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Coronavirus, a rischio anche le Ardenne: “Complicato poter organizzare le nostre classiche in Belgio”, ammette ASO

Dopo il pavé, appaiono chiaramente sempre più a rischio anche le Ardenne. Con lo stop per il momento fissato sostanzialmente fino alla prima settimana di aprile, il che renderebbe quasi impossibile riprendere in tempo per poter organizzare un Giro delle Fiandre che infatti ha già dato la quasi certezza dell’annullamento e una Parigi – Roubaix anch’essa a forte rischio, l’impressione iniziale era che almeno per i vallonari ci fosse la possibilità di correre regolarmente. Ma la speranza sembra ormai infrangersi sempre più con l’espansione del coronavirus e le nuove previsioni di contagio. Quella che ormai è considerata ufficialmente una pandemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sembra infatti destinata a vivere il suo picco nella metà del mese prossimo, il che ovviamente renderebbe impossibile pensare di correre.

In programma il 19, 22, e 26 aprile, Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Liegi – Bastogne – Liegi appaiono dunque chiaramente a fortissimo rischio. Sia Belgio che Paesi Bassi stanno adottando misure molto restrittive, per cominciare, sino alla prima settimana del mese prossimo, ma da più parti appare quasi certo si dovrà prolungare, soprattutto se si paragona con quella che è l’esperienza italiana, un territorio molto più vasto e meno densamente abitato nel suo complesso. Considerazioni che nuovamente coinvolgono ASO, che in questi giorni sta già facendo i conti con i dubbi riguardo la Parigi-Roubaix, dopo essere riuscita a trascinare avanti la Parigi – Nizza per il bavero.

“Proiettarsi è molto difficile – commenta dunque il direttore di corsa Christian Prudhomme a RTBF – La situazione cambia di ora in ora. Personalmente, non posso che riportare quello che sento e che mi viene detto. Si parla di un picco che dovrebbe essere tra il 10-20 aprile. Ma forse non sarà così. Dicono che ci vogliono almeno sei settimane, quindi, se sarà così, appare complicato poter organizzare le nostre classiche in Belgio“.

Se per il momento è “troppo presto per poter dare delle risposte definitive”, pensando anche all’Inferno del Nord della settimana precedente, appare tuttavia evidente come al momento la situazione sia sempre più complessa. “Al momento non si riesce a vedere come una corsa che si svolge in aprile possa svolgersi in condizioni normali, o anche semplicemente svolgersi“, conclude il dirigente transalpino.

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