Parigi-Nizza 2026, Jonas Vingegaard si impone al termine di una tappa folle e vola in Maglia Gialla!

Colpo doppio di Jonas Vingegaard nella quarta frazione della Parigi-Nizza 2026. Al termine di una giornata folle e resa estremamente selettiva a causa del vento, della pioggia e delle cadute, una delle quali ha portato al ritiro del leader Juan Ayuso (Lidl-Trek), il danese della Visma | Lease a Bike si è imposto sul traguardo in salita di Uchon staccando Daniel Felipe Martinez (Red Bull-Bora-hansgrohe) nell’ultimo durissimo chilometro dell’ascesa, con il colombiano che, dopo essere stato assistito perfettamente dai compagni di squadra lungo tutta la tappa, è andato un po’ in crisi nel finale e ha pagato un ritardo di 41″.

Grande prova, in ogni caso, della Red Bull-Bora-hansgrohe, che ha piazzato anche i gemelli Tim e Mick Van Dijke al terzo e quarto posto, mentre a eccezione di Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), che ha chiuso quinto a 2’54”, tutti gli altri hanno pagato un ritardo superiore ai tre minuti, giungendo all’arrivo alla spicciolata. Totalmente rivoluzionata la classifica generale, che vede quindi Vingegaard andare a vestire la Maglia Gialla e mettere una seria ipoteca sul successo finale della corsa francese. Il più vicino al 29enne è Martinez, che ha un distacco di 52″, seguito da Steinhauser a 3’20” e da Kévin Vauquelin (Ineos Grenadiers) a 3’39”. Sopra i cinque minuti i corridori dalla quinta posizione in giù.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

La tappa parte fortissimo, al di là di ogni aspettativa. A causa del vento il gruppo si spezza in quattro tronconi appena dopo il via e dietro rimangono alcuni uomini importanti, partendo da Kévin Vauquelin (Ineos Grenadiers), che si trova nel terzo troncone, mentre ancor più dietro è il compagno di squadra Carlos Rodriguez. Inizialmente il distacco è di pochi secondi, ma dietro non si organizzano mentre davanti subito le squadre degli altri uomini di classifica, tutti ben presenti, capiscono che l’occasione è ghiotta. Peraltro, la formazione britannica ha davanti Oscar Onley, con alcuni dei suoi passisti migliori, che decide di non sacrificare alla causa del francese.

La battaglia tra i big mantiene il ritmo forsennato, tanto che la prima ora di gara si chiude a una media di 51,9 km/h, con un gruppo di 40 unità al comando. Tra loro ci sono big come Juan Ayuso (Lidl-Trek), Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), Daniel Felipe Martínez (con quasi tutta la Red Bull-Bora-hansgrohe), Brandon McNulty (UAE Team Emirates XRG), David Gaudu (Groupama-FDJ United) e Iván Romeo (Movistar Team). Alle loro spalle il gruppo di Vauquelin, composto da circa 60 unità, insegue a 1’25”, mentre ancora più dietro è quello di Rodriguez, dove nessun inseguimento sembra potersi davvero organizzare. Il testa a testa prosegue anche nel corso della seconda ora, ancora ad altissima tensione visto che la media rimane superiore ai 50 km/h.

Il copione rischia di cambiare con una caduta che coinvolge Onley, oltre a Daan Hoole (Lidl-Trek) costretto al ritiro, ma lo scozzese riesce a rientrare velocemente, grazie anche a Joshua Tarling e a Samuel Watson, che da soli rimontano il ritmo imposto da UAE Team Emirates XRG e Red Bull-Bora-hansgrohe. Si crea a quel punto un leggero rallentamento, che vede Vauquelin e gli altri avvicinarsi a 45 secondi, ma poi il gruppo di testa ritrova energie e allontana nuovamente gli inseguitori, che ai piedi del primo GPM si trovano con un gap di 1’20”. Tuttavia, nel corso della salita, il secondo gruppo, grazie anche agli uomini di Ineos Grenadiers e Visma | Lease a Bike, si riavvicina ai primi, malgrado un tentativo di rilancio da parte della Red Bull-Bora-hansgrohe. Allo scollinamento il gap è così di 45 secondi.

Poco dopo, Onley è vittima di un problema meccanico che lo costringe a cambiare bici e a inseguire nuovamente, questa volta aiutato dal solo Tarling, con 20″ da recuperare sui primi. Lo scozzese, tuttavia, non riuscirà più a rientrare anche perché la già caotica situazione si complica ulteriormente con una caduta ai -47 dalla conclusione che fa esplodere il gruppo di testa. A terra, tra gli altri, finiscono la Maglia Gialla Ayuso, costretto al ritiro, McNulty e Romeo, mentre davanti restano solamente sette corridori: si tratta di Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike), Nico Denz, Daniel Felipe Martínez, Tim van Dijke, Mick van Dijke, Callum Thornley (Red Bull -Bora-hansgrohe) e Mathias Vacek (Lidl-Trek), con gli ultimi due che perdono però contatto quasi subito.

Tra i cinque superstiti, Denz e i due gemelli Van Dijke iniziano a spingere a tutta e vedono aumentare progressivamente il gap nei confronti di tutti gli altri. Un primo gruppetto inseguitore viene ripreso da Onley, Tarling e anche Watson, ma paga già 45″ di ritardo dai primi, mentre il gruppo Vauquelin, a sua volta selezionatosi moltissimo, scivola rapidamente a 2′. Il distacco continua a crescere anche dopo il traguardo volante di Autun, dove Vingegaard transita per primo davanti a Martinez prendendo 6″ di abbuono, e lungo l’ascesa della Côte de la Croix de la Libération, dove Denz si sfila dopo aver fatto un gran lavoro e dove soprattutto il drappello Onley, dal quale allunga in solitaria Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), perde molto dato che lo scozzese non appare particolarmente brillante.

Nei chilometri seguenti, infatti, Onley (con anche Gaudu) viene ripreso da Vauquelin, Marc Soler (UAE Team Emirates XRG) e Lenny Martinez (Bahrain Victorious), che avevano staccato tutti gli altri in salita, ma il loro ritardo ai -15 dalla conclusione è ormai di 2’45”. In mezzo tra questo gruppetto e i quattro di testa resta Steinhauser, che tuttavia perde a sua volta terreno e inizia la salita finale di Uchon con 2′ di ritardo da Vingegaard, Daniel Felipe Martinez e i due Van Dijke. Il primo dei due gemelli a esaurire il proprio lavoro e a staccarsi lungo l’ascesa è Mick, mentre gli altri tre proseguono regolari fino praticamente all’ultimo chilometro, dove inizia il tratto più duro dell’erta conclusiva.

Qui è Vingegaard a scattare e a fare subito il vuoto, dato che Martinez, poco brillante, non accenna neppure a reagire e prosegue del suo passo, scortato da Tim Van Dijke. Il danese si invola così verso il primo successo stagionale e la conquista della maglia di leader della corsa, giungendo al traguardo con ben 41″ di margine sul colombiano, che a sua volta anticipa di poco il compagno di squadra. Parecchio più dietro, oltre i tre minuti, Vauquelin riesce a staccare tutti gli altri (compreso un Onley decisamente in crisi), ma non a riprendere Mick Van Dijke e Steinhauser, chiudendo dunque sesto davanti a Lenny Martinez e Gaudu.

Risultati e Classifiche Tappa 4 Parigi-Nizza 2026

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