Groupama-FDJ, Anthony Roux e il suo impegno per l’ambiente: “Molti si lamentano, ma non fanno nulla”

Anthony Roux, la sua nuova iniziativa “Il mio viaggio” e le green zone in gara. Oltre ad approvare il nuovo sistema delle green zone adottato in gara, il corridore francese racconta di come dal suo “giro di scarico”, quello che i ciclisti fanno nel giorno di riposo, sia nata un’iniziativa green che sta coinvolgendo sempre più persone. Un’occhiata ai bordi della strada, un senso di responsabilità ed ecco che Anthony rallenta, sgancia il pedale e raccoglie quello che trova per terra. Da sporadico episodio è diventata ormai abitudine e tutto questo viene postato sul proprio profilo Twitter sperando di coinvolgere più utenti possibili.

Un’abitudine tramandata dal padre quella di ripulire i luoghi, un’abitudine che per molto tempo è stata latente dentro il classe 1987:” Quando guardavo il lato della strada mi disgustava guidare in un ambiente così sgradevole […] Per molto tempo ho fatto come la maggior parte delle persone – confessa il francese – mi sono lamentato ma non ho agito“. A far scoccare la scintilla ci ha pensato una bottiglia di vetro che ogni giorno lo aspettava nel solito luogo di passaggio durante l’allenamento: “Quando passavo istintivamente ogni volta guardavo se fosse sempre lì e ogni volta mi dicevo ‘ma è ancora qui!?’ A un certo punto mi sono detto ‘invece di guardarla, prendila e domani non ci sarà più'”.

Da raccogliere una bottiglia di vetro a coinvolgere il municipio e i propri follower su Twitter il passo è breve. Il trentaquattrenne che adesso ha preso l’abitudine di uscire negli allenamenti di recupero con uno zaino in spalla, si è reso promotore di un’iniziativa con cui sta coinvolgendo la propria cittadina cercando di creare eventi di raccolta e i propri follower su Twitter, promettendo loro un dorsale usato in gara, una maglietta o altri gadget. Iniziative che talvolta non vengono seguite da numerosi utenti, ma che lo soddisfano per il pubblico giovane che lo sta seguendo: ” Mi rendo conto che le persone mi sostengono molto, ma non sono in molti ad agire, che invece era l’obiettivo […]  Ciò che mi motiva tuttavia è che molti giovani hanno risposto alla mia chiamata. Questo mi ha fatto piacere. L’aspetto negativo quindi è che non c’è stato l’entusiasmo che mi aspettavo, ma l’aspetto positivo è che la nuova generazione è motivata”.

L’atleta transalpino coglie l’occasione per parlare anche delle green zone adottate dall’UCI nelle gare, lodando l’iniziativa ma incoraggiandoli a renderle più evidenti:” Onestamente è fatto molto bene. Questo è solo l’inizio e a volte non siamo sicuri di dove siano le aree e quando possiamo buttare via i nostri rifiuti – spiega Roux – A volte ad annunciare la green zone è un cartello piccolo e lo manchi rapidamente. Forse i segnali dovrebbero essere visivamente più chiari, ma altrimenti è un passo avanti”.

Come esempio riporta così quanto successo alla Vuelta a España: “Mi sono preso due multe durante la Vuelta, anche se faccio molta attenzione. Non sapevo bene dove fosse la zona e quando avrei potuto gettare i rifiuti. Anche perché cambia da una corsa all’altra… Non mi vergogno a dire che alla Vuelta sono stato sanzionato due volte, anche se ovviamente ci sono rimasto male. Da un lato mi è preso un colpo, ma dall’altra parte sono stato contento perché dimostra che la questione viene presa sul serio. Siamo sulla giusta strada”.


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