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Analisi Favoriti Il Lombardia 2018, Valverde e Pinot gli uomini da battere. Incognita Nibali

L’ultima classica World Tour della stagione è come da tradizione Il Lombardia 2018. La classica delle foglie morte, in programma sabato 13 ottobre, come di consueto richiama l’interesse dei migliori scalatori adatti alle corse da un giorno. Chi non è pienamente soddisfatto della propria annata ha l’ultima chance di riscattarsi, chi al contrario ha vissuto tante soddisfazioni può aggiungere una ciliegina sulla torta. Pur con defezioni importanti, tra cui ricordiamo quelle di Julian Alaphilippe, Miguel Angel Lopez e Simon Yates, l’elenco dei partecipanti è di primissima fascia. Il lotto dei favoriti rimane estremamente ampio, soprattutto perché in questa parte della stagione contano più le energie residue dell’effettiva tecnica.

Favoriti Il Lombardia 2018

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Il corridore che avrà su di sé gli occhi di tutti gli appassionati di ciclismo è senza dubbio Alejandro Valverde (Movistar). Lo spagnolo correrà la sua prima classica monumento con la maglia iridata, dopo lo splendido successo a Innsbruck 2018. Ora che il murciano ha spezzato uno degli ultimi tabù rimasti nella sua carriera ricca di vittorie, il suo obiettivo è togliersi dalle spalle l’ultima maledizione, appunto Il Lombardia. Secondo nel 2013 e nel 2014, è sempre arrivato tra i primi sei nelle sue ultime quattro partecipazioni, senza mai riuscire a ottenere il successo. Conto di lui il fatto che la sua squadra non sembra attrezzatissimo per l’appuntamento, eccezion fatta per Marc Soler.

I suoi rivali più credibili sono i due francesi che hanno meglio figurato al mondiale, Romain Bardet (AG2R La Mondiale) e Thibaut Pinot (Groupama-FDJ). L’argento in Austria cerca l’acuto in una stagione che finora non gli ha dato le soddisfazioni sperate, o per lo meno gli acuti a cui puntava. Quarto nel 2016, può puntare sia sullo spunto in volata sia sulla sua accelerazione in salita, oltre alle sue note qualità di discesista. L’altro transalpino ha dimostrato un’ottima condizione conquistando la Milano Torino 2018, dopo essersi piazzato nelle altre classiche italiane. Protagonista l’anno scorso con l’attacco che ha stuzzicato il poi vincitore Nibali, con maggiore esperienza e una gamba invidiabile è uno dei corridori da tenere in maggiore considerazione.

La formazione con più carte da giocare tra i favoriti è l’Education First-Drapac. Il bronzo mondiale Michael Woods e il secondo classificato del Giro dell’Emilia Rigoberto Uran sono in uno stato di grazia e dovranno essere marcati da tutti gli avversari. Entrambi capaci di ottime accelerazioni in salita, potrebbero contare su una potenziale superiorità numerica in un gruppo ristretto di corridori. Il canadese quest’anno è già stato protagonista alla Liegi Bastogne Liegi prima dell’esperienza austriaca, con un secondo posto che ne testimonia le grandi potenzialità in questo genere di corse. Il colombiano dal canto suo cerca il suo primo acuto in una stagione che non gli ha dato quanto si aspettava.

Non si può lasciare fuori dal lotto dei favoriti Vincenzo Nibali (Bahrain-Merida). Il siciliano ha vinto le ultime edizioni della corsa a cui ha preso parte, nel 2015 e nel 2017. I dubbi non sono sulle sue qualità, ma sulla condizione fisica dopo la caduta al Tour de France 2018. Autore di prestazioni anonime alla Vuelta a España 2018 e a Innsbruck 2018, il vincitore della Milano Sanremo 2018 ha mostrato segnali di ripresa nelle ultime uscite. Basteranno per vederlo protagonista domani? Difficile prevederlo, ma la grande mina vagante della corsa rimane lui. In alternativa la sua formazione ha diverse alternative, da Domenico Pozzovivo ai fratelli Jon e Gorka Izagirre. Il lucano si è spesso piazzato nell’ultimo mese, arrivando sempre nei 15 nelle corse italiane. I due spagnoli invece hanno corso poco dopo la Vuelta, senza mai trovare un acuto.

Il ruolo di outsider calza a pennello Primoz Roglic (Team LottoNL-Jumbo), devastante nelle corse da una settimana a inizio stagione e sorprendente al Tour de France 2018. Lo sloveno tuttavia non ha mai impressionato nelle classiche, e ha bisogno di un salto di qualità per poter essere preso in considerazione per la vittoria finale. Come appoggio può contare su George Bennett e Robert Gesink, due che potrebbero movimentare la competizione prima della fase decisiva.

Di sicuro partono senza le luci dei riflettori puntate contro Jakob Fuglsang (Astana Pro Team) e Bauke Mollema (Trek-Segafredo). Il danese è a capo di una squadra con tanti buoni scalatori, ma orfana di Miguel Angel Lopez. L’argento olimpico non ha mai centrato il successo in una monumento, ma è sempre da tenere d’occhio in questo tipo di percorsi. Il neerlandese dal canto suo ha trionfato al GP Beghelli 2018, dimostrando un miglioramento rispetto ai flop nelle corse a tappe da tre settimane.

Qualche aspettativa in più è lecita nei confronti di Gianni Moscon (Team Sky), quinto al mondiale e in forma strepitosa. Terzo nella scorsa edizione, il trentino può davvero essere uno dei grandi interpreti della classica italiana. Al suo fianco avrà una squadra di tutto rispetto, con Egan Bernal che potrebbe avere un ruolo importante. Il colombiano non ha ancora ottenuto grandi risultati nelle classiche, ma finora ha avuto poche occasioni per mettersi in luce. Il duo ha una grande chance di giocarsi un piazzamento, se non la vittoria finale. Sempre nella formazione britannica merita almeno una citazione Diego Rosa, che si è spesso esaltato nella classica lombarda. Secondo nel 2016 (da gregario di Aru) e quinto l’anno prima, quest’anno non ha più vinto dopo la classifica generale conquistata alla Settimana Internazionale Coppi e Bartali. Sulla condizione è possibile avere qualche dubbio, sul suo affiatamento con la corsa italiana meno.

La UAE Team Emirates schiera tre corridori con il potenziale per giocarsi il successo, ma con una stagione tutt’altro che brillante. Daniel Martin, già vincitore nel 2014, dopo il Tour de France 2018 non è più riuscito a ripetersi agli altissimi livelli delle corse a tappe francesi di giugno e luglio. Fabio Aru non sta certo vivendo il suo miglior momento, dopo aver deluso al Giro d’Italia 2018 e alla Vuelta a España 2018. Lo stesso discorso vale per Alberto Rui Costa, che da qualche anno fa sempre più fatica a esprimersi ai suoi livelli.

Altri due delusi eccellenti sono Wilco Kelderman (Team Sunweb) e Adam Yates (Mitchelton-Scott), che hanno colto qualche vittoria in stagione ma, per motivi diversi, non hanno rispettato le aspettative. Il neerlandese ha saltato la parte nevralgica per un infortunio, mentre il britannico ha steccato completamente al Tour de France, nonostante il pieno supporto della sua squadra. Il percorso potrebbe essere forse troppo impegnativo per Tim Wellens (Lotto Soudal), che ha provato a essere protagonista al mondiale ma non è riuscito a rimanere con i migliori. Un’alternativa nel team belga è Tiesj Benoot, in calo dopo un avvio estremamente convincente.

Sono numerosi poi i nomi dei corridori che potrebbero sorprendere i favoriti. La Bora-Hansgrohe schiera almeno quattro potenziali attaccanti: Rafal Majka dovrebbe avere i gradi di capitano, per quanto non sia mai riuscito a esprimersi al meglio nelle corse da un giorno. Oltre al polacco però saranno da tenere in considerazione Davide Formolo, Emmanuel Buchmann e Patrick Konrad. La Quick-Step Floors, orfana di Alaphilippe, si affiderà al giovane Enric Mas e soprattutto a Bob Jungels, vincitore della Liegi Bastogne Liegi 2018. Nessuno dei due è tra i grandissimi, entrambi non possono essere ignorati da chi vuole tenere chiusa la corsa. Vuole ribaltare una stagione decisamente lontana dalle aspettative Ilnur Zakarin (Katusha Alpecin), mai ai suoi livelli nei GT. Interessante poi la situazione in casa BMC Racing Team, che può scegliere se dare fiducia a Dylan Teuns, brillante in Emilia ma con una sola (anonima) partecipazione al Lombardia in carriera, o su un attaccante. In quest’ultimo caso spazio a Damiano Caruso e Alessandro De Marchi, quest’ultimo vincitore al Giro dell’Emilia 2018. Nessun leader in casa Dimension Data, che potrebbe provarci con Stephen Cummings e Merhawi Kudus.

Attenzione al ruolo di alcuni corridori che partono come seconde linee ma possono ritagliarsi uno spazio personale. Uno dei primi nomi da fare in questa categoria è David Gaudu (Groupama-FDJ), sugli scudi nelle competizioni italiane di settembre. Da non sottovalutare anche il ruolo di Matej Mohoric (Bahrain-Merida), di sicuro non il più marcato ma efficace sia in salita sia nei tratti pianeggianti. In casa Mitchelton-Scott può essere co-leader Roman Kreuziger (Mitchelton-Scott), in gran spolvero al mondiale. Allo stesso modo potrebbero avere libertà d’azione scalatori come Rob Power, Jack Haig e soprattutto Mikel Nieve. Il Team Sunweb ha due carte a disposizione, potendo sperare in Michael Matthews, qualora l’australiano riuscisse a tenere le ruote dei migliori o rientrare in vista degli ultimi chilometri. Alternativa di lusso è il neerlandese Sam Oomen, a cui potrebbe essere concessa libertà di azione, soprattutto se i due compagni più quotati non dovessero essere in gran forma. Menzione speciale per Tom Skujins (Trek-Segafredo), fresco vincitore della Tre Valli Varesine 2018. Se il lettone dovesse provarci, sarebbe rischioso concedergli spazio.

Infine ricordiamo i corridori più pericolosi delle Continental Pro, invitate dall’organizzazione. Il più conosciuto rimane Warren Barguil (Fortuneo Samsic), per quanto il suo 2018 sia stato deludente. Ha qualche chance in più allora Ben Hermans (Israel Cycling Academy), che con la sua esperienza può essere una mina vagante. In rampa di lancio invece Giulio Ciccone (Bardiani-CSF), alla sua ultima corsa World Tour con il team prima del passaggio alla Trek-Segafredo. In casa Nippo Vini Fantini Europa Ovini l’uomo di riferimento sarà l’ex campione italiano Ivan Santaromita. Più all’attacco invece Androni Sidermec e Wilier Triestina Selle Italia, la prima soprattutto con Ivan Ramiro Sosa o Mattia Cattaneo (se non il canturino Davide Ballerini, che corre sulle strade di casa), la seconda con Matteo Busato, Ilia Koshevoy ed Edoardo Zardini.

Borsino dei Favoriti Il Lombardia 2018

***** Alejandro Valverde
**** Thibaut Pinot, Romain Bardet
*** Rigoberto Uran, Michael Woods, Gianni Moscon
** Vincenzo Nibali, Primoz Roglic, Adam Yates, Bauke Mollema
* Wilco Kelderman, Domenico Pozzovivo, Daniel Martin, Tim Wellens, Alessandro De Marchi

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