© Mario Stiehl

Pagelle Gand-Wevelgem 2019: Kristoff da applausi, Gaviria prezioso, Viviani beffato, ma la Deceuninck è una armata

Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), 10: Corsa perfetta del norvegese, che conosce le proprie caratteristiche, nelle qualità quanto nei limiti, e corre di conseguenza. L’azione solitaria prima dell’ultimo passaggio su Banenberg e Kemmelberg è la perfetta sintesi di intelligenza che gli permette di decidere da sé quanto spendere e quando farlo, gestendosi per risparmiare quelle energie che gli permettono di superare le salite con i primi e battere tutti con una poderosa volata.

John Degenkolb (Trek-Segafredo), 9: Bella prova anche da parte del tedesco che non si nasconde andando all’attacco sin dalle prime fasi di corsa nella interessantissima fuga che segna la prima metà di gara. Con un compagno davanti, l’ottimo Edward Theuns (8), ha la possibilità di rifiatare e tenere al suo fianco altri validi elementi che lo scortano e al suo posto provano allunghi, prima Mads Pedersen (7,5) poi Jasper Stuyven (7,5) che nuovamente gli permettono di stare al coperto. Fa tutto bene, purtroppo trova sulla sua strada un super Kristoff…

Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), 8,5: Meno appariscente di altre volte, più controllato e compassato, non manca comunque di provarci nei momenti caldi, facendosi trovare pronto, ma senza spendere troppo. Nella volata segue gli uomini giusti, ma è dura chiedergli di più vista la qualità di chi lo supera.

Philippe Gilbert (Deceuninck-QuickStep), 8,5: L’ex iridato corre in completo appoggio a Viviani sacrificandosi generosamente per una missione purtroppo fallita, ma di certo non per colpa sua. Perfetto nella gestione del finale, è sostanzialmente l’ultimo uomo di una tattica in cui si mettono in bella evidenza anche i vari Tim Declerq (7,5), Yves Lampaert (7) e un più aggressivo Zdenek Stybar (7,5).

Mathieu van der Poel (Corendon-Circus), 8: Il fenomeno del ciclocross è decisamente pronto a grandi cose anche su strada. Presente nella maxi fuga del mattino, è tra gli animatori più convinti di questo tentativo e anche nelle fasi successive è tra i più infuocati nel provarci. Malgrado le energie spese, ne ha ancora per una bella volata che gli consegna un interessante quarto posto, primo risultato di prestigio per lui nel WorldTour.

Danny van Poppel (Jumbo-Visma), 8: Aveva l’arduo compito di non far rimpiangere Groenewegen e tutto sommato ci riesce perché un quinto posto non è così scontato che sarebbe arrivato con il velocista di riferimento del team vista la durezza della corsa odierna.

Adrien Petit (Direct Energie), 7,5: Spesso a dire che Niki Terpstra (6,5 di incoraggiamento per essere stato presente nell’azione iniziale e per averci provato nel finale) non ha una squadra valida al suo fianco, ma oggi il francese ha dato una bella dimostrazione. Coriaceo, pronto a lavorare per la squadra, in volata si fa rispettare con un bel sesto posto finale.

Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), 7,5: Si può contestare che quell’azione a quattro era votata al suicidio, che sarebbe dovuto essere un attacco di comprimari, ma d’altro canto quando sei lì davanti è giusto non tirarsi indietro. Certo, quando poi nello sprint chiudi settimo malgrado tutto ti puoi chiedere se hai usato bene le tue energie. Ma d’altro canto puoi anche rassicurarti sul fatto che tra i migliori ancora una volta ci sei eccome. In squadra anche ottimo Jack Bauer (7,5), autore del bel tentativo finale dopo aver provato a spezzare i cambi per tutto il giorno in favore del capitano.

Rudiger Selig (Bora-hansgrohe), 7,5: Anche lui generoso, pronto al sacrificio, ma comunque capace di ottenere un bel piazzamento in volata. Anche in questo caso, una buona dimostrazione che il proprio capitano non è poi così solo (come dimostrato con una nutrita presenza nella maxifuga).

Luke Rowe (Team Sky), 7,5: Giornata praticamente sempre davanti per il gallese, che dimostra come in questo momento è lui l’uomo di riferimento per il team britannico al Nord. La corsa non gli è particolarmente favorevole, la usa quindi per fare fatica a modo suo. Può essere un uomo davvero pericoloso per le prossime due Monumento.

Wout van Aert (Jumbo-Visma), 7,5: Quando arrivano le difficoltà appare come il più forte, con delle progressioni impressionanti, che mandano tutti in difficoltà. Si prende anche il lusso di togliersi di ruota Van Der Poel, cosa che ultimamente gli è riuscita davvero poche volte, e uno scatenato Stybar, unici a provare davvero a tenergli testa. Purtroppo per lui, non c’erano né abbastanza pavé né abbastanza muri.

Matej Mohoric (Bahrain-Merida), 7: Vista la sua giovane età e l’inesperienza su questi tracciati la sua cieca intraprendenza è da lodare, ma visto il nono posto ottenuto in una volata in cui sulla carta c’erano corridori molto più veloci di lui, chissà cosa avrebbe potuto fare con una gestione più oculata degli sforzi.

Fernando Gaviria (UAE Team Emirates), 7: Questa volta la strana coppia ha più che funzionato. Il colombiano corre bene, facendosi trovare pronto quando si forma l’interessante tentativo orchestrato dalla Jumbo-Visma, resistendo poi in gruppo nei momenti più complicati. Quasi sempre in ultima ruota, prova come può a conservare energie, ma nel finale non ne ha abbastanza e lo confessa generosamente al suo compagno, al quale affida il compito di fare risultato. Fa così da esca per il rivale più pericoloso, che finisce nella rete.

Peter Sagan (Bora-hansgrohe), 6,5: Lo slovacco corre con coraggio, mettendo il cuore là dove le gambe stavolta sembravano non esserci. Alla fine chiude anche staccato dal gruppetto dei migliori, stremato, dopo aver anche lavorato come ha potuto per il suo compagno. Anche sul pavé oggi non è stato così dirompente come altre volte, soffrendo le accelerazioni più decise dei suoi compagni di avventura. Segnali forse non troppo incoraggianti, ma non per questo conclusivi. Intanto, ci siamo goduti il coraggio, anche quando sapeva di essere sostanzialmente battuto.

Greg Van Avermaet (CCC Team), 6: Fa quel che può in una corsa troppo facile per le sue caratteristiche. L’unica sua mancanza è l’assenza in quel tentativo iniziale, per il resto corre bene, pronto quando serve.

Tiesj Benoot (Lotto Soudal), 5,5: Non è il percorso più adatto a lui, ma si vede decisamente troppo poco, trovandosi sempre ad inseguire nei momenti caldi, in cui invece poteva essere uno degli animatori. Meglio di lui il compagno Jens Keukeleire (6), più spesso nelle posizioni di testa.

Elia Viviani (Deceuninck-QuickStep), 5,5: Beffato dagli UAE che scelgono Kristoff al posto di Gaviria, rimane chiuso in una volata che i suoi compagni si erano prodigati per garantirgli. Una sconfitta pesante della quale è forse non completamente colpevole, ma che forse per questo brucia ancora di più.

Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), 5: Il suo merito più grande è quello di essere arrivato malgrado tutto al traguardo, seppur con 8’45” di ritardo. Ma anche oggi sembra una ennesima dimostrazione che qualcosa non funziona come dovrebbe in quello che era l’enfant prodige del ciclismo.

Arnaud Démare (Groupama-FDJ), 5: Terzo lo scorso anno, questa domenica continua la sua difficile primavera con una prova anonima, lontano dai primi. Anche per lui, da lodare la voglia di arrivare in fondo, onorando la corsa sino alla fine malgrado tutto.

Gianni Moscon (Team Sky), sv: Aveva bisogno di fare fatica, accumualre chilometri di gara e lo fa come può, soffrendo ma tenendo duro sino all’arrivo. Le Classiche sono ormai iniziate e sembra difficile possa essere al suo miglior livello dopo l’infortunio all’UAE Tour.

Sonny Colbrelli (Bahrain-Merida), sv: La rottura della ruota anteriore lo taglia fuori in un momento cruciale, perdendo troppo tempo per poter ormai dire la sua in una volata in cui poteva invece essere protagonista dopo aver resistito nel primo gruppo sino a quel momento.

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