© Qhubeka - Assos

Qhubeka Nexthash, Andre Greipel e Daryl Impey si schierano a sostegno del team: “Aiutateli”

Arrivano anche dall’interno del mondo del ciclismo gli appelli per aiutare la Qhubeka Nexthash. La compagine sudafricana ha annunciato ieri di non essere in grado al momento di presentare domanda all’UCI per ottenere la licenza UCI WorldTour per il prossimo anno per assenza di sponsor, destando la preoccupazione di tifosi e addetti ai lavori. Tra questi c’è sia chi ha respirato l’aria della compagine di Douglas Ryder, come Daryl Impey, che chi l’ha vissuta solo da avversario, come André Greipel, che per praticamente tutta la carriera (chiusa appena due settimana fa) ha ammirato il progetto della squadra africana.

“Un grande applauso a quello che non è solo un team WorldTour, ma anche un progetto che cambia le vite – ha commentato il velocista tedesco – A chiunque possa assicurare un futuro alla Qhubeka nel ciclismo professionistico, per favore aiutate e date una possibilità a tanti corridori africani, ma soprattutto a tutti quelli coinvolti nel progetto” .

Uno dei corridori africani che hanno fatto parte del team, che pur trovandosi altrove da ormai dieci anni, ha condiviso il messaggio del team come hanno fatto anche corridori in organico nel 2021 come Fabio Aru, Kilian Frankiny e Nic Dlamini: “Anche se corro in un altro team, sarebbe un peccato perdere un grande team come questo. Non solo per l’Africa, ma per tutto il ciclismo. Sono stato nel loro team nel corso della mia carriera (nei giorni della Microsoft e della MTN), e se non fosse stato per loro in quei momenti, non sarei stato in grado di portare avanti la mia passione”.


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