Jumbo-Visma, stretta sul doping: no a medicinali per l’asma o antidolorifici, sì all’analisi del capello

La Jumbo – Visma pronta a stabilire nuove dure regole interne in tema di antidoping. La formazione neerlandese, secondo quanto riportano i media locali, vorrebbe indurire il proprio regolamento fino a ricorrere all’analisi del capello per scoprire se un corridore ha fatto uso di doping in passato. La decisione arriva non tanto per il ciclismo, quanto piuttosto dalla squadra di pattinaggio, gemellata con la formazione WorldTour di cui condivide sponsor e parte dello staff. Secondo quanto spiega il medico sociale Gee van Enst, le limitazioni riguarderanno inoltre l’utilizzo di medicinali curativi come farmaci asmatici, antidolorifici e per curare problemi di tiroide. Tra gli esempi citati anche il diabete, malattia che invece colpisce tutti i corridori del Team Novo Nordisk, che si batte proprio per dare un messaggio a coloro che ne sono affetti.

L’idea è nata durante le ultime olimpiadi invernali, a Pyeongchang, alle quali Van Enst era presente come medico della nazionale neerlandese. Notando come molti corridori avessero inserito i medicinali per la tiroide per ottenere esenzioni, le famose Autorizzazioni ad Uso Terapeutico (AUT o più comunemente TUE). Non è stato resa nota questa percentuale, ma secondo il dottore si tratta di una percentuale proporzionalmente nettamente superiore rispetto a quella della popolazione normale.

Da capire se si tratta di una discriminazione consentita dai regolamenti, prima di tutto sportivi, ma anche a livello lavorativo. “Una associazione sportiva deve essere aperta a tutti, malati e non – risponde Van Enst a de Volkskrant – Ma noi siamo una squadra sponsorizzata. Investiamo in qualcuno, quindi non ci dovrebbero essere problemi. Perché un controllo potrebbe essere dannoso per una associazione, ma per noi sarebbe un disastro […] Se possiamo scegliere fra due atleti dello stesso livello, sceglieremo quello che usa meno medicinali possibili. Il che è più salutare. Siamo inoltre convinti che si possano raggiungere prestazioni migliori senza medicine”.

La salute è aspetto chiave visto che si tratta delle stesse motivazioni che portano l’UCI ad aver proibito il Tramadol, l’antidolorifico più conosciuto e contestato nel ciclismo, e a lavorare nella stessa direzione sui corticoidi, considerati uno dei cavalli di battaglia del Movimento Per un Ciclismo Credibile.

Per quanto riguarda l’analisi del capello, anche qui il tema è molto complesso. “Analizzando i capellli si può determinare se hanno fatto uso di doping in passato. Il metodo può essere usato per alcune sostanze, specialmente come cocaina e marijuana”, aggiunge Van Enst. Ma dubbi emergono da parte di Herman Ram, direttore dell’agenzia antidoping nazionale: “Sull’argomento ci andrei cauto. Ad esempio, qualcuno con capelli di pochi millimetri non si può vedere cosa ha usato. Inoltre, più chiari sono i capelli meno è probabile trovare qualcosa. Bisogna evitare queste soggettività”.

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