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Presentazione Squadre 2020: NTT Pro Cycling

Nuovo sponsor, roster modificato e tante novità per la NTT Pro Cycling. La formazione africana è reduce da un altro anno negativo e ha deciso di provare a puntare su nuovi corridori, non rinnovando il contratto a Mark Cavendish ma trovando altri nomi su cui scommettere, nel solito mix tra giovani promesse e uomini di grande esperienza. Con l’ingresso di Virtu Cycling nelle quote di minoranza della società, il team punta a un deciso salto di qualità, sempre con la beneficenza tramite Qhubeka come obiettivo primario. Dopo aver rischiato quest’anno la retrocessione in seconda divisione, è necessario un cambio di rotta per il futuro.

Gli uomini più attesi

Salutato l’uomo più rappresentativo, è difficile trovare un leader nella formazione sudafricana. Di sicuro l’innesto di Victor Campenaerts fornisce al team un uomo di riferimento per le cronometro: il primatista dell’ora ha deluso nelle prove contro il tempo nella scorsa stagione, complice anche la sfortuna, e cerca il riscatto nella nuova avventura, con la speranza di conquistare un posto nella selezione belga per le Olimpiadi. L’ex Lotto Soudal sarà fondamentale anche per la crescita dei giovani e dei corridori da Grand Tour per curare una specialità sempre più determinante nelle corse a tappe. Per lui anche qualche possibilità in qualche breve corsa a tappe o in qualche semiclassica.

L’altro innesto da “usato sicuro” è Domenico Pozzovivo, che tuttavia approda alla sua nuova squadra con qualche incognita dopo il terribile incidente in allenamento dell’estate scorsa. Il lucano sarà l’uomo di riferimento per il Giro d’Italia e per i Grand Tour, nella speranza di conquistare un successo di tappa (che manca dal Giro di Svizzera 2017) e un buon piazzamento nella classifica generale della corsa rosa. A 37 anni il sogno resta migliorare il quinto posto del Giro 2018, anche se un percorso con ben tre cronometro, pur migliorato molto nella specialità, potrebbe non favorirlo.

L’altro leader per le corse da tre settimane sarà un altro elemento di esperienza come Roman Kreuziger, che ha perso il mordente degli anni d’oro ma potrebbe provare a rilanciarsi al Tour de France, probabilmente suo principale obiettivo anche in questa stagione. Entrambi potranno provare a essere protagonisti sulle Ardenne: il ceco ha già vinto all’Amstel Gold Race (una vita fa, nel 2013), il lucano ha due top five alla Liegi, di cui l’ultima nel 2018.

La squadra degli scalatori può contare anche su qualche altro nome, che ha bisogno di ritornare alla forma migliore per essere protagonista. L’esempio più lampante è Louis Menintjes, che dopo due top ten al Tour de France (2016 e 2017) è completamente scomparso dai radar nelle ultime due stagioni. Attaccare non è mai stato il suo forte, ma un solo risultato nei primi dieci in due anni (settimo in una tappa della Vuelta a España 2019) non rende giustizia alle sue qualità. Dovrà cercare di mostrare almeno sprazzi del suo talento Ben O’Connor, che si era rivelato al mondo dei big con una vittoria di tappa al Tour of the Alps 2018. Da quel momento, anche per qualche caduta e infortunio, l’australiano non è mai stato nella lotta per posizioni importanti, ma quest’anno potrebbe provare a sbocciare.

Per le classiche la squadra punterà ancora soprattutto su Michael Valgren, che l’anno scorso sembrava aver sofferto il cambio dall’Astana, almeno in primavera. Il danese si è poi riscattato cogliendo una serie di risultati interessanti nelle corse mosse di agosto e settembre, dimostrando di poter essere un pericolo per tutti nelle competizioni sul pavé e nell’Amstel Gold Race, di cui è stato campione nel 2018. La sua alternativa più credibile rimane l’esperto Edvald Boasson Hagen, ormai famoso per le sue prestazioni altalenanti. Il norvegese sarà anche uno dei corridori da tenere in considerazione per le volate mosse o in un gruppo ristretto, come dimostrato nello scorso Giro del Delfinato. Nelle classiche saranno importanti punti di appoggio atleti come Reinardt Janse Van Rensburg, Jay Robert Thomson e soprattutto l’esperto Danilo Wyss.

Molto nutrito il treno per le volate, che nelle corse più importanti potrà puntare su più uomini. Oltre al già citato Boasson Hagen, che comunque sarà utilizzato soprattutto per le corse con qualche difficoltà altimetrica, il più convincente è l’italiano Giacomo Nizzolo, tornato ai suoi livelli nel 2019 con diversi piazzamenti sia al Giro d’Italia sia al Tour de France. Il brianzolo potrebbe essere il velocista di punta sia nella corsa rosa sia alla Grande Boucle anche quest’anno, oltre che nelle classiche da un giorno adatte agli sprinter.

Accanto a lui il ruolo di leader potrebbe spettare a Maximilian Walscheid, approdato dopo un anno non memorabile con il Team Sunweb. A 27 anni il tedesco deve dimostrare di meritarsi una chance come finalizzatore del treno, e l’ambiente della squadra sudafricana potrebbe essere il migliore per lui. Da tenere in considerazione anche Carlos Barbero, chiuso dalle strategie in casa Movistar ma potenzialmente pericoloso nella sua nuova collocazione. Sarà solo il pesce pilota o avrà spazio personale, specialmente nelle corse più movimentate? Alla strada il verdetto. Da non dimenticare anche Ryan Gibbons, che in carriera ha vinto solo corse marginali ma è stato in grado di piazzarsi in diverse circostanze. Potrebbe essere l’anno buono per il suo definitivo salto di qualità, tanto atteso e finora mai giunto.

Anche la schiera di cacciatori di tappe può annoverare diversi uomini. Il più esperto, Enrico Gasparotto, può provare a mettersi in mostra anche sulle Ardenne, oltre che sugli arrivi collinari. Il neo cittadino svizzero punta con decisione a partecipare al mondiale di quest’anno, consapevole di avere ancora qualcosa da dare al mondo del ciclismo. Cerca di ritornare ai suoi livelli dopo un passaggio a vuoto Ben King, che nel 2018 aveva sorpreso tutti alla Vuelta a España ed è poi tornato nell’anonimato. Impossibile sottovalutarlo quando riesce a infilarsi nella fuga di giornata, soprattutto su un arrivo mosso o con un paio di salite relativamente impegnative. Sembra in forte crescita invece Amanuel Ghebreigzabhier, spesso all’attacco nel 2019. Questa stagione può portargli i primi risultati di rilievo di una carriera che non è ancora decollata. Infine Benjamin Dyball si gioca la sua occasione tra i grandi, dopo anni di piazzamenti e successi tra i Continental. L’australiano potrebbe pagare la differenza dell’arrivo tra i big, ma correrà con la fame di chi si è dovuto sudare il passaggio nel grande ciclismo.

Le giovani promesse

Anche quest’anno il Team NTT ha deciso di puntare su diversi giovani, inseriti accanto ai corridori più esperti della rosa per imparare e cercare di mettersi in mostra. Il prospetto più interessante tra quelli che potrebbero ottenere risultati già in questa stagione sembra essere lo svizzero Gino Mäder, scalatore puro al suo secondo anno da professionista. Durante il suo periodo di adattamento il classe ’97 non è riuscito a cogliere risultati degni di nota, ma la partecipazione a corse come Giro di Svizzera e Strade Bianche di sicuro gli hanno permesso di mettere chilometri importanti nelle gambe e di iniziare ad abituarsi al ritmo tra i pro.

Specialista nelle cronometro ma capace di tenere anche in salita, Stefan De Bod potrebbe essere giunto al momento della maturazione definitiva. Il sudafricano, campione continentale delle prove contro il tempo, ha già fatto parlare di sé con il buon terzo posto nella classifica generale del Giro d’Austria 2019, e cerca di passare al livello successivo per ottenere piazzamenti di rilievo anche in competizioni più prestigiose.

La squadra sudafricana ha dimostrato di credere nel ciclismo italiano, ingaggiando due giovani di grandi prospettive: Samuele Battistella e Matteo Sobrero. Il classe ’98 si presenta tra i professionisti da campione del mondo under 23 dopo un 2019 che lo ha visto protagonista in diverse gare di categoria, con piazzamenti anche al Tour de l’Avenir. Corridore esplosivo e veloce, ma anche in grado di tenere su salite impegnative, l’ex Zalf in passato è stato in grado di battere talenti come Marc Hirsci e Tadej Pogacar, a dimostrazione di un motore fuori dal comune. Il classe ’97 invece ha già avuto modo di farsi notare tra i professionisti, con il terzo posto a sorpresa nel Trofeo Laigueglia con la maglia della nazionale. Campione italiano under 23 a cronometro, il piemontese è anche ottimo corridore da classiche, e proprio in questo campo può fornire un supporto fondamentale al team. E chissà, magari togliersi già qualche soddisfazione.

Tra gli altri giovani da tenere in considerazione, non va sottovalutato il ruolo di Andreas Stokbro, che ha debuttato tra i professionisti con la Riwal Readynez Cycling e si cimenta per la prima volta nel mondo World Tour. Il danese, classe ’97, è buon velocista e all’occorrenza appoggio per le classiche sul pavé. Devono ancora trovare completamente la loro identità, e a 24 anni da compiere non sarà semplice, Dylan Sunderland e Rasmus Tiller, che realisticamente faranno da appoggio in questa stagione cercando di capire il loro ruolo all’interno del gruppo.

La squadra

 
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IRIBE Shotaro01.08.1989JPN
JANSE VAN RENSBURG Reinardt03.02.1989RSA
KING Benjamin22.03.1989USA
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NIZZOLO Giacomo30.01.1989ITA
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POZZOVIVO Domenico30.11.1982ITA
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THOMSON Jay Robert12.04.1986RSA
VALGREN Michael07.02.1992DEN
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Ass. Direttore SportivoSANS VEGA Alexandre27.07.1976ESP
Ass. Direttore SportivoVANOUDENHOVE Gino16.03.1972BEL
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