© Mario Stiehl

Pagelle E3 Harelbeke 2019: Stybar e Van Aert fanno splendere il ciclocross e mentre la gioventù avanza è il solo GVA a tenere alta la bandiera della vecchia guardia

Zdeněk Štybar (Deceuninck-QuickStep), 10: Il ceco si sta affermando come il leader sul pavé della squadra belga. Intorno a lui ruotano le azioni di disturbo dei suoi compagni, con l’ex ciclocrossista che dimostra di saperle finalizzare anche battendo avversari più quotati o veloci di lui. Una grande iniezione di fiducia che lo proietta finalmente nella dimensione per la quale ha lasciato la vincente carriera sul fango. Se finora ci girava intorno, questo potrebbe essere l’anno in cui fare centro.

Wout Van Aert (Jumbo-Visma), 9: L’evoluzione su strada del tre volte iridato del ciclocross è sempre più notevole. Non solo è presente nel vivo delle azioni, quest’anno il belga sembra aver compiuto quel passo in più che potrebbe già portarlo sul tetto del mondo. Se non è oggi, comunque sarà domani. Perché in tutto questo non bisogna neanche dimenticarsi che non ha ancora neanche compiuto 25 anni.

Greg Van Avermaet (CCC Team), 8: Il belga prova a fare la differenza e forse oggi era il più forte. Sono infatti le sue accelerazioni a decidere la corsa, ma rimane chiuso nella morsa dei Deceuninck, che lo sfiancano fino a farlo soccombere, come un pesce al quale si concede di far girare il mulinello. La forma c’è, ora dovrà trovare il modo di farla fruttare.

Alberto Bettiol (EF Education First), 8: Ancora una volta il corridore toscano dimostra di essere in grande condizione e di meritare il suo posto tra i big del ciclismo internazionale. Non solo per il risultato, ma anche per il modo di corrrere, senza timori riverenziali e con il piglio di chi sa di potersela giocare.

Bob Jungels (Deceuninck-QuickStep), 8: Il lussemburghese dimostra ancora una volta di essere un corridore molto prezioso per la sua squadra. Con la sua scorribanda offre doppie possibilità alla sua squadra, che grazie al suo lavoro può stare relativamente tranquilla alle sue spalle. Non pago trova poi le energie per attaccare di nuovo, seppur invano, piazzarsi, ma soprattutto per tirare la volata che vede imporsi Stybar, anche grazie a lui.

Marc Hirschi (Team Sunweb), 8: Risultato di grande prestigio per il neoprofessionista ventenne. Ultimo dei fuggitivi ad arrendersi allo scatenato Jungels, trova ancora le energie per restare nelle posizioni di vertice fino a chiudere la corsa con un più che onorevole decimo posto. Al primo anno e a venti anni.

Nils Politt (Katusha-Alpecin), 7,5: Gioca al meglio le sue carte cercando di anticipare. Pur non riuscendo a reggere il ritmo di Jungels, riesce comunque poi a stare con gli inseguitori per far valere poi il suo spunto veloce al traguardo che gli vale un bel quinto posto.

Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), 7: Generoso, forse troppo, deve cedere quando Van Avermaet piazza la sua ultima accelerazione, quella decisiva. Ma ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno ancora, si conferma come uno degli uomini di riferimento nelle grandi corse di un giorno.

Jasha Sutterlin (Movistar), 7: Un altro che ha saputo sfruttare al meglio il momento con una offensiva nata al momento giusto. Nel finale sembra fare fatica a seguire, ma il nono posto è un risultato incoraggiante. La strada è quella giusta, così come la scelta dei tempi.

Jens Keukeleire (Lotto Soudal), 6,5: Bravo a seguire le accelerazioni dei big nel momento decisivo, spara le sue cartucce forse un po’ troppo presto, pagando dazio nelle accelerazioni successive. Ma d’altronde è osando e cercando di sorprendere che un corridore come lui può riuscire nell’impresa.

Peter Sagan (Bora-hansgrohe), 6: Un problema meccanico lo condiziona nel finale, per cui gli si può concedere il beneficio del dubbio visto che nel complesso si era difeso bene. Ma difendersi non è quello che da lui ci si aspetta e solitamente quando lo fa non è nelle condizioni migliori.

Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), 6: In questo periodo sembra essere nella forma della vita, come dimostrato in quasi ogni corsa affrontata sinora. Anche oggi corre bene, non solo passivamente, ma poi nel momento decisivo si fa sorprendere forse troppo indietro, perdendo l’attimo decisivo.

Sonny Colbrelli (Bahrain-Merida), 6: Non è nel vivo dell’azione, ma non molla e continua per la sua strada fino alla fine. Il 13° posto non è un risultato che resterà negli annali, ma nel suo carattere e nella sua grinta nel voler continuare a tutta c’è la dimostrazione di una condizione che con un pizzico in più potrebbe dargli il grande risultato che aspetta da queste corse.

Philippe Gilbert (Deceuninck-QuickStep), 5,5: Mentre i suoi compagni fanno la corsa il belga resta qualche passo indietro, senza brillare. Come per Yves Lampaert (5), non è la loro giornata, ma con il successo del team passa chiaramente in secondo piano. Tuttavia, in vista dei grandi appuntamenti, rischiano così di avere un ruolo sempre più da comprimari.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal), 5,5: L’ex enfant prodige quest’anno non sembra al livello sperat, trovandosi dietro nei momenti decisivi, sia di posizione che di condizione. Ormai manca poco ai momenti più importanti e se la gamba è questa sarà difficile sperare che possa andare meglio di oggi.

Niki Terpstra (Direct Energie), 5: Mentre i suoi ex compagni dominano, utilizzando una tattica che lui ben conosce, il corridore neerlandese soffre nelle posizioni di rincalzo. La squadra sicuramente non è al suo livello, ma in questo momento non sembra esserlo neanche lui.

John Degenkolb (Trek-Segafredo), 5: Questa non è la corsa più adatta a lui, ma il risultato odierno non è neanche da lui. Il tedesco continua ad alternare buoni segnali a prestazioni abbastanza anonime come quella odierna.

Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), 5: Il norvegese non è un corridore appariscente, ma anche oggi è facile non notarlo visto che non c’era proprio. Arrivato nel gruppone dei velocisti, ci si aspetta francamente di più, soprattutto se vuole davvero evitare di avere solamente un ruolo da comprimario a Gaviria.

Arnaud Démare (Groupama-FDJ), 5: Il francesino in carriera ha già vinto corse pesanti, ma sul pavé sembra ancora un passo indietro, ancora forse un po’ incompiuto malgrado talento e naturalezza non gli manchino. Classe 1991, non è più una promessa e dovrà ottenere di più per togliersi una etichetta la cui colla comincia ad asciugarsi.

Michael Valgren (Dimension Data), 4,5: Corridore aggressivo e coriaceo, il danese oggi praticamente non si vede, subendo la corsa come per lui è abbastanza inconsueto. Dopo le grandi prove della passata stagione su queste strade, da lui in questo 2019 ci si aspetta di più.

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