Tour de France 2021, ASO ritira denuncia contro la spettatrice che ha provocato la caduta nella prima tappa

ASO ha deciso di tornare sui suoi passi. L’organizzazione del Tour de France 2021 ha infatti ritirato la propria denuncia contro la spettatrice che ha provocato la maxi-caduta nel finale della prima tappa, secondo quanto riporta l’agenzia Reuters. Un danno importante quello procurato dalla donna, che ieri si è spontaneamente recata in commissariato, alla corsa, ma soprattutto ad alcuni corridori che hanno dovuto lasciare l’evento, oppure che vedono le loro ambizioni fortemente compromesse. Da subito Christian Prudhomme, direttore della Grande Boucle, aveva fatto sapere che sarebbe stata sporta denuncia, con le indagini che erano comunque scattate in maniera indipendente, ma ora il vice-direttore Pierre-Yves Thouault rende nota questa nuova decisione volta “a calmare la situazione” di fronte “alla attenzione mediatica” che ne è scaturita.

Attualmente ancora in stato di fermo nel commissariato di Landerneau, in Bretagna, a pochi chilometri da dove tutto è accaduto, la 30enne transalpina è indagata per “ferite involontarie con incapacità non superiore ai tre mesi per violazione palesemente volontaria di un obbligo di sicurezza o prudenza”, mettendo così in pericolo la vita di altre persone. Nel frattempo invece Marc Soler, tra i corridori costretti al ritiro in seguito a questo incidente dopo aver subito tre fratture alle braccia, ha fatto sapere che sta valutando l’ipotesi di denunciare la spettatrice.

La gendarmeria, che rende noto come l’identificazione della donna era già avvenuta nella mattinata di ieri, prima del suo consegnarsi spontaneamente, ha inoltre effettuato nella giornata di ieri una perquisizione al suo domicilio, anche se non sono state spiegate le ragioni di questi controlli aggiuntivi. Attualmente rischia da 1500 euro di multa per aver procurato ferite involontarie (con stop lavorativo di massimo tre mesi, che possono dunque diventare di più se si verifica che le condizioni di un corridore dovessero portare ad uno stop più lungo), ma se si dovesse procedere anche per aver messo in pericolo anche la vita d’altri si può arrivare fino a due anni di carcere e 30.000 euro di multa.


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