© Nippo Fantini Faizanè

Nippo-Fantini-Faizanè, il team chiude a fine stagione: “Non ci è possibile proseguire, bisogno di un budget nettamente più alto a fronte di minori garanzie

Sembra ormai ufficialmente giunta al capolinea l’avventura della Nippo – Fantini – Faizanè nel ciclismo. La formazione professional italo-giapponese sembra destinata ad essere la vittima illustre di una Riforma 2020 che potrebbe fare danni importanti soprattutto nel movimento italiano. Se nelle scorse settimane era emersa la possibilità di una fusione con la Bardiani – CSF, questo scenario non sembra destinato a concretizzarsi, viste probabilmente anche le politiche e le mission molto diverse delle due formazioni: il team di Reverberi ha nell’italianità la centralità del suo progetto, mentre la compagine di matrice ligure ha nel sostegno al movimento nipponico, specialmente in vista dei Giochi di Tokyo 2020 uno dei suoi punti focali.

“Con l’ufficializzazione della riforma 2020, un team Professional ha bisogno di un budget nettamente più alto a fronte di minori garanzie – commenta amaramente il team manager Francesco Pelosi alla Gazzetta dello Sport – Parliamo, nel nostro caso, di passare da 2,8 milioni a 4,5 milioni per coprire l’aumento degli atleti, dello staff, la terza attività e probabilmente l’accesso alle corse UCI Pro Series, che potrebbero diventare a pagamento per la classifica di merito. Non ci è possibile proseguire e l’unica soluzione è unire le forze“.

Una ipotesi evidentemente, secondo quanto riporta il quotidiano rosa, non possibile come squadra e struttura. Ma l’obiettivo del giovane imprenditore e dirigente spezzino è quello di poter comunque aiutare i propri sponsor e partner a trovare una continuità nel proprio investimento in altre strutture. “Come società rimarremo a sostegno dei nostri sponsor, con cui abbiamo costruito un vero rapporto di partnership – aggiunge – In particolare di tutto il panel di sponsor giapponesi e alcuni top italiani, che aiuteremo a collocarsi all’interno di altri progetti, se possibile, portando avanti l’obiettivo di far crescere in Europa i talenti nipponici anche dopo Tokyo 2020″.

E pensare che la formazione #OrangeBlue proprio quest’anno era tornata a partecipare al Giro d’Italia, dopo due anni di assenza, conquistando anche una bella tappa con Damiano Cima, splendido vincitore a Santa Maria di Sala. Nata nel 2015 con la sua attuale conformazione, la squadra ha ottenuto 50 vittorie in questi anni, distinguendosi per la propria trasparenza e voglia di innovazione nel ciclismo. Ma tutto questo non è bastato.

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