© Jumbo-Visma

Jumbo-Visma, Jos Van Emden attacca il CPA e propone 10 regole per la sicurezza: “Sono burattini pagati dall’UCI. Noi siamo corridori, non animali da circo”

Jos Van Emden proporne un decalogo per la sicurezza dei ciclisti. Le polemiche del Giro di Vallonia, arrivate in un momento in cui c’era già poca fiducia per le istituzioni ciclistiche dopo quanto accaduto a Remco Evenepoel, Fabio Jakobsen e Max Schachmann nelle ultime settimane, hanno fatto finire nell’occhio del ciclone soprattutto il CPA, il sindacato dei corridori. Pochi giorni fa Michael Morkov aveva definito l’organizzazione guidata da Gianni Bugno (che già si era dovuto difendere dagli attacchi dopo il Giro di Polonia) “inutile” e “in combutta con l’UCI”, mentre oggi è stato Jos Van Emden a rivolgersi a UCI e CPA in tono non proprio conciliante.

“Sulla carta c’è un sindacato, ma nella pratica non fanno nulla per noi – ha dichiarato il trentacinquenne dalla pagine di Algemeen Dagblad – Sono dei burattini, l’UCI li paga e loro fanno quello che vuole l’UCI. […] Se qualcosa va storto, aprono un’indagine e poi non se ne sa più nulla. Ci sono iniziative da parte dei corridori per cambiare le cose o per creare un nuovo sindacato, ma ci fanno opposizione da tutte le parti. All’UCI non interessa la sicurezza dei corridori, sembra che siano fuori dal mondo, se aspettiamo loro per migliorare le misure di sicurezza ci vorranno anni”.

Per questo motivo, il corridore della Jumbo-Visma ha stilato in prima persona dieci regole da seguire:
1. Ispezione del percorso: prima di ogni gara un comitato di ex corridori dovrà approvare il percorso (anche se fossero solo gli ultimi cinque chilometri) e potrà bocciarlo senza dover dar conto all’UCI.
2. La regola dei tre chilometri dovrà valere sempre nelle tappe con arrivo in volata, anche senza cadute.
3. L’organizzazione deve pubblicare il percorso con settimane, preferibilmente mesi, di anticipo
4. Divieto di arrivi in discesa
5. Airbag ai lati della strada nelle ultime centinaia di metri
6. Divieto di sporgere striscioni se questi occupano anche per pochi centimetri la strada, costringendo i corridori ad evitarli
7. Niente più collegamenti radio tra corridori e direttori sportivi, perché i ds spesso incitano i propri corridori ad andare più forte quando in realtà non è necessario
8. Sistema di cartellini gialli e rossi come nel calcio per i corridori che infrangono le regole
9. Fornire un dorsale anche ai motociclisti, in modo da poter segnalare a fine gara chi ha fatto delle manovre azzardate
10. Divieto per i corridori di andare sulle piste ciclabili o sui marciapiedi

Siamo ciclisti, non animali da circo” è la chiosa finale diel neerlandese, che comunque spiega che le sue sono soltanto proposte e che qualcuno potrebbe averne di migliori, ma potrebbero comunque essere un buon inizio, visto che non sarebbero nemmeno eccessivamente costose.

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