©Photogomez Sport/ASO

Vuelta a España 2019, Top/Flop del Giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi alla Vuelta a España 2019.

TOP

Sam Bennett (Bora-hansgrohe): L’irlandese conferma di essere più di un velocista, con la sua capacità di superare brillantemente anche strappi duri, senza necessariamente dover attendere che siano i compagni a chiudere. Il gioiello finale con cui si riporta sugli avversari per sormontarli con una lunga volata di potenza è l’ennesima perla di una stagione che lo vede davvero ai massimi livelli.

Max Richeze (Deceuninck-QuickStep): L’argentino è un ultimo uomo coi fiocchi, che oggi conferma potenzialmente di poter anche essere un corridore che può togliersi le sue soddisfazioni in prima persona. Per batterlo ci vuole infatti un super Bennett con uno sprint in quota che davvero in pochi avrebbero potuto fare. Purtroppo trova qualcuno più forte di lui, ma l’esperto corridore sudamericano è elemento preziosissimo in una squadra.

Marc Soler (Movistar): Mentre tutti gli altri uomini di classifica rimangono coinvolti nella caduta, lui è ancora davanti che lotta per un risultato, pensando anche a potenzialmente recuperare terreno. Segno di una grande cattiveria sportiva e determinazione che in questa Vuelta sta emergendo sempre più. Consapevole di essere l’uomo del futuro del team, vuole dimostrare sempre più che anche sul presente è affidabile.

FLOP

Fabio Jakobsen (Deceuninck-QuickStep): Perfettamente guidato dai compagni, quando arriva il momento del decisivo cambio di ritmo, non riesce a seguire il suo ultimo uomo, dovendo così rinunciare alla possibilità di giocarsi uno dei pochi arrivi per velocisti. Non era l’arrivo più semplice, né forse più adatto alle sue caratteristiche, ma chissà che se non avesse provato a seguirlo, facendo eventualmente un buco alla ruota del compagno, non avrebbe potuto favorirlo.

Trek-Segafredo: Anche oggi lavorano tanto per tutto il giorno, ma poi nel finale, eppure così adatto ad entrambi i suoi capitani, qualcosa non va. Entrambi chiudono nel primo gruppetto alle spalle del trio di testa, senza aver potuto dare neanche un accenno di reazione nel momento decisivo. L’impressione che a giocare su due tavoli non si riesca a portare a casa neanche un punto.

Jakob Fuglsang (Astana): Resta il mistero di un attacco a salita quasi conclusa…

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