© Sigfrid Eggers

Quick-Step Floors, lo squadrone per Harelbeke e Gand

Quick-Step Floors pronta per il grande fine settimana del pavé. Reduce dai trionfi in tutte le prove continental belghe che hanno seguito il weekend di apertura, ovvero Le Samyn, Johan Museeuw Classic, Nokere Koerse, Handzame Classic e Tre Giorni di La Panne, lo squadrone belga è pronto a riscattare le prime non brillanti prove nelle classiche WorldTour affrontate sinora. La formazione di Patrick Lefevere arriva dunque con grandi motivazioni a E3 Harelbeke e Gand – Wevelgem, corse alle quali si presenta ancora una volta con una selezione a più punte, con un solido blocco a supporto.

L’uomo di riferimento sarà chiaramente Philippe Gilbert, che dopo una Milano – Sanremo abbastanza anonima vorrà riscattarsi nella sua rincorsa alla Parigi – Roubaix, ma con lui ci saranno anche uomini come Zdenek Stybar e Niki Terpstra, che sono chiaramente sempre più che gregari. A questo trio, in occasione della corsa di domenica si aggiungerà anche Elia Viviani, reduce dal bel successo a La Panne, che potrebbe rappresentare l’asso nella manica della squadra in caso di uno sprint di gruppo.

Insieme a loro un blocco molto solido composto da corridore di comprovata esperienza e affidabilità come Tim Declercq, Yves Lampaert e Iljo Keisse (sarà lui a lasciare il posto al veronese domenica), ma anche dalla freschezza del francese Florian Sénéchal, che ha dimostrato a sua volta in queste settimane di stare molto bene e di poter aver un ruolo importante in squadra.

“Harelbeke è una delle corse più difficili al mondo e si sa che è anche una di quelle in cui le tattiche di squadra possono avere più importanza – spiega il diesse Tom Steels – Abbiamo lavorato duramente in questi mesi per arrivarci in buona forma e vogliamo essere protagonisti, non solo perché si tratta di una sorta di prova generale per il Fiandre, ma anche perché è una corsa molto importante”.

Ovviamente, lo squadrone belga sarà uno dei più attesi anche nella corsa di domenica, soprattutto per la sua capacità di fare la corsa sin dalle prime fasi di gara, sfruttando ogni peculiarità della corsa, vento compreso. “Tutto potrebbe decidersi sul Kemmelberg, ma potrebbero anche esserci ventagli nella seconda parte di corsa, ma anche prima, dopo appena 50 chilometri – analizza il direttore sportivo – Tutti ci sorveglieranno, ma abbiamo delle buone carte per ogni scenario. Puntiamo a fare bene e vogliamo calare bene i nostri assi”


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