Presentazione Percorso e Favoriti Giro di Turchia 2026
Il periodo delle corse a tappe prosegue con il Giro di Turchia 2026. Inserita per qualche anno nel calendario World Tour, la competizione oggi classificata come .Pro va in scena dal 26 aprile al 3 maggio e chiama al via tre squadre WorldTour e quattordici Professional, oltre a sei Continental invitate dall’organizzazione. Con otto frazioni in linea, la corsa presenta occasioni per corridori con varie caratteristiche: i velocisti avranno diverse opportunità, ma anche gli scalatori e i puncheur troveranno pane per i loro denti. Il vincitore succederà nell’albo d’oro a Wout Poels, che l’anno scorso ha trovato qui il suo unico sigillo stagionale. L’ultimo successo italiano invece risale al 2017, quando fu Diego Ulissi a festeggiare.
HASHTAG UFFICIALE: #TUR2026
Albo d’Oro recente Giro di Turchia
2025 POELS Wout
2024 VAN DEN BROEK Frank
2023 LUTSENKO Alexey
2022 BEVIN Patrick
2021 DÍAZ José Manuel
2020 Non disputato a causa della pandemia di Covid-19
2019 GROSSCHARTNER Felix
2018 PRADES Eduard
2017 ULISSI Diego
2016 GONÇALVES José
Percorso Giro di Turchia 2026
Il percorso del Giro di Turchia 2026, come detto, strizza l’occhio a corridori di vario genere. La corsa si apre con la Çeşme – Selçuk, 148,7 km sostanzialmente pianeggianti: l’unico GPM di giornata, posto dopo una ventina di chilometri, servirà più che altro per assegnare la prima maglia di miglior scalatore. A 22 km dall’arrivo uno strappo di 1500 metri al 5% potrebbe invogliare qualche azione, ma il gruppo avrà tempo per recuperare terreno nel finale. La musica inizierà a cambiare già con la Aydin – Marmaris (152,8 km) di lunedì. Sebbene il percorso presenti soltanto un GPM al km 100 (2,3 km al 6%), anche il finale è piuttosto mosso, con una salita di 2,3 km al 6,5% e soprattutto un’altra di 3,2 km al 6,4%, con scollinamento a 10,5 km dall’arrivo. Il trampolino perfetto per l’attacco di un gruppetto e per iniziare a muovere la classifica generale.
Con la terza tappa, la Marmaris – Kiran (132,7 km), il Giro di Turchia 2026 entra davvero nel vivo, affrontando il primo dei due arrivi in salita. Si parte subito con la testa all’insù su una salita di quasi 5 km al 5%, per poi affrontare una quarantina di chilometri pianeggianti. Un lungo GPM di prima categoria, 18,4 km con una pendenza media del 5% (risultato di tratti quasi pianeggianti e punte intorno all’8%) metterà fatica nelle gambe dei corridori, ma il vero ago della bilancia sarà il GPM finale di Kiran, con cui si conclude la tappa. I suoi 9 km con una pendenza media del 9,7% non lasceranno spazio a tattiche e strategie, dato che serviranno le gambe migliori per battere la concorrenza.
Non bisogna nemmeno sottovalutare la successiva Marmaris – Fethiye (130,4 km), che negli ultimi 40 km presenta diverse difficoltà. La più impegnativa è il GPM (7 km al 4,5%, con gli ultimi 2 km al 7%), che termina a 37 km dal traguardo ed è seguito da una discesa piuttosto tecnica. A quel punto i corridori affrontano due strappi (1,7 km al 5,6% e 2,6 km al 4,8%), prima di una ventina di chilometri pianeggianti. Il finale è tutt’altro che scontato e gli uomini di classifica dovranno farsi trovare pronti.
Con i suoi 180,7 km, la quinta tappa è la più lunga del Giro di Turchia. La corsa si sposta da Patara a Kemer affrontando due GPM: il primo al km 35 (9,4 km al 6%), il secondo a 50 km dall’arrivo (7,4 km al 5,6%). Quest’ultimo sarà lo spartiacque della corsa, che dallo scollinamento all’arrivo vede 20 km di discesa (interrotta da un tratto in contropendenza) e 20 di pianura. Sulla carta sembra una giornata disegnata per le fughe ma non si possono escludere né imboscate da uomini di classifica né un arrivo in volata a ranghi relativamente larghi, a seconda della velocità a cui vengono affrontate le due salite.
La tappa regina del Giro di Turchia 2026 è però probabilmente la sesta. La Antalya – Feslikan (127,9 km) infatti presenta il secondo, durissimo arrivo in salita. Dopo più di 100 chilometri pianeggianti, i corridori arrivano ai piedi del GPM finale, il lunghissimo Feslikan, che misura 21,4 km e presenta una pendenza media dell’8,3%. Gli ultimi 4,5 km, poi, sono durissimi, con una pendenza media del 10,4%. La frazione si presenta come la sfida massima per gli scalatori puri, che trovano il terreno giusto per sfruttare le loro caratteristiche.
Gli ultimi due giorni, invece, dovrebbero essere più adatti ai velocisti e ai puncheur. Forse nella Antalya – Antalya (152,8 km) ci può ancora essere margine per l’azione di qualche coraggioso, anche se l’unico GPM è posizionato a 40 km dall’arrivo e le sue pendenze (2,4 km al 5,3%) non lasciano troppo spazio all’inventiva. Dopo Yesilbayr, la corsa arriva a una discesa piuttosto impegnativa prima dei 5 km finali pianeggianti, dove è facile immaginare si arrivi allo sprint. La frazione conclusiva è invece disegnata in un circuito ad Ankara, per un totale di 105,2 km. La giornata è totalmente pianeggiante ma l’arrivo è posto proprio in cima a uno strappo di 800 metri al 7,1%: bisognerà quindi avere il mix giusto di sprint e di resistenza a queste pendenze per uno sforzo di poco più di un minuto.
Tappe Giro di Turchia 2026
Tappa 1 (26/04): Çeşme – Selçuk (148,7 km)
Tappa 2 (27/04): Aydin – Marmaris (152,8 km)
Tappa 3 (28/04): Marmaris – Kiran (132,7 km)
Tappa 4 (29/04): Marmaris – Fethiye (130,4 km)
Tappa 5 (30/04): Patara – Kemer (180,7 km)
Tappa 6 (01/05): Antalya – Feslikan (127,9 km)
Tappa 7 (02/05): Antalya – Antalya (152,8 km)
Tappa 8 (03/05): Ankara – Ankara (105,2 km)
Favoriti Giro di Turchia 2026
Un percorso adatto a corridori con caratteristiche complete come quello di questa edizione, potrebbe sorridere a Jordan Jegat. Il corridore della TotalEnergies si presenterà al via supportato da un ottimo stato di forma, visto che nelle prime due gare della stagione ha subito lasciato il segno, vincendo la Classic Grand Besançon Doubs e poi chiudendo terzo al Tour du Jura. In entrambe le corse il francese ha dimostrato di poter fare la differenza in salita e quindi nelle frazioni con arrivo in ascesa potrebbe trovare il colpo giusto per prendersi il successo.
Condizione ottima anche e qualità per ambire alla generale anche per Abel Balderstone (Caja Rural – Seguros RGA). Lo spagnolo è reduce da una grande prestazione al O Gran Camiño, dove è stato costantemente con i migliori in tutte le tappe, dando un segnale di grande continuità di performance e chiudendo poi al quarto posto in classifica generale. Lo scorso anno chiuse quarto in Turchia e ora proverà a fare il salto di qualità per cercare il successo. La squadra spagnola potrà contare su ben tre punte, visto che ci saranno come valide alternative anche José Felix Parra, che al O Gran Camiño ha terminato sesto, e Sebastian Berwick, il quale ha dimostrato le sue qualità in salita con il settimo posto alla Milano-Torino 2026 con arrivo a Superga.
Reduce da risultati importanti anche Alessandro Fancellu, che in questa stagione è tornato protagonista con la maglia della MBH Bank CSB Telecom Fort. Dopo i buoni piazzamenti nelle frazioni singole alla Vuelta a Andalucia e alla Settimana Coppi e Bartali, ha saputo ben gestirsi come uomo da classifica al Tour of Hainan, chiudendo al quinto posto nella generale, che fa ben sperare per questa corsa, viste le sue ottimi doti su percorsi mossi e in salita. In casa XDS Astana il ruolo di capitano dovrebbe essere ricoperto da Nicolas Vinokourov, quest’anno già in top ten a Tour of Hainan e AlUla Tour e in mostra anche alla Parigi-Nizza. Il kazako potrà contare sul supporto di due giovani scalatori come Matteo Scalco, pronto a far valere le sue doti nei due arrivi più duri, e Darren Van Bekkum.
Tra i possibili outsider, arriva in ottima forma Ibon Ruiz (Equipo Kern Pharma), quest’anno quinto al Giro di Sardegna e pochi giorni fa al Tour du Jura. Lo spagnolo potrà contare al suo fianco su Iván Ramiro Sosa (Equipo Kern Pharma), il quale a 28 anni vuole rilanciare una carriera iniziata con grandi premesse tra Androni Giocattoli – Sidermec e INEOS Grenadiers, prima di qualche annata poco redditizia alla Movistar. Parlando di corridori esperti, non si possono sottovalutare Geoffrey Bouchard (TotalEnergies), il quale dovrebbe mettersi al servizio di Jegat, e soprattutto Emanuel Buchmann (Cofidis) che sulla carta è uno degli scalatori più quotati al via, ma in questo inizio di stagione non ha mai trovato la gamba migliore. Il tedesco è lontano dai tempi migliori, in cui si giocava la classifica al Tour de France, ma considerando il numero non elevato di avversari di livello potrebbe riuscire a tornare protagonista e cogliere un buon piazzamento finale.
Si è invece già fatto notare in questo avvio di stagione Byron Munton (Modern Adventure Pro Cycling), sulla carta una delle sorprese più interessanti. Come lui, citiamo la coppia della Unibet Rose Rockets composta da Jannis Peter, vincitore di una tappa in salita al Czech Tour 2025, e Odd Christian Eiking, lentamente alla ricerca della sua condizione migliore. Non bisogna dimenticare nemmeno il terzo classificato della scorsa edizione Juan Guillermo Martinez (Team Picnic PostNL), scalatore puro in rampa di lancio nella sua carriera. Accanto a lui, il classe 2006 Jurgen Zomermaand arriva da un bel quinto posto al Tour du Rwanda, dove ha anche conquistato una tappa. Citazione finale anche per Jon Agirre (Euskaltel-Euskadi) e per la coppia della Burgos Burpellet BH composta da Mario Aparicio e Merhawi Kudus, di certo non i favoriti alla partenza, ma nomi in grado di sorprendere.
Borsino dei Favoriti Giro di Turchia 2026
***** Jordan Jegat
**** Abel Balderstone, Alessandro Fancellu
*** José Felix Parra, Ibon Ruiz, Nicolas Vinokourov
** Sebastian Berwick, Emanuel Buchmann, Juan Guillermo Martinez, Byron Munton
* Geoffrey Bouchard, Odd Christian Eiking, Jannis Peter, Matteo Scalco, Iván Ramiro Sosa
Cacciatori di tappe Giro di Turchia 2026
Come visto dal percorso, i velocisti dovrebbero avere più di un’occasione a loro disposizione. In assenza di un netto favorito per le volate, uno sprinter come Casper Van Uden (Team Picnic PostNL) potrebbe farsi valere nella fitta concorrenza, tornando a festeggiare quel successo che gli manca dallo scorso Giro d’Italia. Ovviamente, l’esperto Fernando Gaviria (Caja Rural – Seguros RGA) vede nella competizione turca un’opportunità ghiotta per ottenere la prima vittoria con la nuova divisa, dopo aver fatto vedere di avere ancora tanta velocità nelle gambe con i piazzamenti in Oman e Belgio. Hanno già vinto in questa corsa Simon Dehairs (Alpecin – Premier Tech), supportato da una formazione ricca di passisti, e Lev Gonov (XDS Astana Team), che hanno trionfato nell’edizione precedente.
In stagione hanno già festeggiato corridori come Tom Crabbe (Team Flanders – Baloise), molto adatto anche ai finali un po’ mossi, e Marc Brustenga (Equipo Kern Pharma), di recente vittorioso alla Classic Velox Adélie de Vitré. Tra gli altri velocisti al via, meritano considerazione sicuramente Giovanni Lonardi e Manuel Peñalver (Team Polti VisitMalta), Stanislav Aniolkowski (Cofidis), Jason Tesson (TotalEnergies) e Tommaso Nencini (Solution Tech NIPPO Rali), tutti abbastanza brillanti in avvio di stagione. Quest’ultimo potrebbe dividersi la leadership negli sprint con Attilio Viviani (Solution Tech NIPPO Rali), sulla carta il più veloce della squadra. Non vanno sottovalutati nemmeno il giovane Riley Pickrell (Modern Adventure), gli esperti Lorrenzo Manzin (TotalEnergies) e Timothy Dupont (Tarteletto-Isorex), il polacco Marceli Bogusławski (ATT Investments) e gli italiani Davide Persico (MBH Bank CSB Telecom Fort) e Luca Colnaghi (Bardiani CSF 7 Saber), tutti dotati di un ottimo spunto per i finali veloci.
Per le tappe mosse, il più indiziato a strappare almeno un successo è senza dubbio Henok Mulubhran (XDS Astana Team). L’eritreo ha un’accelerazione impressionante su strappi brevi, dove può fare la differenza, e un buono sprint per le volate a ranghi non del tutto compatti: almeno in una o due occasioni dovrebbe riuscire a essere protagonista. Proprio in volate ristrette dovrebbe muoversi bene Dario Igor Belletta (Team Polti VisitMalta), il quale potrebbe anche pensare di inserirsi in qualche fuga di giornata per anticipare il gruppo. Un discorso simile può valere per il canturino Davide Ballerini (XDS Astana Team), forse un po’ condizionato dalla presenza di capitani per ogni tipo di terreno nella sua squadra. Parlando di italiani possibili protagonisti, non possiamo lasciare fuori i nomi di Stefano Oldani (Caja Rural – Seguros RGA), Valerio Conti (Solution Tech NIPPO Rali) e Fausto Masnada (MBH Bank CSB Telecom Fort), in momenti diversi della loro carriera ma tutti potenzialmente interessanti per il tracciato turco, probabilmente in giornate diverse.
Tra chi potrebbe decidere di movimentare la corsa dobbiamo per forza mettere anche Sylvain Moniquet (Cofidis), forse troppo poco scalatore puro per fare classifica ma sicuramente abbastanza rapido da farsi vedere in diverse occasioni, e Kamiel Bonneu (Solution Tech NIPPO Rali), settimo l’anno scorso al Tour of Guangxi e ottavo nella tappa finale della Settimana Coppi e Bartali 2026. Sempre sui percorsi mossi, non bisogna mai sottovalutare anche Marcin Budziński (MBH Bank CSB Telecom Fort), autore di diversi buoni risultati nella prima parte di stagione.
Punti UCI Giro di Turchia 2026
| POSIZIONE CLASSIFICA FINALE | PUNTI UCI | POSIZIONE TAPPA SINGOLA | PUNTI UCI |
| 1 | 250 | 1 | 25 |
| 2 | 170 | 2 | 15 |
| 3 | 140 | 3 | 10 |
| 4 | 120 | 4 | 5 |
| 5 | 100 | 5 | 3 |
| 6 | 80 | ||
| 7 | 70 | ||
| 8 | 60 | ||
| 9 | 50 | ||
| 10 | 40 | ||
| 11 | 30 | ||
| 12 | 20 | ||
| 13 | 10 | ||
| 14 | 10 | ||
| 15 | 10 | ||
| 16-25 | 6 | ||
| 26-40 | 3 |
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