© Mitchelton - Scott

Giro d’Italia 2019, Presentazioni Squadre: Mitchelton – Scott

Un solo obiettivo per la Mitchelton – Scott al Giro d’Italia 2019: la Maglia Rosa. Dopo aver fatto incetta di tappe nella passata edizione, la compagine australiana si presenta al via di Bologna con la dichiarata ambizione di portarsi a casa il Trofeo Senza Fine. Sfumata la possibilità lo scorso anno quanto tutto sembrava sostanzialmente ormai deciso, Simon Yates guida il nuovo assalto in questo #Giro102 con una gran voglia di riscatto che il successo alla Vuelta a España non ha placato, ma ancor più amplificato visto che ha pienamente dimostrato di avere il successo nelle gambe (e nella testa).

Corridore esplosivo, il britannico ha mostrato di aver imparato dai suoi errori e vuole confermarlo proprio riprendendosi ciò che ha perso. Le tre cronometro sulla carta lo penalizzano, ma in percorsi misti ha mostrato di sapersi difendere egregiamente, con la sua agilità che torna a fargli comodo anche in una specialità a lui avversa. Tra la possibilità di sfruttare qualche abbuono e i timori per i grandi tapponi alpini c’è l’equilibrio da trovare per riuscire nell’impresa e continuare la scia britannica, al Giro e nei GT in generale.

Il resto della selezione è sostanzialmente tutta per lui. Sette uomini scelti per affiancarlo e supportarlo in ogni situazione, dal primo all’ultimo metro, in salita come in pianura. Gli uomini più attesi sono chiaramente Esteban Chaves e Mikel Nieve. Il primo è sulla carta forse il gregario più forte presenta in questa edizione della Corsa Rosa visto che a sua volta è un corridore in grado di lottare per il successo finale (ma questo è successo prima delle due difficili stagioni da cui è reduce), con il secondo che forse è il secondo in questa virtuale graduatoria. Lo spagnolo è regolarmente uno degli ultimi gregari a cedere in salita e spesso capita dopo che è stato proprio lui a fare la selezione decisiva. Se entrambi dovessero farsi trovare nelle loro condizioni migliori, sarà davvero dura per tutti. Specialmente il colombiano, tatticamente potrebbero anche creare situazioni favorevoli nei momenti chiave, con la possibilità di conquistare anche qualche tappa, con lo spagnolo ormai specializzato nell’esercizio.

In salita la squadra potrà inoltre contare anche sul giovane Lucas Hamilton, 23enne al suo primo GT ma reduce da un buon inizio di stagione con il successo alla Coppi e Bartali come fiore all’occhiello, e sull’esperto Brent Bookwalter, corridore polivalente che potrebbe dare un contributo molto importante anche in pianura. Un terreno in cui a scortare il capitano saranno anche il passistone Luke Durbridge, che ha messo anche nel mirino le cronometro, e l’eclettico Chris Juul-Jensen, forse colui che potrebbe avere maggiori libertà in alcune frazioni miste. Sempre che non serva scortare il capitano, priorità assoluta del team, alle cui necessità ogni velleità personale è sacrificabile.

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