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© Jean-Claude Faucher

Vital Concept-B&B Hotels, Vichot chiude il suo 2019: “Una stagione da incubo”

Arthur Vichot conclude la sua stagione con la speranza di poter ripartire con più energie nel 2020. L’ex campione nazionale francese, che era stato l’acquisto di punta della Vital Concept-B&B Hotels dopo nove anni in casa FDJ, ha vissuto un 2019 davvero difficile, segnato da tanti problemi fisici. Ad aprile è stato scoperto un virus che gli causava affaticamenti durante lo sforzo fisico, impedendogli di rendere al meglio. Il classe ’88 ha provato a tornare alle corse quest’estate, senza però riuscire a tagliare il traguardo nelle quattro competizioni a cui ha preso il via da giugno in poi. Anche per questo ha deciso di staccare in anticipo, nella speranza di ricaricare le pile e presentarsi al meglio per il 2020.

Il corridore transalpino ha spiegato la sua scelta: “Non servirebbe più a granché continuare dato che faccio sempre così tanta fatica. Sono stato inesistente nelle corse, spero sempre di riuscire a recuperare la forma ma non ci riesco mai. Il mio inverno è stato buono, ero molto motivato per il mio cambio di squadra. Volevo fare bene, vincere delle corse. La squadra contava su di me per ricevere l’invito al Tour de France. Dalla fine di gennaio però sentivo che non riuscivo più a rimettermi in linea con la forma. Mi sentivo vuoto. Sul momento ho pensato che dovevo assimilare il carico di lavoro, non ho pensato al peggio”.

Vichot ha poi raccontato il momento in cui ha scoperto del virus: “Era strano che dopo alcuni giorni piuttosto blandi potevo fare una giornata di grande intensità. Per questo ho potuto giocarmi la vittoria alla Drôme Classic. Poi il primo giorno della Parigi-Nizza ero davanti, poi più i giorni avanzavano più ero affaticato. A fine settimana, ogni colpo di pedale era uno sforzo sovrumano. Mi sono reso conto che qualcosa non andava quando mi allenavo e facevo il meglio, ma sapevo non mi sarei giocato la vittoria. Abbiamo fatto delle analisi, ma ci hanno messo tre settimane ad arrivare. Nel frattempo ho continuato a correre e mi sono spremuto fisicamente e mentalmente.

Ora il corridore pensa già alla prossima stagione: “Alla fine ho passato tre mesi con questo virus e mi sono ritrovato in una situazione di estrema fatica. Ho fatto un mese senza bicicletta ma non è bastato. Ho partecipato a due corse ma era troppo, entrambe le volte mi sono ritirato ed è stata una botta al morale. Il 2019 è stata una stagione da incubo. Avevo obiettivi molto alti e non ho portato un apporto alla squadra. Fa parte dello sport, lo devo accettare. Fermo qui la mia stagione per pensare già al 2020″.

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