© ASO / Thomas Maheux

Tour de France 2020, Alejandro Valverde al servizio di Enric Mas: “Non sono più un ragazzino prima o poi arriva il momento di non rendere al 100%”

Alejandro Valverde si è reso finora artefice di un Tour de France 2020 abbastanza anonimo. Il murciano della Movistar occupa attualmente una onorevole 14ª posizione in classifica generale a 6’22” da Primoz Roglic, ma da lui ci si aspettava qualcosa di più. I 40 anni anagrafici e una stagione del tutto sballata come preparazione sicuramente pesano sul suo rendimento, che resta comunque abbastanza positivo, anche se inferiore a quello del compagno Enric Mas, al quale intende garantire il maggior apporto possibile. Già la tappa di oggi con l’arrivo sul Grand Colombier sarà decisiva per verificare se potrà essere competitivo almeno per un successo di tappa.

“Poco a poco sto migliorando la forma – ha spiegato ad AS – mi sento abbastanza bene. Sembra di no, ma fatichiamo molto in ogni tappa. Quello che cerco è di fare il meglio che posso per aiutare Enric. Vediamo prima come si sente, e poi anche io. Certo che vorrei andare meglio, non c’è dubbio. Ogni giorno mi sento un po’ meglio, anche se ho 40 anni. Non sono più un ragazzino, prima o poi arriva il momento di non rendere al 100%”.

Il pensiero è quindi al massimo a una vittoria di tappa: “Se arriva, ovviamente sarà la benvenuta. Anche così, è molto difficile controllare o tentare una fuga. Giorni favorevoli arriveranno tra il Grand Colombier e le Alpi, quindi cercheremo di cogliere le nostre possibilità. La squadra intende competere e recuperare le belle sensazioni”.

Si sente del tutto tranquillo riguardo alle sue prestazioni: “Non è un problema e non sono preoccupato, quello che ci interessa è che Mas finisca più in alto possibile in classifica”. Pertanto non intende mollare per avere più libertà in caso di fuga: “Vogliamo chiudere con la migliore classifica possibile“.

Riguardo all’andamento generale di questo Tour, ritiene che lo scarso spettacolo sia dovuto allo strapotere della Jumbo-Visma: “Se non viene attaccata, è perché non può. Sacrificarsi non ha senso. Anche se lo desideri, la Jumbo di Roglic ti prenderà, quindi è meglio essere prudenti e attaccare quando si hanno buone gambe. Fino ad oggi, solo Pogacar ha avuto la forza di incrinare i Jumbo”.

In ogni caso, non ha intenzione di accelerare il proprio ritiro: “Non penso di appendere la bici al chiodo adesso. Quando sarà il momento, mi ritirerò. Non mi preoccupa. Voglio andare a Tokyo nel 2021, ma se non starò bene non ci andrò”.

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