Giro di Turchia 2023, Jay Vine resiste alla rimonta del gruppo! 2° Jasper Philipsen, 5° Giovanni Lonardi

Assolo di Jay Vine nella settima tappa del Giro di Turchia 2023. Il corridore dell’UAE Team Emirates ha allungato in salita a poco più di 25 chilometri dal traguardo di Izmir e, dopo aver guadagnato circa un minuto di margine sul gruppo, è riuscito nel finale a resistere per soli sette secondi alla rimonta degli inseguitori, andando così a conquistare il terzo successo stagionale. Alle sue spalle, la volata per il secondo posto è stata vinta da Jasper Philipsen (Alpecin-Deceunink) davanti a Cees Bol (Astana Qazaqstan), mentre ha chiuso quinto Giovanni Lonardi (Eolo-Kometa). Piazzamenti in top-10 anche per Andrea Peron (Team Novo Nordisk), Attilio Viviani (Team Corratec-Selle Italia) e Mirko Maestri (Eolo-Kometa), rispettivamente settimo, ottavo e nono.

A causa di una caduta avvenuta a 1500 metri dal traguardo il gruppo si è spezzato e coloro che si sono giocati il secondo posto (una dozzina di corridori in tutto) hanno tagliato il traguardo con una manciata di secondi di margine sul resto del gruppo. Grazie alla neutralizzazione, però, non si registrano distacchi in classifica generale, con Alexey Lutsenko (Astana Qazaqstan) che mantiene quindi il simbolo del primato con 26″ di vantaggio su Ben Zwiehoff (Bora-hansgrohe) e 51″ sul compagno di squadra Harold Tejada.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Partenza anche oggi a ritmo sostenuto e nessun tentativo di fuga riesce a prendere il largo, tanto che il primo traguardo volante, dopo 41 chilometri, se lo disputano i velocisti interessati alla Maglia Verde, con Cees Bol (Astana Qazaqstan) a transitare per primo davanti a Jasper Philipsen (Alpecin-Deceuninck) e Luca Colnaghi (Green Project-Bardiani CSF-Faizanè). Dopo 50 chilometri prende corpo il tentativo di Nico Denz (Bora-hansgrohe), Cyrus Monk (Q36.5 Pro Cycling Team), Louis Blouwe (Bingoal WB), Stijn Appel (ABLOC CT) ed Emil Dima (Sofer-Savini Due-OMZ), cui però il gruppo concede pochissimo spazio. I cinque sono ripresi dopo una ventina di chilometri e si rimane ancora a lungo tutti insieme, con Jay Vine (UAE Team Emirates) che va a prendersi i punti per la classifica scalatori al primo GPM.

Ci prova poi anche Leo Bouvier (Bike Aid), ma anche per lui non c’è modo di andar via e dopo 95 chilometri di gara il gruppo è ancora compatto. L’elevato ritmo causa diversi strattoni e dopo uno di questi si trovano al comando Philipsen, Mauro Verwilt (Tarteletto), Nikiforos Arvanitou (Sofer-Savini Due-OMZ), Bram Dissel (Paesi Bassi) e, nuovamente, Denz e Monk, ma l’Astana Qazaqstan del capoclassifica Alexey Lutsenko non è d’accordo e va a chiudere anche su questa azione. Si entra così negli ultimi 45 chilometri di corsa con il gruppo ancora compatto e con un tentativo solitario di Patryk Stosz (Voster ATS Team), che finalmente riesce a prendere un po’ di margine, arrivando a guadagnare una cinquantina di secondi sul plotone.

Con il passare dei chilometri, però, il margine di Stosz inizia a scendere e, quando il gap è di 20″, da dietro altri corridori cercano di rientrare sul polacco, ma le varie azioni non hanno successo. Il battistrada viene riassorbito ai -28 dalla conclusione, poco prima dell’inizio dell’ultimo GPM di giornata, che vede Vine allungare appena la strada inizia a salire; sulle ruote dell’australiano provano a riportarsi Alexis Guerin (Bingoal WB) e Alex Martin (Eolo-Kometa), ma nessuno dei due riesce a riavvicinarsi, con lo spagnolo che viene ripreso dal plotone. Vine transita così per primo al GPM (conquistando matematicamente la maglia degli scalatori) con una trentina di secondi di margine su Guerin e poco più di un minuto sul gruppo, dal quale, nel corso della discesa seguente, fuoriescono Clément Alleno (Burgos-BH) e Andrea Pietrobon (Eolo-Kometa).

I due riescono a riavvicinarsi a Guerin prima di essere riassorbiti dal plotone, tirato da Bora-hansgrohe e Alpecin-Deceuninck, a 6000 metri dal traguardo. Lo stesso capita a Guerin poco dopo, mentre Vine entra negli ultimi cinque chilometri con ancora una quarantina di secondi di vantaggio. L’azione del corridore dell’UAE si fa un po’ più pesante, ma nonostante questo nel finale riesce a mantenere un margine che gli permette di affrontare con serenità le ultime centinaia di metri, aiutato anche da una caduta che, a 1,5 chilometri dall’arrivo, spezza in due il gruppo lasciando davanti una dozzina di corridori, che però possono solamente disputare la volata per la piazza d’onore. Vine taglia infatti il traguardo con un vantaggio di 7″, mentre Philipsen si prende il secondo posto davanti a Bol.

Risultato Tappa 7 Giro di Turchia 2023

Classifiche Giro di Turchia 2023

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