© Giro d'Italia U23

I Volti Nuovi del Gruppo, Fabio Mazzucco: “Voglio migliorarmi in tutto, sogno di andare al Giro”

Fabio Mazzucco è uno dei più giovani neoprofessionisti del gruppo. Il classe ’99 ha firmato un contratto biennale con la Bardiani-CSF-Faizané, la prima formazione Continental Professional a credere nelle sue qualità. Dopo due anni in una Continental, in casa Trevigiani, conditi da diversi buoni risultati, il padovano ha già debuttato con i professionisti, prendendo parte a due prove del Challenge Mallorca 2020. Un primo passo verso la sua nuova carriera, in cui ha già dimostrato di avere grandi qualità: tra tutte, la prestazione che gli ha permesso di vincere una tappa al Giro d’Italia Under 23 2019, coronando una lunga fuga solitaria. La redazione di SpazioCiclismo lo ha intervistato in esclusiva per la consueta rubrica I Volti Nuovi del Gruppo.

Descriviti ai nostri lettori: che tipo di corridore sei?

Sono un passista che si difende abbastanza in salita, quando non è troppo lunga.

Come ti sei avvicinato al ciclismo?

Quando ero piccolino, mio papà guardava il Giro d’Italia e il Tour in tv. Allora mi è venuta voglia di correre, ho iniziato in G1.

Com’è stato il primo impatto con il mondo del professionismo?

Il mio primo impatto è stato nel 2018, quando correvo in una squadra Continental. C’è un altro modo di correre, molto più organizzato. Si vede che c’è tanta differenza rispetto ai dilettanti, riescono a usare rapporti più lunghi per più tempo. Ma penso sia questione di abitudine.

A livello di organizzazione di squadra è cambiato qualcosa?

Qui è tutto molto più in grande. Più staff, più materiale, più organizzazione.

Hai già debuttato al Challenge Mallorca, ora andrai in Malesia per il Tour of Langkawi. Che sensazioni ti hanno dato queste prime corse con la nuova squadra?

Con la squadra mi sono trovato subito bene, ci trattano alla grande e non ci fanno mancare nulla. In gara mi devo adattare al ritmo, però penso sia una cosa abbastanza positiva sapere che bisogna solo correre nella categoria e fare esperienza. Ora farò otto giorni in Malesia, è una buona occasione per correre al caldo, fare una buona gamba e prepararsi per i prossimi appuntamenti.

Sai già quale sarà il tuo programma corse?

Dopo la Malesia andrò al Tour of Antaly in Turchia. Poi non so altro, abbiamo stabilito fino a fine febbraio.

Quali obiettivi ti poni per questa stagione?

Voglio migliorarmi in tutto e fare tanta esperienza, più che altro prendermi nella categoria. Non mi pongo come obiettivo fare chissà quale risultato, ma soprattutto conoscere l’ambiente.

Arrivando da una squadra Continental hai già avuto modo di confrontarti con avversari di altissimo livello. Quanto è importante per un giovane italiano avere questa possibilità prima di passare nel professionismo?

Secondo me è fondamentale. Si vede già come sarà il futuro. Ovviamente non puoi essere pronto a fare risultato in una Continental, ma ti permette di capire cos’è il ciclismo e se può fare per te.

Ti senti più corridore da classica mossa o da pavé?

Finora sul pavé ho fatto una sola gara, mentre so che i percorsi mossi sono più adatti a me. Le giornate in cui si può andare in fuga o c’è da tirare sono adatte a me. O almeno lo erano tra i dilettanti, qui tra i professionisti non lo so.

Uno dei tuoi successi più importanti finora, quello al Giro d’Italia Under 23, è avvenuto proprio in fuga. Ora sei approdato in una formazione fortemente votata all’attacco. Ti vedremo spesso in avanscoperta? O sarai più al servizio dei capitani?

Se c’è da aiutare i capitani lo farò, sicuramente. Se ci diranno di andare in fuga lo farò. Ascolterò la squadra, senza troppe pressioni.

Finora qual è stato il momento migliore e quale il peggiore della carriera?

Il migliore il Giro d’Italia Under 23, non capita tutti i giorni di vincere in una corsa così. Il peggiore credo all’inizio della scorsa stagione, era stato il mio momento peggiore. Non riuscivo ad andare come volevo io, a volte è normale. A inizio stagione faccio sempre fatica. Ma si impara anche da lì, non si butta via nulla dell’esperienza ciclistica.

Quali sono le tue corse preferite?

Penso che il sogno di tutti sia quello di andare a fare il Giro d’Italia o qualche classica importante. Vorrei riuscire ad andare là, ma non so fino a che punto potrei arrivare.

Hai legato con qualcuno in particolare in gruppo?

Siamo una squadra completamente italiana, e già questo aiuta nel legare l’uno con l’altro. Ho un bel rapporto con Zana, che è mio compagno di squadra da due anni. Ma anche con Monaco, anche lui neoprofessionista, e Lonardi.

Hai un corridore di riferimento in gruppo oggi?

Da ragazzo mi piaceva Andy Schleck, oggi direi Valverde. È semplicemente incredibile. Ora cerco di ascoltare i consigli dei miei compagni di squadra più grandi.

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Vi assicuro che darò il massimo, spero di fare una bella stagione.

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