Vuelta a España 2022, Luke Durbridge se la prende con le moto: “Ce ne sono troppe, ormai per riprendere una fuga devi tenerla sempre a un minuto”

L’esito della settima tappa della Vuelta a España 2022 ha premiato una fuga di cinque corridori, capaci di gestire un vantaggio che non ha mai superato i 5 minuti nell’arco di una frazione che misurava quasi 200 chilometri. Alla fine ha vinto lo spagnolo Jesus Herrada (Cofidis), che ha regolato Samuele Battistella (Astana Qazaqstan) e Fred Wright (Bahrain Victorious) nella decisiva volata ristretta, mentre i velocisti, soprattutto quelli che le cui squadre hanno lavorato a lungo nel corso della giornata, sono rimasti a bocca asciutta, con Sam Bennett (Bora-hansgrohe) che ha dovuto accontentarsi del sesto posto e tutti gli altri a seguire.

Grande impresa degli uomini in fuga, quindi, ma anche qualche polemica, sull’onda di quanto sollevato già qualche giorno fa, per quel che riguarda le scie propiziate dalle motociclette al seguito della corsa. Stavolta le parole, più di delusione che di accusa, sono quelle di Luke Durbridge, componente di quella BikeExchange-Jayco che ha tirato il gruppo per buona parte della tappa, senza riuscire però a chiudere il divario con i battistrada: “In fuga c’erano corridori forti e hanno fatto un’ottima prestazione – le parole del corridore riportate da SBS – Noi più veloci di così non potevamo andare. È il ciclismo moderno, devi tenere la fuga sempre a un minuto perché ci sono così tante moto sul percorso”.

Durbridge, che si è speso tantissimo in favore di una volata, poi sfumata, del compagno di squadra Kaden Groves, sottolinea: “In gruppo è stato pazzesco, quasi facevamo le volate per provare a riprendere una fuga di cinque corridori.  Loro sono rimasti fuori per quasi 200 chilometri e noi non siamo neanche riusciti ad avvicinarci. Ma ormai è così. Bravi loro, giusto usare le moto quando ci sono. Lo avremmo fatto anche noi”.

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