Ag2r Citroën, Larry Warbasse: “Sto facendo i migliori numeri della carriera ma ogni anno si va più veloce”

Larry Warbasse è uno dei corridori statunitensi di maggior esperienza in gruppo. Nato nel giugno del 1990 nel Michigan, ha mosso i primi passi da professionista nel 2012 come stagista alla BMC, squadra con cui ha fatto il salto definitivo l’anno successivo. Da allora ad oggi ha vestito poi le maglie di IAM Cycling, Aqua Blue Sport e infine, dal 2019, della Ag2r Citroën. Gregario di buon livello, è sempre prezioso per i compagni e fa della regolarità la propria arma vincente. Nel corso degli anni ha saputo ritagliarsi una posizione con pazienza e tranquillità, cosa di cui a volte i giovani di oggi non hanno bisogno in quanto arrivano al professismo già pronti per essere competivi grazie alle nuove conoscenze e tecnologie.

“Abbiamo due giovani che si uniranno alla nostra squadra quest’anno e ripensando a dove ero alla loro età, se fossi passato professionista ora non ce l’avrei fatta – ha confessato in una telefonata a VeloNews – Ogni anno si va più veloce e ogni anno abbiamo sempre più conoscenze su allenamento, nutrizione, scienza, tutto”. Il fatto che corridori come Bernal, Pogacar o Evenepoel siano già competitivi da giovanissimi è il risultato dell’evoluzione dei tempi: “Questi giovani stanno andando così bene perché sono già quasi dei professionisti già da dilettanti. Ora sono disponibili molte più informazioni e più strumenti per l’allenamento”.

Anno dopo anno l’asticella si alza: “Sto facendo i migliori numeri della mia carriera, ma anche gli altri accelerano – aggiunge – quindi non progredisco“. La nutrizione e la dieta sono, a suo avvisto, sono le tematiche che sono cambiate di più negli ultimi anni: “Non sapevamo cosa facevamo. Ora mangiamo cinque volte di più in gara di quando sono diventato professionista. Oggi tutti prestano attenzione a cosa mangiano e a quanto ci alimentiamo. Questo fa un’enorme differenza”.

Nel 2022 andrà in scadenza e dovrà lottare al meglio delle proprie possibilità per guadagnarsi il rinnovo dopo un’annata difficile: “Non ho ottenuto alcun risultato. È stata un po’ una delusione. Sono partito piano, perché l’anno prima abbiamo finito tardi – spiega – Ero mentalmente stanco per il COVID che ho avuto nel 2020. Quando sono tornato a casa negli Stati Uniti durante il primo lockdown, il mio modo di farci fronte era allenarmi come un pazzo. Sono andato a tutta in allenamento e la stanchezza mentale e fisica mi ha davvero distrutto“.

Si aspetta quindi un riscatto nel corso della prossima stagione: “Voglio iniziare bene e ottenere buoni risultati personali, e poi aiutare la squadra nelle gare più importanti. Ho perso quel qualcosa in più nell’ultima parte della gara. Per vincere, devi dare il 110% per dare il meglio di te. Mi è mancato quel po’ di energia mentale per arrivare a quell’ultimo passo”.

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