Tour de France 2026, il CPA chiede alcuni cambiamenti per la prossima stagione: “Gli orari di partenza vanno rivisti”

La decisione di accorciare la nona tappa del Tour de France 2026 è stata accolta con moderato entusiasmo da CPA, il sindacato dei corridori. Nella giornata di ieri ASO ha comunicato che la frazione odierna, con partenza da Malemort e arrivo a Ussel, sarebbe stata tagliata di 30 km, riducendo il chilometraggio complessivo da 185 a 155 km. Il motivo è la grande ondata di calore che sta interessando la Francia, come buona parte dell’Europa, in queste settimana, con evidenti conseguenze anche sui corridori e sulle loro prestazioni. La decisione sulla tappa odierna è stata presa in virtù dell’allerta meteo nel dipartimento di Corrèze, dove le temperature e l’umidità della giornata erano troppo elevate. Il tema dell’attivazione del protocollo per l’allerta meteo, però, tiene banco e continuerà a farlo nei prossimi mesi.

Proprio durante la nona tappa del Tour de France 2026, il CPA ha pubblicato un comunicato ufficiale in cui commenta la notizia: “Il Cpa ritiene che la decisione di accorciare la tappa sia comprensibile e responsabile – si legge nel messaggio condiviso sui canali ufficiali – considerate le condizioni meteorologiche. Tuttavia questa situazione evidenzia ancora una volta la necessità di applicare pienamente il protocollo per le condizioni meteorologiche estreme“.

Nel testo, il CPA apprezza le scelte adottate da Aso, come l’aumento delle possibilità di rifornimento in corsa e l’estensione del tempo massimo della tappa, proprio in virtù del grande caldo, con un aumento di un ulteriore 2% rispetto a quanto previsto dal regolamento. Per le frazioni di media montagna come quella di oggi, infatti, normalmente il tempo massimo varia dal 14 al 18% (a seconda della velocità media del vincitore): con questa deroga di Aso, può toccare fino il 20% del tempo del vincitore di giornata.

Accettate le decisioni odierne, il CPA ha però voluto sottolineare come sia importante decidere in maniera congiunta il rispetto delle regole contro le condizioni climatiche estreme e ha chiesto di organizzare un incontro per modificare il regolamento già questo inverno: “A seguito delle discussioni, è stato concordato che, d’ora in poi, tutte le parti coinvolte si riuniranno sistematicamente per prendere decisioni riguardanti la corsa ogni volta che condizioni meteorologiche così difficili mettano a rischio la salute dei corridori”.

Una richiesta in particolare potrebbe dare dei grattacapi non indifferenti agli organizzatori delle corse, e del Tour de France in particolare, considerando la portata economica dei diritti televisivi: “Alla luce della crescente frequenza delle ondate di calore estremo, la Cpa ribadisce che gli orari di partenza delle gare estive devono essere rivisti per tutelare la salute degli atleti. I corridori restano pienamente impegnati a offrire il miglior spettacolo possibile, ma questo deve andare di pari passo con un adattamento alle nuove realtà climatiche che il ciclismo si trova oggi ad affrontare. Il Cpa chiede con urgenza che, nel corso del prossimo inverno, si avviino discussioni con tutte le parti interessate, così da individuare una soluzione prima dell’inizio della stagione 2027”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio