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Trek-Segafredo, Kenny Elissonde ha voglia di farsi vedere: “Vivo per attaccare in salita”

Tre anni al servizio degli altri, fra Team Sky e Team INEOS. Per il 2020, però, Kenny Elissonde, passato alla Trek-Segafredo, vuole tornare a ritagliarsi i suoi spazi. Magari come ha fatto nell’ormai lontano 2013, quando vinse sull’Angliru alla Vuelta a España. Il francese, 28 anni, aveva dato più di qualche segnale del suo talento, soprattutto quando la strada si impennava davanti alle ruote, ma nelle tre stagioni con la squadra britannica si è limitato a un lavoro di gregariato, sicuramente prezioso ma non particolarmente soddisfacente sul piano dei risultati individuali. Nella scorsa stagione, poi, ha anche avuto meno occasioni di mettersi in luce, contando che non ha corso alcun grande giro e che in pratica da metà agosto in poi non si è più attaccato un numero sulla schiena.

“Io sono uno scalatore e mi piace attaccare sulle montagne – ha detto Elissonde in un’intervista rilasciata a Cyclingnews – Alla Ineos questo mi è mancato. Avevo le gambe per attaccare, a volte, ma a causa delle tattiche di squadra, dovevo lavorare per altri. Essere un gregario è una cosa nobile, ma a me piace attaccare. È una parte del mio carattere”. Il transalpino debutterà nel 2020 al Tour Down Under, a fianco del suo nuovo capitano Richie Porte. Ma lo scenario generale per il 28enne pare diverso: “Ho lasciato la Ineos perché penso di essere diventato un buon gregario, ma mi manca correre in maniera aggressiva”.

Elissonde ha nel suo programma 2020 il Tour de France, lui che è francese e che finora la Grande Boucle non l’ha mai corsa: “Per me è un grande obiettivo. Inoltre io vivo a Nizza e il Tour partirà da lì: sarà sicuramente un momento speciale. Poi, mi piacerebbe correre anche la Vuelta a España, ma dipenderà anche da quello che vorrà fare la squadra”. Obiettivi a parte, è chiaro che il corridore parigino vuole tornare a farsi vedere quando le pendenze aumentano: “Io amo le salite e penso che uno scalatore sia un artista. Siamo diversi, ci piace soffrire e passiamo tanto tempo sulle montagne. Aspettiamo il momento per attaccare e, se siamo abbastanza forti, possiamo fare qualcosa di speciale. Spero di ritrovare queste emozioni nel 2020”.

Il francese rivela di ammirare particolarmente Mikel Landa, che nelle scorse settimane ha lasciato la Movistar per andare alla Bahrain-McLaren: “Il basco mi piace perché non ha mai paura di attaccare e di far scoppiare una corsa. È uno scalatore puro che vuole restare nelle classifiche generali. So che i tifosi lo apprezzano e apprezzano il ‘Landismo’ perché lui getta al vento la cautela e attacca. Spero di trovare anche io il mio ‘Elissondismo’ interiore nel 2020”.

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