Doping Tecnologico, la procura francese sta indagando

Magistrati francesi indagano sulle bici truccate. L’istruttoria sarebbe stata aperta già la scorsa estate, secondo quanto riporta il Canard Enchainé, storico giornale transalpino. In seguito ad una inchiesta preliminare, Claire Thépaut e Serge Tournaire sarebbero stati nominati per indagare “sulla corruzione e la frode che avvelenando il mondo del ciclismo”, con attenzione particolare al Doping Tecnologico. Una indagine questa del Tribunale delle Grandi Istanze di Parigi che punta a chiarire “i legami tra squadre internazionali, società private e alte istanze del ciclismo”.

Secondo il settimanale francese, i giudici stanno indagando su quello che ritengono essere “un patto di corruzione stretto ai più alti livelli internazionali che avrebbe favorito alcuni corridori di altissimo livello”, permettendogli di “beneficiare delle ultime migliorie tecnologiche in ambito dei motori elettrici, nascosti nelle bici”. Ricordando come l’indagine dello scorso settembre di Stade 2 aveva mostrato come i tablet forniti dall’UCI non fossero in grado di identificare una bici truccata, la rivista d’Oltralpe sottolinea come su 50.000 test effettuati, di cui quattro mila durante l’ultimo Tour de France, è stato trovato solamente una infrazione, ai Mondiali di Ciclocross del 2016, portando poi alla squalifica di sei anni per Femke van den Driessche.

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