© Gian Mattia D'Alberto - LaPresse

Pagelle Strade Bianche 2021: Mathieu Van Der Poel perfetto, Pidcock e Van Aert scusabili, italiani delusi

Mathieu Van Der Poel (Alpecin-Fenix), 10 e lode: Corsa perfetta del campione neerlandese, che si muove e attacca con parsimonia, gestendo al meglio le proprie energie. I suoi attacchi fanno infatti ogni volta male ai rivali, ma sono sempre fatti pensando a quello che verrà e che dovrà fare dopo. Ne esce una scrematura che finalizza con una poderosa accelerazione sullo strappo finale a Siena, prendendosi il lussso di staccare di potenza il campione del mondo ed entrare in solitaria a Piazza del Campo.

Julian Alaphilippe (Deceuninck-QuickStep), 9: Leader di una corazzata belga oggi non ineccepibile, dal canto suo fa tutto bene, correndo col piglio di chi la corsa l’ha già vinta e sa come farlo di nuovo. Purtroppo per lui trova sulla sua strada un corridore che non fatica ad ammettere oggi fosse più forte. Ma ancora una volta il campione del mondo onora la sua maglia iridata fino in fondo.

Egan Bernal (Ineos Grenadiers), 9: Continua ad avere mal di schiena, ma continua a fornire prestazioni eccezionali, anche migliori di quelle che aveva mai proposto in questa fase dell’anno e su questo tipo di corse. Dopo un ottimo Trofeo Laigueglia aveva detto che le classiche sarebbe stato difficile potersele giocare visto che la concorrenza sarebbe stata un’altra cosa, ma oggi era difficile pensare ad un parterre migliore. Eppur se li è messi quasi tutti dietro…

Michael Gogl (Qhubeka-Assos), 8,5: Nono lo scorso anno, con molti che hanno indicato nel suo risultato la complicità di fattori straordinari, oggi fa ancora meglio, con un bel sesto posto, correndo a viso aperto con i big e battendone molti. Nel finale fa fatica, correndo anche di rimessa, ma il risultato ottenuto è tutt’altro che figlio di fortuna o coincidenze. A meno che il duro lavoro e l’impegno possano essere considerati tali.

Tadej Pogacar (UAE Team Emirates), 8: Nel gruppetto che si gioca la corsa c’è anche lui. Pur soffrendo l’accelerazione che decide la corsa, la sua resta una prova molto interessante, anche in prospettiva futura, a conferma che si tratta di un corridore che può guardare anche al di là delle montagne e dei grandi giri.

Thomas Pidcock (Ineos Grenadiers), 8: A voler essere pignoli, commette un errore che gli costa molte energie che forse gli avrebbero permesso di fare anche meglio del bel quinto posto finale. Tuttavia, si tende a dimenticarlo perché è un fenomeno, ma sarebbe anche il caso di ricordarsi che il ragazzo ha appena 21 anni ed è professionista da neanche un mese. Eppure è lì davanti con i big a giocarsela alla pari.

Wout Van Aert (Jumbo-Visma), 6,5: Con un quarto posto (!) ottiene oggi il suo peggior risultato in quattro partecipazioni. Protagonista della selezione decisiva, forse è anche troppo generoso nel portare avanti quel tentativo, dovendo poi gestirsi come può nelle fasi successive, quando arrivano gli attacchi dei rivali, che non riesce a seguire nel momento decisivo. Se da campione uscente era logico aspettarsi di più, così come lui stesso sperava di potersela giocare fino alla fine, non dimentichiamoci che oggi era il suo esordio stagionale, contro corridori che hanno già accumulato corse importanti nelle gambe.

Simon Clarke (Qhubeka-Assos), 6,5: Non impressiona, ma ottiene un bel piazzamento che conferma le qualità di un corridore completo, che sa farsi trovare pronto quando serve.

Pello Bilbao (Bahrain Victorious), 6: Non sarà un campione, ma garantisce sempre piazzamenti importamenti. Dopo aver concluso in top 5 l’ultimo Giro d’Italia, lo spagnolo si conferma un corridore affidabile e resistendo nel gruppetto degli inseguitori alla fine riesce a centrare una top 10 in una corsa in cui c’erano corridori sicuramente più quotati di lui.

Simon Carr (EF Education First), 6: Il britannico è bravo a resistere nel gruppo degli inseguitori e, vista la giornata no di Alberto Bettiol, si ritrova ben presto con il peso dell’intera squadra su di lui. A dispetto della giovane età, non si lascia scomporre e, pur senza fare nulla di eccezionale, arriva appena fuori dalla top 10. Un risultato importante in questa fase iniziale della sua carriera.

Jakob Fuglsang (Astana), 6: A 50 km dalla conclusione si capisce già che la corsa non la vincerà, eppure non molla quando va in difficoltà, cercando di organizzare un inseguimento che fallisce soprattutto per la mancanza di collaborazione. Ha tuttavia almeno il merito di provarci e di non mollare.

Bauke Mollema (Trek-Segafredo), 5: Per quanto fatto sinora, per quanto fatto da Bernal e Pogacar, il suo risultato appare deludente. Non un fallimento, considerando che comunque non si trattava di un terreno a lui propriamente congeniale, ma resta la delusione per una prova in cui non ha certamente brillato.

Romain Bardet (Team DSM), 5: Nell’unico precedente in questa corsa in passato aveva ottenuto uno splendido secondo posto, dimostrando che anche gli scalatori avevano un ruolo da poter giocare in questa corsa. Oggi tuttavia non era nello stesso stato di forma e arriva ben lontano da quello che in futuro vorrà dimostrare non era stato un exploit temporaneo.

Italiani, 5: Per colpa o per destino, oggi non è stata certo la giornata dei nostri portacolori. Autori di un ottimo inizio di stagione, capaci lo scorso anno di essere protagonisti seppur non vincitori, gli azzurri più attesi oggi sono fuori dal vivo della corsa, chiudendo fuori dai primi venti, a oltre sei minuti dal vincitore, nel gruppone dei battuti che si sparpaglia senza gloria nel finale.

Tim Wellens (Lotto Soudal), 4,5: Qualche movimento quando al corsa comincia ad entrare nel vivo, ma quando i duri iniziano a giocare lui scompare. La corsa è adatta a lui e il terzo posto ottenuto in passato ne è chiara conferma, ma evidentemente oggi non era la sua giornata e la sua danza della pioggia non ha funzionato.

Zdenek Stybar (Deceuninck-QuickStep), 4,5: Ad immagine di una squadra che oggi non ha brillato nel supportare il suo leader, il ceco non si vede praticamente mai. Non certo la prova e la discrezione che ci si aspettava da un corridore capace di vincere questa corsa e, sino ad oggi, non uscire mai dai primi dieci nelle sue precedenti partecipazioni

Greg Van Avermaet (Ag2r La Mondiale), 4: Sembra inizialmente essere nelle posizioni buone, guardingo in attesa che la corsa esploda, ma quando succede viene pesantemente respinto indietro. In undici partecipazioni era entrato otto volte nei primi dieci, ottenendo con il 19° posto odierno il suo secondo peggior risultato su queste strade, che eppur sembrano fatte apposta per lui.

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