Tour de France 2026, Pantani avrebbe potuto battere Tadej Pogačar sull’Alpe d’Huez? Una simulazione dice di sì

Che cosa sarebbe successo se Marco Pantani avesse scalato l’Alpe d’Huez con lo stesso equipaggiamento di Tadej Pogačar? Lo sloveno ha fatto segnare il miglior tempo di sempre sull’Alpe d’Huez: 13,8 km di scalata in 35:27, un tempo che migliora di 83 secondi quello stabilito da Pantani nel 1995. Sono passati 31 anni prima che qualcuno riuscisse a battere il tempo del Pirata, 31 anni durante i quali i progressi in termini di pneumatici, trasmissioni, aerodinamica e progettazione della bicicletta hanno fatto passi da gigante. E ora, chi non ha mai immaginato di assistere a una corsa in cui i più grandi di sempre possano sfidarsi? Chi vincerebbe? Non è possibile rispondere con certezza, ma Velora ha costruito un modello capace di simulare cosa potrebbe accadere se i corridori di diverse apoche gareggiassero con l’equipaggiamento disponibile ai giorni nostri.

Il modello utilizzato si basa su stime legate a parametri come la massa della bicicletta e dell’equipaggiamento, la resistenza degli pneumatici sull’asfalto, le modifiche aerodinamiche e l’efficienza della trasmissione, elementi che secondo la simulazione produrrebbero un guadagno complessivo stimato di 97 secondi. Pur mantenendo un margine di incertezza legato al peso della bici, il modello sviluppato da Velora stima un miglioramento del tempo di Pantani fatto segnare nel 1995 da 36:50 a 35:13, ovvero 14 secondi più veloce del 35:27 di Pogačar.

Ma non sarebbe l’unica prestazione del Pirata a beneficiare della correzione; infatti anche la scalata del 1997, chiusa in 36:55, passerebbe in proiezione a 35:17. L’unico tempo di Pantani che, nella simulazione, rimarrebbe alle spalle dello sloveno sarebbe quello del 1994, corretto da 37:15 a 35:37. Non è stato considerato soltanto Pantani, il modello è stato applicato anche alla prestazione di Jan Ullrich del 1997, che dopo la correzione si piazzerebbe al terzo posto con 36:03, ma anche a quelle di Alex Zülle, Miguel Induráin e Bjarne Riis, rispettivamente con 36:31, 36:32 e 36:33. Il tempo di Lance Armstrong del 2004, invece, verrebbe corretto fino a 36:35.

La stima resta comunque modificabile sulla base del peso reale delle biciclette utilizzate dai corridori del passato, un dato oggi difficilmente attribuibile con precisione, mentre altri parametri, diversi da questi, non sono stati considerati nella simulazione. Resta comunque un’indicazione di ciò che nella mente di molti appassionati si è spesso immaginato: una sfida spalla a spalla tra campioni capaci di segnare epoche diverse.

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