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Pagelle Strade Bianche 2019: Alaphilippe una sentenza e Van Aert una conferma – Rimandati gli italiani

Julian Alaphilippe (Deceuninck-QuickStep), 10: Non poteva esserci esordio migliore per lui nella corsa senese. Il corridore francese fa tutto quello che deve fare: rimane coperto fino alla fase cruciale della gara, rimane agganciato al gruppo dei migliori quando si scatena la bagarre e poi segue l’allungo decisivo di Fuglsang nel tratto di sterrato di Monteaperti. Sullo strappo verso Piazza del Campo calcola tutto con precisione, piazzando l’accelerazione decisiva subito dopo il tratto più duro. Il suo palmarés comincia a farsi davvero interessante.

Jakob Fuglsang (Astana), 9: Dà il via all’azione decisiva con uno scatto secco nel nono settore in sterrato. La condizione è ottimale e si vede, non si risparmia e meriterebbe probabilmente maggior fortuna. Sulla sua strada trova però un Alaphilippe a sua volta in stato di grazia e in un arrivo così esplosivo non può fare altro che soccombere.

Wout van Aert (Jumbo-Visma), 8: Piacevole conferma dopo il podio dello scorso anno. L’eclettico belga dimostra che la prestazione del 2018 non fu conseguenza del brutto tempo, bensì di grandi gambe. È il primo a reagire a Fuglsang, anche se poi paga un fuorigiri che lo costringe a restare a bagnomaria per diversi chilometri. Nel finale rientra sul duo di testa ma è solo una comparsata, perché sul muro verso Piazza del Campo è costretto a cedere nuovamente.

Zdenek Stybar (Deceuninck-QuickStep), 8: La gamba ce l’ha e lo ha dimostrato anche oggi. Lascia la gloria al compagno Alaphilippe, ma è chirurgico nel fare da stopper a tutti i tentativi di rientro. Nello strappo finale dimostra di averne ancora e si prende la quarta piazza. Menzione speciale anche per Yves Lampaert (7,5), grazie alle cui accelerazioni si è spezzato il gruppo che si è poi andato a giocare la corsa.

Alexey Lutsenko (Astana), 7,5: Il kazako sta probabilmente vivendo il miglior momento della carriera. Anche oggi è presente e attivo, anche se probabilmente non ne ha per restare coi primi tre. Chiude settimo ma i progressi si vedono e questo 2019 potrebbe rappresentare un importante viatico verso il suo definitivo salto di qualità.

Simon Clarke (EF-Drapac), 7: Si esprime su altissimi livelli ed è una delle sorprese in positivo della giornata. Perde l’attimo quando scatta Fuglsang e prova a rimediare con tanta generosità e molti scatti. Alla fine chiude ottavo, ma riesce a tenere alta la bandiera della Education First, dopo che Alberto Bettiol (s.v.) era rimasto vittima di crampi nel momento clou della corsa, mentre era nel gruppo di testa.

Diego Rosa (Team Sky), 7: Nell’inedita veste di attaccante, vive una giornata in avanscoperta che gli conferma di avere un buon colpo di pedale. Il suo passato in mountain bike lo esalta sugli sterrati, ma non è abbastanza per resistere all’inesorabile rimonta del gruppo. Conferma comunque un buon feeling in questa corsa, dopo il quinto posto del 2015.

Maximilian Schachmann (Bora-hansgrohe), 6,5: Sfortunato. Un problema meccanico gli fa perdere le ruote del gruppo dei migliori, catapultandolo nel secondo gruppo a più di un minuto. Con grande tenacia riemerge e torna in testa alla corsa, ma proprio in quel momento si scatena la bagarre e il tedesco è costretto a sprofondare insieme ai sogni di gloria.

Toms Skujins (Trek-Segafredo), 6,5: Ormai è una certezza. Il lettone sta crescendo sempre di più e il fatto che sia rimasto coi migliori fino alla fine in una corsa di questa durezza ne è la conferma. Un nono posto che lo proietta in una nuova dimensione.

Romain Seigle (Groupama-FDJ), 6,5: Nel gruppo di testa è il nome più sorprendente. Rimane a galla fin che può, crollando solo nel finale. Per lui arrivano però segnali importanti e, a 24 anni, avrà altre occasioni per giocarsi traguardi importanti.

Viacheslav Kuznetsov (Katusha-Alpecin), 6: Sfrutta la rimonta di Schachmann per rientrare sulla testa della corsa, ma anche lui è costretto ad alzare bandiera bianca non appena si accendono i fuochi d’artificio. Per lui si tratta comunque di una prova sopra le aspettative.

Marco Canola (Nippo-Fantini), 6: 16° e migliore degli italiani. Perde l’attimo e non riesce a rimanere agganciato al gruppo che poi si giocherà la corsa. Nonostante l’orgoglio non è in grado di rientrare in solitaria ed è costretto a rimanere a guardare nel gruppo inseguitore. La forma sembra comunque buona in vista dei prossimi appuntamenti.

Tim Wellens (Lotto Soudal), 6: È molto volenteroso, prova ad animare la corsa, ma paga l’accelerazione di Fuglsang. Un raffreddore lo aveva un po’ debilitato nella notte e sembra correre soprattutto in appoggio a Benoot. Alla fine ne esce un decimo posto, che per uno con il suo background non vale poi molto.

Geraint Thomas (Team Sky), 6: Non entra mai nel vivo della corsa, ma le premesse erano peggiori di quanto poi è realmente stato. Chiude 12°, ma la forma è lontana dall’essere ottimale pertanto, per ora, va bene così. Dopo un inverno ricco di impegni extraciclistici, che ne hanno minato parzialmente la preparazione, sta pian piano tornando il vecchio Thomas.

Greg Van Avermaet (CCC Team), 5,5: Con grande onestà ha ammesso di non aver avuto le gambe per lottare per la vittoria. È sempre tra gli osservati speciali, ma stavolta è lui a dover guardare impotente l’azione di Alaphilippe, Fuglsang e Van Aert. Era venuto per vincere dopo due secondi posti, ma deve tornare a casa con un anonimo sesto posto.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal), 5,5: C’era un punto di domanda sulla sua condizione fisica dopo la caduta alla Omloop. Le gambe sembrano rispondere però bene e si inserisce nell’azione giusta, non riuscendo però a rispondere all’allungo decisivo di Fuglsang. Con anche Wellens a fargli compagnia davanti, era lecito attendersi qualcosa in più, soprattutto perché partiva con il numero 1 sulla schiena.

Stefan Kung (Groupama-FDJ), 5: Era considerato un importante outsider, ma lo svizzero lascia la scena al compagno Seigle e rimane passivo nel gruppo inseguitore. Alla fine la Groupama-FDJ non porta a casa nulla e lui perde una buona occasione per mettersi in mostra in un terreno differente dalle cronometro.

Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida), 5: Condizione lontana, difficile chiedere di più. Quando la bagarre inizia non ne ha abbastanza e piano piano si spengono anche le energie rimaste. Non un problema, ma sempre una delusione non vederlo lottare con i primi

Gianni Moscon (Team Sky), sv: Ancora sofferente per la caduta all’UAE Tour, con ferite e abrasioni che lo fanno arrivare in condizioni non ottimali, non ne ha per vivere la corsa come avrebbe voluto.

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