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Favoriti Vuelta a España 2018, Maglia Rossa: Quintana e Aru per ripetersi, ma la lotta è apertissima

Mai come quest’anno la caccia alla Maglia Rossa della Vuelta a España 2018 si preannuncia incerta e divertente. Essendo il terzo Grande Giro stagionale, con i corridori che hanno già diverse fatiche sulle gambe, fare delle gerarchie è sempre estremamente difficile. In più, alcuni protagonisti arriveranno dopo aver corso il Giro d’Italia e altri il Tour de France, alcuni saranno super motivati per cercare di riscattare una stagione finora deludente e altri invece vorranno coronare l’annata con un bel risultato in terra spagnola. Non è un caso che negli ultimi anni alcuni pronostici siano stati ribaltati, ma quel che è certo è che la Maglia Rossa fa gola a molti e l’abbondanza di uomini da classifica renderà la corsa aperta fino alla fine.

Favoriti Maglia Rossa Vuelta a España 2018

Come detto, a metà agosto bisogna sempre fare i conti con le condizioni dei vari pretendenti. Chi sa vincere i Grandi Giri e in terra iberica è sempre andato forte è quel Nairo Quintana (Movistar) che nel 2016 batte nientemeno che Chris Froome, ma che nell’ultimo anno e mezzo sembra aver avuto una preoccupante involuzione. All’ultimo Tour ha chiuso decimo con più bassi che alti e l’ultimo GT in cui ha corso costantemente su alti livelli è stato il Giro d’Italia 2017, chiuso al secondo posto dietro a Tom Dumoulin. Sulle salite della Vuelta si è sempre trovato a proprio agio e anche quest’anno ci sarà il terreno per provare ad invertire il trend degli ultimi tempi. Al suo fianco ci sarà il sempre affidabile Alejandro Valverde, che davanti ai tifosi di casa sa come esaltarsi e sicuramente vorrà regalare un po’ di spettacolo. Sarà interessante vedere se vorrà curare la generale, oppure puntare a qualche tappa e magari fare da testa di ponte per il compagno colombiano, cosa che sarebbe dovuta accadere al Tour ma che, di fatto, non si è mai verificata. Tra i due si potrebbe inserire anche un Richard Carapaz ancora pienamente da scoprire.

Il duo Movistar avrà comunque moltissimi avversari da tenere a bada, a partire dal nostro Fabio Aru (UAE-Emirates), motivato come non mai a riscattare una stagione finora avara di soddisfazione. Grande sconfitto al Giro, il sardo si presenterà ai cancelli di partenza di Malaga con la voglia di tornare sul podio di un GT e magari ripetere il successo del 2015. Sarà importante per lui ritrovare le sensazioni di un tempo, anche perché in squadra c’è un Daniel Martin pronto a soffiargli i gradi di capitano. L’irlandese, dopo il Tour, era apparso un po’ in calo di forma alla Clasica San Sebastian, ma il riposo di un paio di settimane potrebbe avergli dato nuova linfa per dare battaglia anche in Spagna.

Discorso simile a quello di Aru per Thibaut Pinot (Groupama-FDJ), uscito malconcio dal Giro ma apparso già in buona condizione al Giro di Polonia. Alla Vuelta conta come miglior piazzamento un settimo posto nel 2013 e per puntare alla classifica generale non dovrà incappare in giornate storte, cosa che purtroppo per lui gli capita abbastanza spesso nell’arco delle tre settimane. Se dovesse trovare il giusto colpo di pedale, comunque, potrebbe rivelarsi un avversario ostico per tutti. Chi al Giro aveva brillato, prima di crollare a sua volta, è Simon Yates (Mitchelton-Scott), che alla Vuelta cercherà risposte sulla sua tenuta nelle tre settimane. Al suo fianco avrà il gemello Adam, che aveva iniziato molto bene la stagione ma che al Tour è stata una delle più grandi delusione. Le salite spagnole comunque ben si adattano alle caratteristiche dei fratelli britannici, i quali potrebbero rappresentare un importante ago della bilancia di questa edizione della Vuelta. Un altro tandem che aveva ben funzionato nella Corsa Rosa è quello dell’Astana formato da Miguel Ángel López e Pello Bilbao, terzo e sesto a maggio, i quali andranno in cerca di conferme importanti. Bisognerà vedere quali saranno le gerarchie all’interno del team kazako, ma è probabile che entrambi avranno, almeno inizialmente, carta bianca per provare a fare la propria corsa, con il capitano che sarà poi deciso dalla strada.

Su molti corridori grava un grandissimo punto di domanda sulle condizioni fisiche. Quello più grande riguarda Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), ancora in fase di recupero dopo la rottura della vertebra sull’Alpe d’Huez. Le sue ultime dichiarazioni non possono aver lasciato tranquilli i suoi tifosi, fermo restando che il suo grande obiettivo è il mondiale di Innsbruck. Abituato a lottare per la generale, bisognerà vedere come risponderà il suo corpo dopo le prime tappe, ma quel che è certo è che non vorrà fare solo da comparsa e, in un modo o nell’altro, proverà ad essere protagonista. Nel caso andasse male son pronti a giocarsi le proprie carte i fratelli Izagirre. Curiosità anche attorno a Richie Porte(BMC), che proverà per l’ennesima volta a sfatare la maledizione Grandi Giri. L’australiano è sempre stato uno che per entrare in forma non necessitava di molti giorni di corsa e questo per lui potrebbe essere un bene, visto che non corre dalla fatidica tappa del pavè al Tour. In salita non ha nulla da invidiare a nessuno, ma la cosa più difficile per lui è rimanere fuori dai guai. Pronti a sostituirlo in caso di evenienza Rohan Dennis e Nicolas Roche. Un altro tutto da scoprire è Wilco Kelderman (Team Sunweb), quarto lo scorso anno e sfortunatissimo in questo 2018. Caduto ai campionati nazionali olandesi, l’ex corridore della Belkin correrà senza pressioni, visto il lungo periodo senza corse dal quale arriva. L’anno scorso la Vuelta gli confermò di poter essere un uomo da GT, quest’anno le incognite sono molte di più, ma il terreno per fare bene c’è.

Arrivano da programmi differenti, ma George Bennett e Steven Kruijswijk sono pronti a dare battaglia e tenere alta la bandiera della LottoNL-Jumbo. Il neozelandese viene da un buon Giro e in Polonia è apparso molto brillante, mentre per l’olandese c’è qualche incognita in più visto che è reduce da un Tour dispendioso, corso spesso all’attacco. In ogni caso, sono una coppia molto interessante che ha tutte le carte in regola per rendere i finali di tappa ancora più avvincenti. Un’altra squadra con più punte sarà la Bora-hansgrohe, che punterà sul tridente formato da Rafal Majka, Emanuel Buchmann e Davide Formolo. Il polacco, terzo nel 2015, non sta convincendo particolarmente in questo 2018 e la Vuelta rappresenterà per lui un’occasione per non renderlo disastroso. Il tedesco non ha ancora corso GT quest’anno e questo è un fattore da non sottovalutare, visto che dovrebbe arrivare piuttosto fresco rispetto agli avversari. Formolo, infine, sta trovando un po’ di costanza nelle prestazioni e proverà a centrare un’altra Top10 finale dopo il nono posto del 2016.

Avrebbero sperato in un Tour migliore Rigoberto Uran (EF/Drapac) e Ilnur Zakarin (Katusha-Alpecin), il primo dovutosi ritirare per malanni fisici e il secondo solo nono, dopo esser partito con ben altre aspettative. Se dovessero trovare il giusto colpo di pedale sarebbero però entrambi da considerare tra i favoritissimi, in particolare il colombiano, che sarà affiancato anche da Pierre Rolland e Michael Woods e che sul finale di stagione riesce sempre a tirare fuori dal cilindro qualche buon risultato. Il russo lo scorso anno uscì soprattutto nella terza settimana, quindi fino alla fine non sarà da sottovalutare. Ci sarebbe poi anche Bauke Mollema (Trek-Segafredo), che però ha messo in chiaro con un tweet che il suo obiettivo non sarà la classifica generale, ma la vittoria di tappa.

Tra gli spagnoli ci sarà da fare attenzione anche a David De La Cruz (Team Sky) e Enric Mas (Quick-Step Floors), i quali, essendo in vere e proprie corazzate, devono cercare di sfruttare le libertà che vengono concesse loro dalla dirigenza. Mas è inoltre al primo GT stagionale e potrebbe avere la possibilità di testarsi in classifica generale di una corsa di tre settimane per la prima volta in carriera. Altri corridore da tenere considerazione in ottica Top10 finale, sono Louis Meintjes (Dimension Data), Alexandre Geniez (Ag2r La Mondiale), Jack Haig (Mitchelton-Scott), Laurens De Plus (Quick-Step Floors), Sergio Pardilla (CajaRural-SGA) e Gianluca Brambilla (Trek-Segafredo).

Borsino dei favoriti

***** Nairo Quintana

**** Fabio Aru, Miguel Ángel López

*** Simon Yates, Thibaut Pinot, Richie Porte

** George Bennett, Rigoberto Uran, Alejandro Valverde, Daniel Martin

* Vincenzo Nibali, Adam Yates, Steven Kruijswijk, Ilnur Zakarin, David De La Cruz

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