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Analisi Favoriti UAE Tour 2021: tutti contro Tadej Pogacar nella prima corsa WorldTour

Il calendario World Tour di quest’anno si apre con l’UAE Tour 2021. La corsa a tappe emiratina, in programma dal 21 al 27 febbraio, richiama come ogni anno alcuni dei migliori corridori del panorama mondiale, desiderosi di preparare nel migliore dei modi la loro stagione nel caldo del Paese mediorientale. Il percorso con due arrivi in salita e una breve cronometro individuale apre a diverse soluzioni per la classifica finale, in cui l’incognita sarà soprattutto la condizione dei partecipanti: molti saranno al debutto assoluto e non sarà semplice indovinare la loro posizione nelle gerarchie del gruppo.

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Albo d’oro UAE Tour

2020 YATES Adam
2019 ROGLIC Primoz

Favoriti UAE Tour 2021

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Non è affatto semplice riuscire a indovinare la condizione dei corridori nella prima corsa World Tour della stagione, che per molti coinciderà con il debutto in questo 2021. Il gruppo dovrebbe tenere come punto di riferimento il vincitore del Tour de France 2020 Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), che sarà portato come leader dalla squadra di casa e per questo avrà una motivazione in più nel cercare la vittoria. In passato abbiamo ammirato le grandissime doti dello sloveno, sia in salita sia a cronometro: a suo supporto avrà un roster di primissima fascia, che annovera Rafal Majka e Davide Formolo tra le sue fila. Entrambi, soprattutto il polacco, avrebbero qualche chance di combattere per un piazzamento importante se il capitano dovesse avere problemi.

Chiaramente non si può evitare di pensare al campione in carica Adam Yates (Ineos Grenadiers) come a uno dei grandi favoriti. Il britannico ha vinto da dominatore la scorsa edizione e ha tutte le carte in regola per provare a confermarsi, con lo stimolo in più di iniziare nel migliore dei modi l’avventura con la nuova squadra. Un successo permetterebbe all’inglese di avere più spazio nelle corse da una settimana in un roster estremamente competitivo. Non a caso, già negli Emirati non è scontato che il leader in salita possa essere Ivan Ramiro Sosa, vincente sul Mont Ventoux al Tour de la Provence soltanto settimana scorsa, o magari l’altro nuovo arrivato Daniel Martinez. Entrambi i colombiani hanno qualche lacuna a cronometro che potrebbe farli partire come alternative, ma la strada per guadagnare il terreno in salita non è poca.

Non sembrano esserci squadre all’altezza delle due citate finora, almeno come qualità complessiva della selezione. Questo non toglierà possibilità ai capitani di altri team di giocarsi le loro carte: Sepp Kuss (Jumbo-Visma) è chiamato per la prima volta in carriera a essere leader unico della sua squadra, un passo in avanti atteso ormai da qualche anno. Lo statunitense ha dimostrato di poter stare con i migliori in salita, e potenzialmente sarà uno dei corridori più performanti. Tutti guarderanno con un occhio diverso anche João Almeida (Deceuninck-QuickStep), in grado di mettersi in mostra in alcune classiche italiane l’anno scorso prima della prestazione straordinaria al Giro d’Italia 2020. Il portoghese ha dalla sua anche le ottime qualità a cronometro, superiori a quelle di tanti rivali. Sul podio l’anno scorso, Alexey Lutsenko (Astana-PremierTech) può confermarsi su un percorso forse ancora più adatto a lui. Il kazako è spesso uno dei migliori nel trovare presto la condizione e potrebbe sfruttare questo fattore a proprio vantaggio.

Non mancano comunque i possibili outsider per la classifica generale come Alejandro Valverde (Movistar) che vorrà ritrovare il suo miglior livello dopo un paio di stagioni non al massimo delle aspettative. Lo spagnolo ha già dimostrato di essere perfetto per questo tipo di arrivi, ma bisognerà vedere con che forma si presenta. Tra i grandi campioni del gruppo, anche Vincenzo Nibali (Trek-Segafredo) si presenta con legittime ambizioni di fare classifica, sebbene il siciliano da anni faccia vedere il meglio di sé soprattutto nei Grand Tour e nelle classiche. In una stagione che può essere particolare e con obiettivi diversi, non stupirebbe troppo vederlo competitivo fin da subito, pur non essendo sua abitudine.

Volendo fare il “gioco delle coppie”, molte squadre si presentano al via con due, o più, potenziali leader per la classifica generale. Innanzitutto la Bahrain Victorious, che potrà contare soprattutto su Wout Poels, già brillante in Francia a febbraio, e Damiano Caruso, corridore in grado di togliersi belle soddisfazioni sulle corse da una settimana e che potrà contare sulle sue doti nelle prove contro il tempo. Insieme a loro in realtà anche Jack Haig, che non ha ancora espresso pienamente le proprie potenzialità. Attenzione anche al collaudato tandem della Bora-hansgrohe, composto da Emmanuel Buchmann e Patrick Konrad. Mentre Sergio Higuita (EF Education-Nippo) sarà l’uomo di riferimento della formazione statunitense.

La startlist comprende anche l’eccezionale nome di Chris Froome, alla sua prima con la nuova squadra. Il britannico non ha più ritrovato il suo livello dopo il grave infortunio del 2019 e per questo non sembra tra i grandi favoriti, ma se per caso dovesse ritrovare la migliore gamba sarebbe sicuramente un cliente estremamente scomodo per tutti. Tra gli esperti, non dimentichiamo certo Domenico Pozzovivo (Qhubeka Assos), che in diversi casi ha mostrato le proprie qualità sulle salite secche.

L’elenco delle possibili sorprese è piuttosto lungo, a cominciare da Fausto Masnada (Deceuninck-QuickStep), che rischia di essere sacrificato a logiche di squadra ma potrebbe certamente dire la sua. Proveranno a mettersi in mostra anche i due della Intermarché-Wanty Gobert Matériaux, Jan Hirt e Louis Meintjes, che vogliono rilanciarsi nel team belga in cui godranno di assoluta libertà. Tra le giovani promesse, segnaliamo senz’altro Harm Vanhoucke (Lotto Soudal), sugli scudi nella prima settimana del Giro d’Italia 2020. Tra gli italiani, infine, curiosità per i debutti tra i professionisti di Kevin Colleoni (Team BikeExchange) che proverà a mettersi in mostra negli arrivi in salita, Jonathan Milan (Bahrain-Victorious) che punterà invece sulla cronometro e di Antonio Tiberi (Trek-Segafredo).

La corsa emiratina vedrà al via anche alcuni dei migliori velocisti del gruppo che si sfideranno nelle quattro tappe che dovrebbero concludersi con un arrivo in volata. Un parterre degno di un Grande Giro che include la Maglia Verde dell’ultimo Tour de France Sam Bennett (Deceuninck-QuickStep), Pascal Ackermann (Bora-hansgrohe), Caleb Ewan (Lotto Soudal), Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), il campione europeo ed italiano Giacomo Nizzolo (Qhubeka Assos), Cees Bol (Team DSM), Matteo Moschetti (Trek-Segafredo), Jasper Philipsen (Alpecin-Fenix), Phil Bauhaus (Bahrain Victorious) ed Elia Viviani (Cofidis), al rientro alle corse dopo i problemi cardiaci che ne avevano rallentato la preparazione.

Infine, curiosità per vedere come si comporterà Mathieu van der Poel (Alpecin-Fenix). Il neerlandese, reduce dall’intensa stagione di ciclocross culminata con la conquista della maglia iridata a Ostende, sarà al via per ritrovare la forma anche su strada in vista delle Classiche di primavera. Anche se, conoscendolo, non è da escludere che possa lanciarsi in qualche azione da lontano o in qualche sprint di gruppo.

Borsino dei Favoriti UAE Tour 2021

***** Tadej Pogacar
**** João Almeida, Adam Yates
*** Emanuel Buchmann, Alexey Lutsenko, Wout Poels
** Sergio Higuita, Rafal Majka, Ivan Sosa, Alejandro Valverde
* Damiano Caruso, Patrick Konrad, Sepp Kuss, Daniel Martinez, Vincenzo Nibali


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