©Photogomez Sport/ASO

Vuelta a España 2019, Top/Flop del Giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2019.

TOP

Mikel Iturria (Euskadi-Murias): Il basco non era il più forte, ma partendo proprio da questo è stato il più furbo. Tra i meno temuti del gruppetto di attaccanti, il corridore di casa si gioca al meglio le sue carte, sfruttando anche la sua conoscenza del terreno per piazzare la sua accelerazione al momento giusto e dosare alla perfezione le energie nel finale, resistendo al ritorno dei rivali con determinazione.

Amanuel Ghebrigzabier (Dimension Data): Il corridore eritreo si mostra pimpante, sorprendendo più di una volta i rivali che cercano di staccarlo. Si gioca le sue carte come può, spesso dimostrando una bella gamba in ogni tratto di salita confermando così di meritare un posto in squadra e essere qualcosa in più della quota riservata all’Africa Nera. A 25 anni ottiene oggi il risultato più rilevante a livello internazionale della sua breve carriera professionistica iniziata lo scorso anno. Un bel modo per dimostrare che sta crescendo.

Matteo Fabbro (Katusha-Alpecin): Il giovane italiano ci prova, correndo chiudendo quando gli è possibile e tra gli inseguitori è l’unico a non avere la responsabilità di essersi lasciato sfuggire Iturria visto che quando il basco è partito lui era attardato per una foratura. Bravo a rientrare, a seguito di un bel dispendio di energie, dopo non ne ha molte e non può andare oltre l’ottavo posto.

FLOP

Gorka Izagirre (Astana): Sulla penultima salita spende tutte le sue energie residue nel cercare di portare via un gruppetto, ma si brucia e la sua corsa sostanzialmente finisce lì. Forse sapeva di non averne o forse credeva di averne più di tutti, in ogni caso il risultato è stato disastroso per colui che in salita era forse il più temuto del gruppetto.

Alex Aranburu (CajaRural-RGA): Era l’uomo che tutti avevano pronosticato come favorito vista la composizione della fuga, specialmente per quanto dimostrato durante la prima settimana di corsa. Forse anche lui troppo convinto dei suoi mezzi, lo spagnolo si brucia prima del tempo per poi non riuscire più ad essere nel vivo dell’azione, costretto ad una corsa di rimessa che sa di occasione sprecata. Soprattutto quando si pensa che il suo compagno Jonathan Lastra è arrivato secondo. Forse dovevano giorcarsi meglio le loro carte…

Damien Howson (Mitchelton-Scott): Centellina le energie cercando di risparmiarsi per il finale, ma probabilmente è stato troppo avaro. Avesse cominciato prima a muoversi avrebbe probabilmente potuto fare la differenza per quantomeno poter provare a giocarsi il successo. Tatticamente battuto, nel finale prova qualche sfuriata, ma ormai è troppo tardi.

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