Giro d’Italia 2018, G. Bennett insoddisfatto del suo ottavo posto: “Nell’ultima settimana non ne avevo quanto pensavo”

Non basta un risultato da record per George Bennett al Giro d’Italia 2018. Il corridore neozelandese entra nella storia del suo paese e della Corsa Rosa essendo il primo kiwi a conquistare un piazzamento nei primi dieci in classifica generale, eppure non riesce a essere soddisfatto. Il ventottenne corridore della Lotto-NL Jumbo si aspettava di più da se stesso, soprattutto dopo aver iniziato alla pari con i migliori nel primo arrivo in salita. Splendido protagonista del Tour of the Alps, in cui ha sfiorato la vittoria in più di una frazione, alla vigilia della Corsa Rosa confidava in un piazzamento in top 5, per confermare una crescita dal decimo posto alla Vuelta a España ottenuto nel 2016.

Intervistato da Stuff.co.nz non nasconde l’insoddisfazione per l’ottavo posto raggiunto, a oltre di 13 minuti da Chris Froome (Sky). “Sono venuto al Giro per ottenere molto di più – esordisce rammaricato –  Ma è il massimo che ho potuto. Meglio ottavo che undicesimo, ma mi aspettavo di più. Alla vigilia non avrei messo la firma per ottenere questo piazzamento, ma le cose sono poi andate così… Forse ho sbagliato preparazione e sono arrivato in forma troppo presto“.

Una riflessione probabilmente giusta quella del neozelandese, già molto in condizione già nel corso della corsa euroregionale che ha raccolto l’eredità del Giro del Trentino. Durante la prima metà della Corsa Rosa ha messo in mostra una brillantezza notevole, poi smarrita. Mentre lungo le prime salite è stato spesso uno dei big di classifica più attivi, facendosi notare con ripetuti scatti, in particolare lungo la scalata dell’Etna, dallo Zoncolan in poi la sua è stata una corsa di difesa, lontana dai riflettori. “Nell’ultima settimana non ne avevo quanto pensavo – ammette – Non sono mai entrato in crisi, esplodendo completamente, ma non ho più sentito la freschezza necessaria”.

Un George Bennett molto ambizioso e mai banale ai microfoni, protagonista del famoso e inopportuno paragone tra Froome e Landis il giorno dopo la storica azione del Keniano Bianco lungo gli 80 km tra il Colle delle Finestre e Bardonecchia che lo hanno visto trionfare in solitaria. Di sicuro, questo ottavo posto sarà per lui un punto di partenza e non di arrivo: “Questo è il primo Grande Giro che ho iniziato con ambizioni di classifica, dovevo imparare. Penso di aver imparato molto“, ha chiosato.

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