivare segnali incoraggianti, almeno per Strade Bianche e Tirreno – Adriatico, obbligando chiaramente l’organizzatore a rivalutare la situazione. Una situazione di forte incertezza che ha portato anche le squadre stesse a dubitare della partecipazione alle corse italiane, con molti medici sociali che hanno firmato una carta per richiederne la sospensione mentre la EF Pro Cycling ha chiesto all’UCI di essere esentata dalla partecipazione.

Scenari in continuo mutare che ovviamente possono essere ufficializzati solo dalle istituzioni, nazionali o sportive. “Stiamo aspettando il decreto del governo per vedere cosa succede – ha chiarito Vegni – Noi, come detto più volte, siamo pronti a fare gli eventi, ma se c’è un decreto di stop è chiaro che seguiremo l’indicazione del Governo”. In quel caso la speranza è ovviamente di poter correre le proprie prove successivamente, ovviamente con il vaglio della federazione internazionale che deve valutare un nuovo calendario già fitto viste le modifiche per  i Giochi Olimpici di Tokyo 2020: “Tutto passa attraverso l’esame della federazione mondiale, bisogna trovare una soluzione armonica”.

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