Tour de France 2026, numero di Mathieu Van Der Poel in fuga! 3° Tom Pidcock, 5° Filippo Ganna, Tadej Pogačar conserva la maglia gialla

Splendido successo di Mathieu Van Der Poel nella nona tappa del Tour de France 2026. Il corridore della Alpecin – Premier Tech ha colto il successo sull’arrivo di Ussel regolando i quattro superstiti della fuga di giornata, in grado di resistere al tentativo di ritorno di un gruppo a lungo condotto da UAE Team Emirates – XRG e Netcompany INEOS. Il neerlandese ha vinto per la terza volta in carriera alla Grande Boucle con uno sprint di testa, tenendosi alle spalle Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e Tom Pidcock (Pinarello Q36,5 Pro Cycling), che insieme ad Alex Baudin (EF Education – EasyPost) lo hanno accompagnato nell’azione decisiva. Si deve accontentare della quinta piazza un ottimo Filippo Ganna (Netcompany INEOS), che ha regolato il plotone arrivato a soli 6 secondi dal quartetto. Sesto Mads Pedersen (Lidl-Trek), appena davanti a Michael Matthews (Team Jayco – AlUla).

Nessun problema per Tadej Pogačar (UAE Team Emirates – XRG), che mantiene la maglia gialla dopo essere arrivato al traguardo in undicesima posizione. Il campione del mondo conclude quindi la prima settimana del Tour de France 2026 con un vantaggio di 2’42” su Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) e 3’27” sul compagno di squadra Isaac Del Toro, in una giornata che non ha visto scossoni in classifica generale.

Il video dell’arrivo

Il racconto della tappa

La giornata parte con una strana riluttanza ad attaccare sin dal chilometro zero. La spiegazione arriva poi rapidamente, con la Lidl – Trek che si mette compatta a chiudere su ogni azione, con l’obiettivo di permettere a Mads Pedersen di fare punti al traguardo volante, posto pochi chilometri dopo l’arrivo a seguito della variazione della tappa dovuta all’allerta meteo. Da un gruppo già fortemente selezionato visto il ritmo sfrenato su un terreno non proprio pianeggiante, si comincia a quel punto subito a partire. Primi a lanciare le offensive subito dopo la volata sono Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech) e Tom Pidcock (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), ma le prime azioni, alle quali rispondono quasi per slancio anche Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) e Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG) non hanno fortuna.

In una fase che vive di rilanci, si fanno vedere anche Richard Carapaz (EF Education – EasyPost) e Kévin Vauquelin (Netcompany Ineos), nonché Filippo Ganna (Netcompany Ineos), che prova un forcing prolungato che manda in crisi molti corridori, spezzando definitivamente il gruppo, ormai ridotto a una cinquantina di unità. Dopo gli infruttuosi tentativi di Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), George Bennett (NSN Cycling Team) e Michał Kwiatkowski (Netcompany INEOS), Felix Engelhardt (Team Jayco AlUla), Anders Halland Johannessen (Uno-X Mobility), Nelson Oliveira (Movistar Team), Alex Kirsch (Cofidis) e Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team) prendono qualche metro di vantaggio, ma gli scatti continui alle loro spalle vanificano l’azione.

L’ex iridato tuttavia non si arrende e riparte subito, scortato dal compagno Marco Haller. I due guadagnano una manciata di secondi prima di essere raggiunti da Dorian Godon (Netcompany INEOS), Xabier Azparren (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team) e Michel Heßmann (Movistar Team), con i quali iniziano la Côte de Naves, primo GPM di giornata, dove vengono rapidamente ripresi. Nel corso dell’ascesa nessuno riesce a fare la differenza e in cima si fanno vedere Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step) e Matteo Jorgenson (Visma|Lease a Bike), con l’americano che prova a partire subito dopo, seguito da Vauquelin, ma nuovamente l’azione dura poco.

Ganna, Van der Poel, Pidcock e altri cercano ancora di allungare, ma per il momento non si riesce a fare la differenza. Dopo 50 chilometri di gara il gruppo è ancora compatto, con la UAE Team Emirates XRG che non fa granché al momento per controllare, lasciando che gli attaccanti se la vedano fra loro. Una serie di scatti in un tratto di salita costante porta alla formazione di un gruppo di 15 uomini al comando, composto da Derek Gee-West (Lidl-Trek), Quinn Simmons (Lidl-Trek), Alex Baudin (EF Education-EasyPost), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), Pablo Castrillo (Movistar Team), Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarché), Ion Izagirre (Cofidis), Ewen Costiou (Groupama-FDJ United), Marc Hirschi (Tudor Pro Cycling Team), Jordan Jegat (TotalEnergies), Lars Craps (Lotto-Intermarché), Clément Braz Afonso (Groupama-FDJ United), Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) e Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), ma dietro di loro continuano gli scatti.

I primi riescono comunque a guadagnare una ventina di secondi, che il solo Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) riesce a chiudere con una azione di forza che lo vede togliersi di ruota Michael Matthews (Team Jayco-AlUla) e Mads Pedersen (Lidl-Trek), che di esperienza capiscono che potrebbe essere il momento chiave della corsa. Affaticati dopo aver dovuto lottare per restare in gruppo sulla salita precedente, i due tuttavia non ne hanno per seguire il britannico, che a poco meno di 90 chilometri dalla conclusione rientra sui primi.

Il suo arrivo sembra portare scompiglio e subito Simmons e Johannessen partono da soli, guadagnando rapidamente venti secondi sui primi inseguitori, mentre il gruppo insegue ancora a 50 secondi, condotto da una UAE Team Emirates XRG sorniona. Ai piedi del Suc au May il gap sale a 40 secondi per gli ex attaccanti e 1’15” per il gruppo, ma tra gli inseguitori è Pidcock a partire all’arrembaggio, seguito da Gee-West e Van Eetvelt. Il gap scende così subito a venti secondi, Mathieu van der Poel che a sua volta non tarda a partire, con Baudin e Castrillo a ruota. L’azione dell’ex iridato permette rapidamente di rientrare su Pidcock e gli altri, con il sestetto che non tarda così a riportarsi in testa alla corsa, mentre dietro gli altri si sfaldano e progressivamente vengono ripresi da un gruppo, più che controllato da Tim Wellens (UAE Team Emirates XRG).

Il ritmo del fido gregario di Tadej Pogacar è infatti decisamente elevato, tanto che davanti non guadagnano più, e continua una selezione da dietro che manda in difficoltà Matthews e Pedersen, abili comunque a tenere botta nei tratti più impegnativi, per poi ricucire appena la strada lo consente, gestendo bene le energie. Non trovando subito l’intesa davanti si cercano nuovi scatti, con Van der Poel che prova l’allungo seguito da Simmons, ma Pidcock fa buona guardia e chiude subito una azione che sarebbe potuta essere molto pericolosa, anche se al traguardo restano ancora più di 70 chilometri.

Nelle fasi che precedono il terzo GPM di giornata il gruppo riesce ad avvicinarsi ulteriormente, portandosi ad appena 50 secondi dai battistrada, che comunque riescono a conservare invariato il vantaggio in cima alla Côte de la Croix du Pey, dopo la quale uno stremato Wellens sembra allentare la presa. Non arrivando suoi compagni in testa, a dargli manforte arriva la Netcompany Ineos, prima con Foss, reduce dalla fuga, poi con Vauquelin, che più volte l’ha tentata. La manovra è duplice, impedire ai battistrada di guadagnare troppo rispetto a Egan Bernal, che in classifica virtuale è superato da Pidcok e Johannessen, ma anche provare a giocarsi la tappa con Filippo Ganna, ancora ben presente in gruppo.

Il lavoro degli inseguitori sembra dare i suoi frutti e il distacco scende a 35 secondi a 25 chilometri dalla conclusione, ma sull’ultimo GPM di giornata, il Mont Bessou, Mathieu van der Poel si gioca il tutto per tutto. L’accelerazione del neerlandese lo porta a restare momentaneamente da solo, raggiunto poi dai soli Johannessen, Pidcock e Baudin, ma soprattutto vede il vantaggio tornare a 50 secondi al momento di tuffarsi in discesa. Qui arriva un brivido per Pidcock, con il cambio che si blocca prima di essere sistemato con una pedata ben assestata.

Persi i suoi uomini al comando, la Lidl-Trek decide di fermare Simmons e Gee-West per metterli in testa al gruppo a tirare affiancandoli a Foss e Vauquelin. A 15 chilometri dalla conclusione il gap è tuttavia ancora di 45 secondi e questa sorta di tiro alla fune resta bilanciato sino a 6 chilometri dalla conclusione, quando chiaramente davanti cominciano a faticare, mentre dietro arrivano a tirare anche Carlos Verona (Lidl-Trek) e Ion Izagirre (Cofidis).

Il gap comincia così a scendere, ma non abbastanza per impensierire gli uomini di testa, che arrivano all’ultimo chilometro ascendente con ancora 25 secondi di margine. Dopo Johannessen e Baudin, in quest’ordine, smette di tirare anche Pidcock, che si prende la ruota di Van der Poel, costretto dunque a dettare il ritmo in salita e poi prendere la volata di testa. Il fenomeno neerlandese non si sottrae all’impresa e prosegue regolare sino ai 200 metri, quando parte con il suo sprint e si prende la sua prima vittoria in questo Tour de France 2026 davanti a Johannessen e Pidcock.

Il gruppo conclude vicinissimo, ad appena sei secondi, con Filippo Ganna che giustifica il lavoro dei suoi compagni regolando la volata del gruppo davanti a Mads Pedersen e Michael Matthews, mentre Tadej Pogacar, in pieno controllo, conclude undicesimo senza aver realmente partecipato in modo attivo a questa giornata, vissuta alla finestra.

Risultato e Classifiche Tappa 9 Tour de France 2026

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