Giro delle Fiandre, 32 anni fa la vittoria – col brivido – di Gianni Bugno: “Oggi è una corsa più attraente. Chi vince? Pogačar è il favorito indiscusso”
Nella lista dei corridori italiani capaci di vincere il Giro delle Fiandre 2026 c’è anche il nome di Gianni Bugno. Correva l’anno 1994 e il brianzolo raccoglieva la seconda Monumento della carriera, dopo la Milano-Sanremo 1990, imponendosi sul traguardo di Meerbeke di un soffio sul “padrone di casa” Johan Museeuw. Fu quella una delle vittorie più importanti di Bugno, all’epoca in sella con la maglia – rivista recentemente in gruppo – della Polti. A distanza di 32 anni, il bi-campione del mondo è tornato con la memoria a quel giorno, difficilmente dimenticabile.
“Arrivammo in quattro al traguardo per vincere – ricorda Bugno in un’intervista concessa ad AS – Io, Museeuw, Andrei Tchmil e Franco Ballerini. Riuscii a vincere io la volata, dopo quasi 7 ore di gara. Ricordo che arrivarono cinque belgi nei primi 10, ma era prevedibile visto che era la loro corsa di casa. Il ciclismo di oggi? Lo seguo e mi emoziona ancora. Si è evoluto molto, ma è indubbiamente normale”.
Quindi, chi vince il Giro delle Fiandre 2026? “Tadej Pogačar è il favorito numero uno, ma attenzione a Mathieu van der Poel – la risposta di Bugno – Bisognerà anche vedere come se la caveranno Wout van Aert e Remco Evenepoel. Lui potrebbe essere la sorpresa, perché credo che la tipologia unica di questa gara gli si addica perfettamente. Però, Pogačar è il favorito indiscusso. Sulla carta non ha rivali, è un corridore fantastico”.
Sullo sloveno, Bugno aggiunge: “Non voglio fare paragoni fra epoche diverse. Restando a oggi, Pogačar è il migliore, ma ha anche la squadra più forte. La UAE Emirates XRG non ha rivali, è molto difficile competere con loro e i rivali dello sloveno non hanno una potenza simile alle spalle. Possono influenzare l’andamento di qualsiasi gara”.
Un confronto fra la Ronde di allora e quella di oggi? “Adesso è molto più attraente, dato che si svolge in parte su un circuito – il pensiero del brianzolo – Prima era un po’ monotona, in un certo senso. Si sa che il pubblico vuole vedere i corridori più volte e ora può farlo. Poi, la corsa è dura, con un percorso molto tecnico. C’è una grande connessione con il pubblico, che la rende un po’ diversa dalle altre gare. Ogni corsa ha la sua magìa, ma il Fiandre è sicuramente speciale”.
Bugno si esprime anche su un tema molto dibattuto negli ultimi giorni, quello dell’influenza che i veicoli a motore possono avere sulle corse. “Io penso che ci siano dei regolamenti che stabiliscono in maniera chiara quali sono le distanze da mantenere, per le moto e per gli altri mezzi. Ci sarebbe anche il ‘Var’, che potrebbe annullare o meno una vittoria. Se penso alla Milano-Sanremo di qualche settimana fa, da regolamento si sarebbe dovuto mettere in atto un blocco delle ammiraglie (il cosidetto ‘barrage’ – ndr), ma non è stato fatto. Non c’è molto altro da aggiungere“.
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