Innsbruck 2018, Moscon: “Ha vinto il favorito, più di così non si poteva fare”

Gianni Moscon ha completato la top five della prova in linea uomini élite di Innsbruck 2018. Rimasto insieme ai migliori sulle durissime rampe della salita di Gramartboden dopo essersi già lungo quella di Igls nella tornata conclusiva, l’azzurro ha perso contatto da Alejandro Valverde (Spagna), Michael Woods (Canada) e Romain Bardet (Francia) a pochi metri dallo scollinamento e nel successivo tratto in falsopiano non è riuscito a tenere il ritmo di Tom Dumoulin (Paesi Bassi), che lo ha raggiunto e saltato andando poi a giocarsi le medaglie insieme al terzetto in avanscoperta. Il trentino del Team Sky, che pure si è confermato il migliore tra gli italiani e che da luglio a settembre non ha potuto correre per una sospensione decisa dall’UCI in seguito all’espulsione dal Tour de France 2018, ha dovuto così accontentarsi del quinto posto dimostrando, su un tracciato non completamente adatto alle sue caratteristiche, quelle qualità che lasciano ben sperare in chiave futura.

“È stata una corsa durissima e tirata tutto il giorno. La fuga ha preso subito un gran vantaggio – ha raccontato ai microfoni di Cyclingpro.net – e per ricucire è stato necessario andare a tutta tutto il giorno. Nell’ultimo giro sulla salita di Igls ho visto che si è mosso un gruppo con dentro nazioni molto forti come Spagna, Francia e Olanda. Ho provato a inserirmi e ad anticipare, perché poteva essere una mossa buona. Spagna e Francia non collaboravano, così ho provato a recuperare per l’ultimo strappo. Ho dato tutto, in cima mi sono mancato le gambe. Ho cercato di tenere duro fino all’arrivo e ho fatto il meglio che potevo”.

Ai microfoni di Raisport il 24enne di Trento ha invece  ripercorso l’ultimo giro e il percorso di avvicinamento all’appuntamento odierno: “Sono entrato ma non c’era collaborazione con gli altri, pensavamo di essere battuti sullo strappo. Ho cercato di recuperare, De Marchi ha fatto un bel lavoro e ho cercato di gestirmi. Il ritmo era alto, mi è mancato l’ultimo minuto di sforzo. Avevo le gambe che non giravano più, ho cercato di stringere i denti e di non mollare fino all’arrivo. La Vuelta sarebbe stata un buon avvicinamento, l’avrei fatta per arrivare pronto al Mondiale. Le sensazioni erano buone, dopo 6 ore 40 è difficile. Ha vinto Valverde che era il favorito. Un’altra bella prestazione in corse importanti, ma vincere è un’altra cosa. L’Italia ne aveva bisogno, mi dispiace. Abbiamo dato tutto, più di così non si poteva fare“.

 

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