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Tour Down Under 2019, Porte: “Gli ultimi 300 metri sono stati infiniti”

Negli ordini d’arrivo in cima a Willunga Hill c’è sempre Richie Porte al primo posto. Il nuovo corridore della Trek-Segafredo si è imposto per la sesta volta consecutiva sulla salita simbolo del Tour Down Under, ma anche stavolta non è stato abbastanza per vincere la classifica generale. Il tasmaniano, infatti, deve accontentarsi del quarto secondo posto finale nella corsa di casa, a fronte di una sola vittoria, arrivata nel 2017. Così come lo scorso anno, a beffarlo è stato Daryl Impey (Mitchelton-Scott), che grazie agli abbuoni accumulati nelle prime tappe, lo ha preceduto di 13 secondi.

“Vincere queste corse per un corridore come me è difficile: un solo arrivo in salita e stop – spiega Porte – […] Giù il cappello per Impey, ma vincere sei volte qua è una grande sensazione. È bello cominciare con una nuova squadra e vedere la fiducia che hanno in te. Ma qui, devi andare in salita meglio dei velocisti e sprintare meglio degli scalatori; non è una corsa per me. Ci sono riuscito due anni fa, quando c’era anche la salita di Paracombe”.

L’ex corridore della BMC ha poi dovuto raccontare gli ultimi chilometri, quando era il corridore più osservato da tutti: “La tappa è stata più facile rispetto al solito perché ero in una buona posizione. Elissonde ha fatto un grande lavoro per Poels e poi per me è stato difficile ricucire. Ho dovuto gestire lo sforzo e, sinceramente, ero al limite, ma quando il DS Kim Andersen mi ha detto che dietro di me stavano tutti soffrendo, ho avuto una reazione. Ma gli ultimi 300 metri son stati davvero infiniti. È una vittoria dolce“.

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