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UAE Team Emirates, Brandon McNulty sarà a Giro o Vuelta: “Ha tutto il potenziale per essere un grande corridore”

Brandon McNulty sarà uno dei volti nuovi dell’UAE Team Emirates nella prossima stagione. Il 21enne corridore nativo di Phoenix, in Arizona, è uno dei prospetti più interessanti per quanto riguarda le corse a tappe. Vincitore a sorpresa del Giro di Sicilia di quest’anno con la maglia della Rally UHC Cycling, ha ufficializzato il proprio trasferimento già ad agosto. Il 2020 sarà una stagione in cui potrà alzare l’asticella dei propri obiettivi, pur senza dover raggiungere risultati in corse di altissimo livello fin da subito. Il primo passo, potrebbe essere intanto quello di prendere parte già a un Grande Giro ripercorrendo magari le orme del coetaneo, e nuovo compagno di squadra, Tadej Pogacar.

“Ho già parlato con Brandon e vorremmo che potesse mettersi alla prova in un Grande Giro, che potrebbe essere Giro o Vuelta – ha affermato a VeloNews Joxean Matxin Fernández, capo dei Direttori Sportivi della UAE  che lo seguiva addirittura dal 2015 – Più avanti vedremo la sua evoluzione. Vogliamo che abbia lo spazio per correre in gare importanti senza inutili pressioni, ma per assaggiare questi eventi più importanti”.

È un corridore moderno – aggiunge – È uno scalatore che va bene a cronometro. Sulla carta, ha tutto il potenziale per essere un grande corridore. In questo momento, vogliamo che abbia un assaggio di tutto, e poi potrà dirci ciò che lo motiva e lo stuzzica di più, così possiamo lavorare insieme in quella direzione”.

Al momento, potrebbe puntare alle corse di una settimana, provando intanto a scoprire la propria resistenza sulle tre settimane: “Vedremo dopo aver provato alcuni Grandi Giri se ha l’importante capacità di recuperare per provare poi un giorno a lavorare per diventare un leader”. L’importante è che lavori il più possibile sui propri limiti: “Non voglio spingerlo o costringerlo a fare qualcosa che non vuole fare o che forse non è in grado di fare – prosegue – Ma allo stesso tempo, vogliamo che si spinga da solo e che prenda alcuni rischi solo per vedere se riesce a sfruttare appieno il proprio potenziale come corridore”.

La strada da seguire è proprio quella di Tadej Pogacar: “È un giovane corridore che ha la possibilità di mettersi alla prova e lo sta facendo senza avere pressioni o aspettative irrealistiche. Se un giovane ciclista affronta una brutta giornata, non importa. La cosa più importante è che ci provino e che sappiano di poter contare sul pieno supporto della squadra”.

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