Tour de France 2021, il CPA chiede un risarcimento simbolico di un euro alla donna che causò la maxi-caduta per sensibilizzare al rispetto dei corridori

Come noto, si aprirà domani il processo contro la donna che, con un cartello, causò la maxi-caduta nella prima tappa del Tour de France 2021. A costituirsi come parte civile nel procedimento, che avrà luogo nel tribunale di Brest, sarà il CPA, il sindacato dei corridori, che sin dall’inizio aveva manifestato la volontà di denunciare l’incauta tifosa per i danni provocati ai diversi partecipanti finiti a terra, alcuni dei quali furono poi costretti al ritiro. Una causa che, come chiarito in un comunicato, il CPA non ha intrapreso con lo scopo di ottenere un risarcimento (il sindacato, infatti, ha richiesto un indennizzo simbolico di un euro) ma per sensibilizzare i tifosi e gli appassionati al “rispetto degli atleti nello svolgimento della loro professione”.

“I danni riportati dai corridori sono fisici, morali ed economici – le parole di Gianni Bugno, presidente del CPA – Un atleta si prepara mesi per un grande giro e non è ammissibile che tutto il suo duro lavoro, quello della sua famiglia, del suo staff e del suo team vada in frantumi in un attimo per la ricerca di popolarità di chi dovrebbe assistere all’evento senza diventarne protagonista. Siamo sicuri che la spettatrice non volesse intenzionalmente fare del male a nessuno ma con la sua leggerezza ha compromesso la salute e la stagione di più di un nostro associato. L’euro di risarcimento che le abbiamo chiesto non ripaga la frattura di entrambe le braccia di Marc Soler né le conseguenze riportate da Tony Martin e gli altri corridori finiti a terra, ma ha un valore simbolico“.

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