Picnic PostNL, il GM Spekenbrink torna sul trasferimento di Onley alla Ineos: “Per noi è stato inaspettato. Ma il ciclismo è cambiato negli ultimi anni e io ci vedo soprattutto un modello di guadagno”
"Si sta affermando sempre più un sistema di trasferimenti e occorre elaborare una strategia in merito - ha aggiunto il 49enne - Questa è la nuova realtà"
Il passaggio di Oscar Onley dal Team Picnic PostNL alla Ineos Grenadiers negli ultimi giorni del 2025 continua a far discutere. Nonostante lo scozzese avesse un contratto valido fino a fine 2027 con la formazione neerlandese, la compagine britannica ha potuto assicurarsi i servigi del quarto classificato dello scorso Tour de France sborsando, si mormora, una cifra vicina ai 6 milioni di euro, completando così un trasferimento che una volta era quasi impensabile nel ciclismo, ma che negli ultimi anni ha preso sempre più piede. Un CicloMercato che sembra ormai sempre più simile al Calciomercato, come ammesso anche dal general manager della Picnic PostNL Iwan Spekenbrink, che è tornato a parlare di questo e dell’addio di Onley in un’intervista a Wielerflits.
“È successo all’improvviso, proprio alla fine del 2025 – ha dichiarato il manager neerlandese riguardo all’offerta della Ineos per il 23enne – Per noi è stato inaspettato. Volevamo puntare al podio del Tour con lui e alla fine anche vincere. Sono rimasto quindi sconvolto per alcuni giorni da questa offerta. È qualcosa che non vorresti mai. Abbiamo lavorato intensamente con Oscar, che ha la nostra stessa passione per questo sport. Ha il nostro DNA. Tutto ciò che fa è finalizzato a diventare un corridore migliore. Oscar è una persona buona e molto onesta. Abbiamo fatto la storia insieme. È quindi frustrante perdere qualcuno. Ma il ciclismo è cambiato negli ultimi anni. Se prima i contratti venivano rispettati, ora la realtà è che stiamo andando verso una situazione che conosciamo dal mondo del calcio“.
Spekenbrink ha lasciato al corridore la libertà di scegliere se accettare l’offerta o se restare in squadra: “Quando un corridore attraversa una fase di rapida crescita, può scegliere se rimanere. Da noi Oscar ha ricevuto la migliore assistenza, ha avuto la posizione più protetta nelle gare e avrebbe potuto dedicarsi al 100% al successo sportivo. Oppure può scegliere di monetizzare le sue prestazioni per un guadagno economico e condizioni complessive forse leggermente meno favorevoli, come ad esempio essere meno spesso il leader della squadra”.
Alla fine, comunque, a livello economico la Picnic ha ricevuto un bell’indennizzo, importante anche in un momento in cui la squadra stava attraversando qualche problema economico che aveva anche messo a rischio la sua licenza WorldTour: “Ricevi un’offerta interessante per un corridore che hai formato. Si crea così un nuovo gioco. È possibile aggiungere un nuovo livello all’attuale modello economico basato sulla sponsorizzazione. Nel ciclismo si sta affermando sempre più un sistema di trasferimenti e occorre elaborare una strategia in merito. Questa è la nuova realtà. Bisogna farlo meglio dei propri concorrenti. In passato siamo stati spesso criticati per aver lasciato andare i corridori. Ma in altri sport è la cosa più normale del mondo”.
“Sarebbe stato perfetto se Oscar se ne fosse andato alla fine del 2027 – ha proseguito il 49enne – Ma allora non avremmo più ottenuto il prezzo massimo per lui. Ora invece è stato possibile farlo in tempi molto brevi. Ognuno può pensarla come vuole. Per la cronaca: non sono un grande sostenitore di questa soluzione. Potrei tranquillamente accettare il fatto che tutti rispettino i propri contratti. Ma ho a cuore il bene della nostra squadra. Vogliamo crescere. Spesso si dice che il nostro rapporto con i corridori non sia buono. Ma dietro ai trasferimenti non bisogna cercare troppe questioni personali. Io ci vedo soprattutto un modello di guadagno, altrimenti non lo avremmo fatto. Non lo nego. Investiamo molta energia e manodopera, e quindi denaro, nello sviluppo dei nostri atleti. In questo modo, ne vale sempre la pena. O i corridori ci portano risultati eccellenti, oppure ci garantiscono questi guadagni. Questo si chiama rendimento”.
“Comunque la si guardi, l’offerta è stata una conseguenza del successo. E chi ci conosce da anni sa che siamo molto bravi a scoprire talenti. All’interno della nostra squadra abbiamo accumulato molta esperienza e conoscenza per sviluppare al meglio i corridori. E con loro anche la nostra squadra. È qualcosa in cui abbiamo sempre investito e che ci ha permesso di produrre campioni di livello mondiale. Nell’ultimo Tour de France sei corridori provenivano dalla nostra squadra Under-23. Questo e il successo di Oscar sono la prova vivente che dobbiamo continuare su questa strada“, ha concluso Spekenbrink.
| Crea la tua squadra per il FantaTirreno-Adriatico 2026: montepremi minimo di 1.250€! |
| Ascolta SpazioTalk! |
Ci trovi anche sulle migliori piattaforme di streaming ![]() ![]() |










