©David Ramos / Getty Images

Deceuninck-Quickstep, Fabio Jakobsen punta a “tornare a correre in meno di un anno”

Non tonerà tanto presto alle corse Fabio Jakobsen. Il corridore della Deceuninck-Quickstep che, come ormai noto, è stato vittima di una terribile caduta durante la prima tappa del Giro di Polonia 2020, giusto pochi giorni fa è tornato a pedalare a tre mesi e mezzo dall’incidente, ma per vederlo nuovamente alle gare potrebbe volerci molto più tempo, circa un anno. È quanto afferma il medico della squadra belga, Yvan Vanmol, in un’intervista a Sporza, nella quale fa luce sui reali danni subiti dal velocista neerlandese nella caduta e sul percorso fisico (ma anche psicologico) che il 24enne dovrà intraprendere per tornare a correre.

“Si sono sentite diverse storie su Fabio: che ogni osso della sua faccia era rotto, che la sua trachea era schiacciata, che gli avevano messo 1000 punti. Il danno era grande, ma c’è stata un sacco di esagerazione – ha dichiarato Vanmol – L’estetica non era la preoccupazione principale, molte operazioni sono possibili al giorno d’oggi. La questione che veniva presa molto più seriamente era se fosse stato in grado di praticare nuovamente la professione“.

“I passi fatti per essere in grado di pedalare ed allenarsi di nuovo stanno andando nella giusta direzione, ma l’obiettivo finale è quello di tornare a correre in una situazione competitiva“, ha proseguito il medico, che non esclude un blocco di tipo psicologico: “Potrebbe esserci paura, ma non necessariamente. Fabio sa poco circa la caduta, il trauma in quanto tale non è stato registrato. È anche un velocista, tipologia di corridore che in genere ha meno paura di uno normale. Altrimenti non diventi un velocista. In gara, Fabio saprà subito come si sentirà in gruppo. E forse lo aiuteremo in questo, proprio come a volte facciamo con i corridori che hanno problemi con le discese“.

“Quello che potrebbe essere psicologicamente più difficile per lui è il significativo svantaggio fisico che ha subito. Dovremo principalmente adattare il suo carico di allenamento a ciò che può ancora fare, e non a ciò che vuole fare. Credo che la sua ambizione sia quella di tornare a correre in meno di un anno da ora“, ha concluso Vanmol.

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