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Giro d’Italia 2021, le indiscrezioni sul percorso (Aggiornato)

La stagione sportiva è appena finita, ma già dalla conclusione dell’edizione precedente si è subito iniziato a pensare al percorso del Giro d’Italia 2021. Negli ultimi anni è infatti sempre stato questo il periodo in cui RCS Sport presentava la sua creatura più importante per l’anno successivo, ma in questa stagione sconvolta ovviamente è tutto diverso e non ci sarà conferma ufficiale prima del mese di gennaio. Mauro Vegni e i suoi stanno tuttavia lavorando, da tempo e ora finalizzando, alacremente per realizzare il tracciato che (si spera tutti) i corridori affronteranno dall’8 al 30 maggio prossimo. Al momento non ci sono ufficialità di alcun tipo al riguardo, anche se alcune indicazioni di massima sono state date. La prima è che difficilmente si avranno tappe all’estero, come spiegato dal direttore della Corsa Rosa. La Grande Partenza da Budapest, slittata quest’anno causa coronavirus, appare dunque destinata ad essere ulteriormente rinviata fino a quando non sarà finita l’emergenza sanitaria. Per lo stesso motivo, visto quanto successo alla tappa regina appena la scorsa settimana, appare francamente controproducente pensare ad uno sconfinamento durante la corsa. Sarà dunque quasi certamente un Giro 100% italiano.

Grande Partenza Giro d’Italia 2021

Se non sarà l’Ungheria, da dove sarà al Grande Partenza? Quasi certamente non dalla Sicilia, che invece era originariamente prevista. Ma dall’isola più grande del Mediterraneo si è alla fine partiti quest’anno, in sostituzione delle strade magiare per quello che era uno scambio. L’investimento della Regione è stato dunque sostanzialmente invertito, per cui la Corsa Rosa ci dovrebbe tornare nel 2021 (anche se gli ultimi rumor sembrano ipotizzare un rinvio in tal senso), ma non per ospitarne l’inizio. Per poter nuovamente godere dell’ombra dell’Etna bisognerà dunque dare ancora spazio al Sud, invece spesso escluso dai tragitti non solo degli ultimi anni. Sono dunque due le strade che inizialmente sembravano godere dei maggiori pronostici, Calabria e Puglia. Se la punta è passaggio obbligatorio per poter attraversare lo Stretto di Messina, il tacco ha offerto quest’anno due tappe all’altezza delle aspettative e la carovana è stata molto ben accolta, anche a livello di istituzioni. Potrebbe essere dunque stato un importante test, ben superato. Sono comunque ancora presenti alcune opzioni con partenza dal Nord per dare il via al #Giro104: Piemonte, in località non precisata, e Ravenna.

Quest’ultima è suggestiva e interessante, anche perché darebbe subito inizio alle commemorazioni per i 700 anni della morte di Dante Alighieri. Una ricorrenza che RCS Sport sembra intenzionata, grazie alle partnership con gli enti coinvolti, in ogni caso a mettere in primo piano. Per questo è molto probabile che nel percorso ci saranno anche Firenze e Verona. La città scaligera è peraltro una delle candidate al momento più autorevoli per ospitare la tappa finale, assieme chiaramente alla tradizionale Milano, mentre è stata ventilata anche l’ipotesi Gorizia, specialmente se ci dovesse essere uno sconfinamento (inizialmente escluso) dalla Slovenia. Tra le ricorrenze previste anche i cento anni di Alfredo Martini, figura di spicco e lume del nostro ciclismo al quale appare doveroso un sentito ricordo, nonché i 90 anni della Maglia Rosa, che per la prima volta fu assegnata al termine della prima tappa del 1931 a Mantova. Per questo, entrambe risultano compatibili con i festeggiamenti al Sommo Poeta.

Le montagne del Giro d’Italia 2021

Con l’incertezza della partenza, appare difficile dunque ancora poter immaginare una sequenza definita, ma lungo lo Stivale si stanno formando alcuni punti che appaiono destinati poi ad essere sapientemente uniti da RCS. Tra le primissime indiscrezioni, per le quali era previsto un sopralluogo già lo scorso anno, c’era l’esordio del Monte Lussari, in Friuli Venezia Giulia, che trova conferma anche con il passare del tempo, ma resta ancora in piedi, visto il successo di quest’anno, la possibilità di riproporre lo Stelvio in qualche modo. Restando in tema salite, alcuni comuni delle Alpi Bellunesi puntano ad ospitare due decisive frazioni della corsa, proponendo un arrivo sul Nevegal e una cronoscalata nell’Alpago (area che si era già messa al lavoro per stanziare i fondi per la manutenzione delle strade in Valmorel, Piandelmonte e Ponte nelle Alpi), ma bisogna ancora vedere se l’emergenza sanitaria non costringa a cambiare i piani, per cui si potrebbe così puntare ad un arrivo a Cortina per sponsorizzare i Giochi Invernali. Tra le proposte c’è anche il Colle Fauniera, che fu tenuto a battesimo da Marco Pantani nel Giro 1999. Quest’ultimo potrebbe essere inserito all’interno della tappa dedicata a Fausto Coppi, sulla scia della omonima Gran Fondo, che avrebbe partenza e arrivo a Cuneo.

Per quanto riguarda le salite non mancano comunque le possibilità di scelta visto che tra le candidate ad un arrivo c’è anche la Valle d’Aosta con una suggestiva tappa costruita attorno al Monte Bianco, con partenza da Aosta e arrivo a Pila, forse anche con lo sterrato. Il problema di questa frazione è che necessiterebbe lo sconfinamento in Francia e Svizzera per affrontare Piccolo San Bernardo e Col de La Forclaz. Se si dovesse fare sarebbe un altro omaggio, questa volta a Maurice Garin, per i 150 anni dalla sua nascita ad Arvier. Interessata anche la provincia di Sondrio, che vorrebbe un arrivo nella Valchiavenna, forte del successo con la tappa di Montespluga al Giro U23.

Sempre più insistenti nell’ultimo periodo, confermato anche da alcune dichiarazioni di enti locali, le presenze nel tracciato anche dello Zoncolan e delle Tre Cime di Lavaredo. Salite che faciliterebbero un eventuale passaggio della corsa anche in Slovenia, che secondo alcuni sarebbe un modo per cercare di convincere Primoz Roglic o Tadej Pogacar a venire alla Corsa Rosa.

Si sale o si scende?

Tra le varie candidate ad ospitare una partenza o arrivo ci sono anche Borgomanero, per i 300 anni della posa della statua della Madonnina simbolo della città, e Verbania, che vorrebbe regalare al suo enfant prodige Filippo Ganna una giornata speciale, magari proprio con una crono che unisca le due città piemontesi. Sempre in Piemonte si potrebbe vedere il gruppo anche a Torino e Alba ed è anche questa ricchezza di proposte a far pensare sempre più forte ad una Grande Partenza dalla regione proprio dal capoluogo, magari con tre tappe totali (in quel caso difficile possa esserci una lunga cronometro), ma non è ancora da escludere del tutto neanche che possa essere invece un Gran Finale. Ad essersi proposte, avendo inoltre già avuto i primi incontri esplorativi, anche Padova e le vicine Abano e Montegrotto, per una suggestiva frazione termale (anche in questo caso con la possibilità di una cronometro).

In quella che sarà invece la risalita dello Stivale è soprattutto la zona tirrenica, esclusa quest’anno, a sembrare depositaria del percorso. La Campania potrebbe così riproporre le aree in cui non si è poi transitati quest’anno (come Sant’Agata dei Goti che si ripropone), con speciale attenzione alla zona della Falanghina che ha già ricevuto il sostegno del governatore Vincenzo De Luca, mentre non è da escludere un arrivo anche nel Lazio, piuttosto fumoso al momento. Oltre alla già citata Toscana (che potrebbe ospitare due giornate di corsa con Sesto Fiorentino, pronta ad omaggiare Alfredo Martini, una possibile cronoscalata al Monte Morello e la zona del senese, con i suoi sterrati, come possibili opzioni), ci si sposterebbe poi anche in Umbria, dove potrebbe essere riproposto l’arrivo a Gualdo Tadino oppure si ipotizza anche una cronometro individuale da Foligno a Perugia, che sembra aver preso maggiore vigore nelle ultime settimane.

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