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Europei Trentino 2021, Tadej Pogacar: “Contento del quinto posto, ma poteva essere qualcosa in più. Ai Mondiali sarà un’altra musica”

Tadej Pogacar ha qualche piccolo rimpianto dopo gli Europei in Trentino 2021. Il corridore sloveno ha chiuso in quinta posizione la gara vinta da Sonny Colbrelli, ma subito dopo la corsa non ha nascosto che a tratti aveva pensato di poter finire almeno sul podio. Il corridore della UAE Team Emirates poi, come ha fatto anche Matej Mohoric, ha commentato la decisione della sua federazione di portare solo cinque uomini nonostante avesse otto posti a disposizione, spiegando che probabilmente non sarebbe cambiato comunque nulla, mentre ci sarà sicuramente bisogno di otto uomini al prossimo mondiale fiammingo.

“Dall’inizio siamo andati a tutta – ha esordito raccontando la giornata ai media del suo paese – Siamo andati forte in ogni tratto di salita e in ogni giro. Già nel primo giro era rimasto un gruppetto e poi ogni giro c’erano degli attacchi, se non in salita, subito prima. Ero davanti negli ultimi 5-6 giri, poi ho perso un po’ al penultimo giro, proprio alla fine. Ho fatto del mio meglio per provare a gestirmi, ma loro ne avevano di più, i primi tre sono andati davvero fortissimo”

Nell’ultimo giro però il vincitore delle ultime due edizioni del Tour de France non aveva ancora perso le speranze di salire sul podio: “Mi sono unito a Hirschi e Sivakov e ci siamo dati dei cambi, anche il norvegese ce ne ha dato qualcuno, ma non ci siamo avvicinati. Sull’ultima salita ho provato a stare davanti il più possibile e fare un ritmo alto, visto che ne avevo ancora e che il terzo posto era ancora possibile perché davanti Cosnefroy si era staccato. Volevo andarlo a prendere. Sono abbastanza soddisfatto di questo quinto posto, ma poteva essere qualcosa in più”.

Il bronzo di Tokyo ha poi parlato del prossimo appuntamento con la maglia della sua nazionale, i mondiali nelle Fiandre: “Siamo andati forte fin dall’inizio. Italia, Belgio e Francia hanno preso subito in mano la situazione e noi respingevamo gli attacchi degli altri. Se fossimo stati in otto non sarebbe cambiato molto. Sarà sicuramente diverso ai Mondiali, una corsa lunga 270 chilometri, sarà un’altra musica, soprattutto un percorso diverso, 270 chilometri in Belgio con curve a destra, a sinistra, pavé, vento, pioggia e Dio sa cos’altro. Andiamo lì con una squadra forte e penso che saremo competitivi”.

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