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© Sirotti

Caso Froome, Vegni: “Froome benvenuto al Giro, ma se vince poi resta il vincitore”

Mauro Vegni torna a parlare del Caso Froome. Dopo aver chiesto nei giorni scorsi rassicurazioni ufficiali e documentali all’UCI riguardo la possibilità di far correre il Giro d’Italia 2018 a Chris Froome, il direttore della Corsa Rosa esprime in maniera chiara il suo pensiero riguardo la situazione. Sostanzialmente, se la prende con l’UCI per una situazione di incertezza che a questo punto sta creando quasi unicamente problemi e polemiche.

“Non dovrebbe stare ai corridori, squadre o organizzatori parlare e trovare una soluzione – spiega a CyclingnewsTocca all’organismo di governo prendere le giuste decisioni. Speriamo quindi che lo facciano presto per avere un po’ di credibilità”.

Ormai sono infatti quasi sei mesi che il Keniano Bianco è risultato positivo, quasi cinque da quando questa anomalia gli è stata notificata. “Sto seguendo con attenzione le cose e aspetto che la situazione si risolva – aggiunge il dirigente italiano – Il problema principale in questo caso è il tempo. Son passati cinque mesi e ancora stiamo aspettando di capire se alcune prove sono ammissibili o meno. Queste son cose che sarebbero dovute essere risolte quattro mesi fa”.

Il problema concreto ormai è che Chris Froome rischia di presentarsi al via della Corsa Rosa senza alcuna certezza se la sua vittoria poi non gli sarà tolta per squalifica. Una situazione che Vegni non accetta. “Froome è il benvenuto al Giro, ma se conquista la maglia rosa sarà per sempre il vincitore, anche se sarà sospeso e squalificato – aggiunge – Non toglierò il nome di un corridore dal palmarès e poi darò il trofeo e la maglia rosa ad un altro corridore un anno dopo, come abbiamo dovuto fare con il Caso Contador (vincitore del Giro 2011, poi assegnato a Michele Scarponi)”.

Una soluzione al momento impossibile, visto che il regolamento impone che i corridori squalificati in una corsa perdano non solo i risultati ottenuti in quella prova, ma anche tutto quel che è stato ottenuto sino al momento della squalifica. Una regola che Vegni vorrebbe cambiare: “Le regole possono essere cambiate – conclude – Dobbiamo essere intelligenti e imparare dai probemi. Per rispetto dei tifosi di questo sport e di tutti coloro che sono coinvolti, dobbiamo sapere chi è il vincitore di una corsa“.

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