(c) S.Yuzuru/Reuters

Team Sunweb, Iwan Spekenbrink sull’addio di Tom Dumoulin: “Voleva andarsene, ma c’è vita dopo Tom”

Per il Team Sunweb la stagione 2020 sarà la prima senza Tom Dumoulin, che dal prossimo anno correrà con la Jumbo-Visma. Certamente un duro colpo per la squadra tedesca che ha anche perso alcuni membri dello staff. La stagione appena conclusa è stata decisamente sfortunata, segnata soprattutto dagli infortuni dei corridori più importanti, infatti, oltre ai problemi dello stesso corridore olandese che ne hanno pesantemente condizionato la stagione, ci sono stati gli stop per Wilco Kelderman e Sam Oomen, gli altri due potenziali uomini di classifica per i grandi giri della formazione tedesca.

Il team manager Iwan Spekenbrink ha ripercorso i passaggi che hanno portato all’addio di Dumoulin: “Avremmo preferito poter correre di nuovo l’anno prossimo con Tom per la vittoria del Tour – ha detto a Volkskrant.nl – Ma presto è stato chiaro che aveva già preso la sua decisione. Tom non aveva più la sensazione di poter ottenere il massimo da noi“.

Diversi corridori si sono lamentati per la rigida organizzazione del team tedesco: “Ci sono 130 persone che lavorano qui. Certo che siamo organizzati – ha continuato il manager – Ma tutto è negoziabile, non siamo un regime della Germania orientale. Se le persone migliorano il nostro piano, per favore…! Ma se non ti vengono in mente buoni argomenti, devi assumerti la tua responsabilità. Altrimenti sorgono conflitti. In una situazione del genere è facile puntare il dito sui protocolli. Ma in realtà dicono: non sono più disposto a provarci”.

Recentemente le confessioni dell’ex corridore del team Georg Preidler sul suo ricorso alle trasfusioni hanno colpito molto Spekenbrink: “All’inizio tacevo, non ci potevo credere. Georg non era un ragazzo strano o qualcosa del genere. Poi ho provato frustrazione. Perché qualcuno lo fa? E, infine, rabbia. Noi siamo impegnati in uno sport pulito. La cultura del doping è cambiata. Ma se vuoi combattere il doping, devi prima accettare che esista. Abbiamo sempre detto: non puoi cambiare le persone, puoi cambiare il comportamento. Ciò significa che devi controllare ancora di più e meglio. Per i controlli interni, abbiamo iniziato a lavorare con l’autorità antidoping lo scorso anno, perché è l’unica che è veramente indipendente. Ma vorrei anche discutere dei test appena prima della competizione, anche se questo è un argomento scomodo. Appare evidente con Preidler, può succedere sotto il tuo naso”.

Infine, il team manager guarda con fiducia alla prossima stagione anche senza un corridore in grado di vincere un Grande Giro: “Verrà di nuovo, ma non nel 2020. Quando Marcel Kittel, il miglior velocista del mondo, è partito, ci siamo ripresi. Quando John Degenkolb, uno dei migliori ciclisti per le Classiche, se ne andò, ci riprendemmo. Adesso succederà di nuovo. C’è vita dopo Tom“.

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