© Sirotti

Il ciclismo italiano è in crisi? La risposta di Davide Cassani

Con la chiusura del Giro d’Italia 2020 per la prima volta della storia non c’è stato neanche un italiano nei primi cinque. Vincenzo Nibali, il migliore, è arrivato settimo, e con l’anagrafe che ineluttabilmente è contro lo Squalo dello Stretto il nostro paese vede grigio. In una corsa in cui sono emersi i giovani si è visto anche colui che molti considerano il nuovo faro del movimento, ovvero Filippo Ganna, ma sembra ancora mancare colui che può raccogliere l’ingombrante eredità del siciliano. Un po’ come quindici anni fa si cercava il nuovo Pantani, ora si cerca il nuovo Nibali, che quasi da solo ha sorretto in questi anni il peso del nostro movimento nelle grandi corse a tappe. C’era Fabio Aru, ma dopo alcune stagioni ad altissimo livello, il sardo non ritrova più la gamba (né forse la testa) e ci si chiede se possa rivaleggiare a sua volta con i giovani emergenti. In questa generazione di baby-fenomeni, al momento, non si vede ancora un italiano per le corse a tappe.

Più in generale, si nota anche una mancanza di risultati di alto livello, non tanto a livello quantitativo dunque, quanto piuttosto qualitativo visto che nelle ultime stagioni l’Italia continua comunque a primeggiare nei vari ranking internazionali, tanto a livello maschile che femminile, sia tra le varie categorie (con successi iridati ed europei anche tra gli U23 e gli Jrs), così come nelle diverse specialità, anche oltre la strada. È Davide Cassani a proporre una disamina della situazione, ragionando proprio su un aspetto fondamentale, le corse a tappe… Riassumendo il concetto, come puoi pensare di trovare il campione che vince le corse a tappe se i ragazzi non le corrono? Vediamo la disamina del Commissario Tecnico della nazionale su strada maschile e coordinatore delle nazionali.

Il ciclismo italiano è in crisi?
Per rispondere a questa domanda credo che sia importante guardare un po’ di numeri, non dicono tutto ma qualcosa si.
Sono andato a vedere i vari ranking mondiali e la prima cosa che è giusto sottolineare è il dominio della Slovenia. Roglic e Pogacar sono in testa alla classifica corridori, mentre la Slovenia in quella per nazioni.
Io penso che, per valutare lo stato di salute di uno sport, bisogna guardare il movimento nel suo complesso.

Tornando al Ranking mondiale per nazioni è interessante vedere che l’Italia in questo momento è al quarto posto dietro la Slovenia, la Francia ed il Belgio. In campo individuale se prendiamo i primi 100, contiamo 14 Belgi, 13 francesi così come 13 Italiani, 8 spagnoli, 6 australiani e olandesi ecc ecc.
Su pista, nelle specialità Endurance, l’Italia è al primo posto mentre in MTB abbiamo davanti solo la Svizzera e la Francia (siamo terzi)
In campo femminile, specialità strada, siamo secondi per nazioni mentre nella classifica individuale abbiamo, tra le prime 100, lo stesso numero delle olandesi, 13 atlete. La terza nazione per numero è la Francia con 6.

Se poi andiamo a vedere la categoria Under 23 e controlliamo il ranking 2019 (questo 2020 non si può prendere in considerazione) salta fuori che siamo secondi in classifica per nazioni e abbiamo vinto il campionato Europeo (Dainese) e quello mondiale (Battistella)
Tra gli juniores, sempre prendendo come riferimento il 2019, abbiamo il campione europeo ed il campione del mondo a cronometro (Piccolo e Tiberi) e siamo secondi nella classifica per nazioni.

Uno può dire, si però c’è Il nulla dopo Nibali per le grandi corse a tappe.
Io credo che, il non avere un dopo Nibali, non è un problema nato oggi, ma le conseguenze di un qualcosa che è mancato anni fa. Mi spiego: dal 2012 al 2016 in Italia, la categoria under 23 aveva in calendario una sola corsa a tappe, il Val d’Aosta. Il Giro d’Italia giovani ed altre gare a tappe erano sparite. Cosa vuol dire? Che le nostre squadre dilettantistiche, ottimamente organizzate ma in grado solo di gareggiare in Italia, avevano a disposizione un calendario non all‘altezza e questo ha abbassato il livello della categoria. Mentre nel resto del mondo i ragazzi correvano a destra e a manca facendo esperienze fondamentali alla loro crescita, noi ci siamo chiusi a correre in Italia. Ma se negli anni 90 avevamo 7/8 corse a tappe che tenevano alto il nostro livello, in seguito sono sparite ed il nostro movimento ne ha subito le conseguenze. Credo che, anche per questo motivo, non abbiamo, per il momento, il dopo Nibali perché non siamo riusciti a preparare nel modo giusto i nostri giovani nel passaggio al professionismo. E abbiamo perso una generazione di scalatori.

Tutti i giovani che oggi lottano nella grandi corse a tappe arrivano da stagioni costellate da corse a tappe. Sono quelle che formano il corridore. Tao Geaghegan Hart ha fatto 3 anni nella categoria Under 23 partecipando a 6/7 corse a tappe a stagione. Hindlay uguale. Non hanno avuto fretta e si sono preparati al professionismo nel modo corretto. Così come Ganna, pure lui è rimasto 3 anni in quella categoria. Hanno corso gare importanti, hanno vinto e sono passati al momento giusto. A scuola si fanno le elementari poi le medie e prima dell’Università le superiori. Se sei un super fenomeno qualcosa puoi saltare, voglio dire che non possiamo seguire le orme di Evenepoel perché lui è fuori categoria.

Negli anni scorsi sono approdati al professionismo giovani corridori italiani che arrivavano da stagioni con pochissime gare a tappe nelle gambe quindi non pronti al passaggio, e tanti hanno pagato dazio per questo.

Io credo che il lavoro di questi ultimi anni lo vedremo, non adesso, ma tra qualche stagione. Siamo riusciti a riportare in vita il giro giovani, diverse squadre dilettantistiche sono diventate continental avendo così la possibilità di gareggiare anche all’estero e contro avversari più qualificati e la nazionale permette a tanti corridori di ottime squadre dilettantistiche di prendere parte a diverse corse a tappe.

Nel 2017 il Giro giovani lo vinse Sivakov e Hindley arrivò terzo. Il primo italiano si piazzò settimo, Nicola Conci. (decimo Raggio). Nicola era al secondo anno di categoria e decise di passare professionista l’anno dopo avendo fatto, in 2 anni, solo quella corsa a tappe. Nessun’altra. Non sarebbe stato meglio restare un altro anno tra gli Under 23, fare un calendario adeguato e passare con una preparazione decisamente migliore?

Ci vuole pazienza nello sport. Tanta pazienza. Io penso che il lavoro fatto in questi anni darà risultati e ritorneremo ad avere anche corridori da corse a tappe Intanto abbiamo il cronoman più forte al mondo, un quartetto, anzi due (anche quello femminile) tra i più veloci e diversi ragazzini e ragazzine che stanno crescendo molto bene. Almeno credo perché questo è semplicemente un mio pensiero.

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2 commenti

  1. Vi prego un pochino di riflessione su quanto scrissi nel 2017.Tutto il ciclismo ha bisogno di un concreto rinnovamento.Intanto per ripopolare il ciclismo di giovani c’è bisogno dei CICLODROMI NELLE GRANDI CITTA’.
    Intanto buona lettura per chi vuol bene al ciclismo.Non lamentiamoci poi sul Giro,i francesi aspettano da 35 anni il connazionale che vinca il Tour.

    CICLISMO AGONISTICO SU STRADA
    LA RIFORMA COMPLETA
    A cura di Gianfranco Di Pretoro

    Una cosa è certa:U.C.I.,Organizzatori,Federazioni nazionali,piccole e grandi Societa’ sportive,corridori non sono sulla stessa linea.Tutti pero’ sono in cerca di soldi!
    Tamponare di tanto in tanto qualche discrepanza non vuol dire avviare la seria politica per un nuovo ciclismo globale.Ci vogliono idee lungimiranti,anche coraggiose, per inserire il ciclismo su strada nella mutata realta’ della nostra epoca.Si deve partire da un tavolo permanente di lavoro che sappia sviluppare le idee giuste.Il mio documento del 2007 ”Come rinnovare il ciclismo agonistico su strada”non è servito nemmeno ad una pacata riflessione.Questo la dice lunga sulla difficolta’ di armonizzare il movimento.Di seguito,evidenziero’ alcuni argomenti degni di attenzione per la riforma complessiva del ciclismo su strada gia’ dal 2017:
    AMBIENTE
    La persona che si muove in bicicletta è un benemerito della societa’ perchè,anche quando lo fa’ con spirito agonistico,non emette rumori molesti e non avvelena l’aria.
    Tutte le gare professionistiche e non dovranno essere l’occasione per sottolineare l’importanza del rispetto verso la Terra partendo dall’impegno per la mobilita’ ecosostenibile ed il trattamento dei rifiuti.
    ASSENZA
    Almeno per l’Italia è esageratamente lunga l’assenza del grande ciclismo(quello dell’UCI World Tour) sui media piu’ importanti.In un mondo ricco di eventi non si puo’ andare in vacanza dal 5 Ottobre al 20 Gennaio(la prima gara italiana importante addirittura a Febbraio e quella World Tour in Italia l’11 Marzo).Tanti anni fa’ il vuoto era riempito dalle sei giorni in pista e dal ciclocross.Oggi c’è ben poco di tutto questo!
    Visto il successo durante l’anno,consigliero’ la Rai di continuare settimanalmente(senza interruzione)la rubrica”Radiocorsa”.Gli argomenti non mancheranno:la pista,il ciclocross,la tecnologia,la preparazione delle squadre,le gare del presente,del passato e del futuro.Appena iniziera’ la stagione UCI World Tour,tutte le gare,anche se in differita,dovranno essere trasmesse.

    ASSOCIAZIONE DEI CORRIDORI
    Ritengo il ciclista la vittima di un sistema che lo sfrutta esageratamente.Eppure,nei prossimi anni,sara’ sempre piu’ lui il protagonista del movimento in gare altrimenti destinate a cadere nel dimenticatoio della massa.
    L’Associazione dei corridori dovra’ essere piu’ incisiva sul fronte della sicurezza in corsa,del rispetto dei contratti e pretendere premi piu’ elevati dagli organizzatori.
    ASSOCIAZIONI SPORTIVE
    E’ finito il tempo del pressapochismo!Tutte le squadre dovranno essere gestite in modo manageriale nei riguardi dei ciclisti,degli sponsor,dei media e degli appassionati.
    Credo sia giunto il momento di avviare l’acquisizione dei ciclisti come nel calcio gestendoli con oculatezza nella seguenza degli impegni.
    BICICLETTE
    L’U.C.I. dev’essere meno rigida verso il progresso tecnologico in nome di un’equita’ “risibile”.Nel 1934 cedette alla pressione dei produttori annullando il record dell’ora di Francis Faure che lo ottenne su una bici reclinata tanto che la gestione dei record di velocita’ con veicoli a propulzione umana passo’ alla WHPVA.Successivamente pretendeva che si tentasse il record con i mezzi simili a quelli degli anni ’70.Oggi,l’UCI, si è parzialmente convertita al modernismo di Bradley Wiggins(2015-Km 54,526) ma ha declassato il povero Chris Boardman(1996-56,375)solo perche’ aveva le braccia piu’ avanzate e Graeme Obree perche’ le aveva arretrate.Chi lo dice che il giusto modo di pedalare è quello regolamentato dall’UCI?Senza evoluzione non c’è speranza ,vedi il salto in alto o con l’asta in cui il metodo ed il materiale non sono messi in discussione perche’ conta solo la forza individuale “senza additivi”!Ben vengano le biciclette sotto i 6,8 kg o la ruotona di Moser,l’importante è che i mezzi siano efficienti,robusti,sicuri,frutto dell’ingegno umano.
    L’U.C.I. dovra’ limitarsi a testare la robustezza dei materiali,frenare,semmai, l’uso di accessori che potrebbero costituire pericolo per tutti i ciclisti in corsa senza limitare la ricerca umana verso il miglioramento fisico,aereodinamico e tecnico nelle prestazioni.

    CALENDARIO GLOBALE
    Finalmente si corre in tutti i continenti.Alcune gare rappresentano le pietre miliari della storia ciclistica su strada.Saranno intoccabili almeno per i prossimi 10 anni.Poi,prevarra’ sicuramente il principio della rotazione,della meritocrazia basato sui numeri che terranno conto di variabili chiare come la storicita’,la sicurezza in corsa,l’accoglienza delle squadre,la visibilita’ degli sponsor e soprattutto l’entita’ del montepremio.

    Il Calendario delle Gare dovra’ essere riscritto annualmente non solo per la data ma anche per l’appartenenza ai vari gruppi di merito risultanti da “parametri certi”.Ci saranno gare che avanzeranno ed altre che retrocederanno.Oggi, il calendario, compreso quello UCI WorldTour 2015,lascia molto a desiderare.Ad esempio, figurono due corse in linea canadesi( prima edizione è del 2010) e non è presente la Milano-Torino del 1876,la piu’ antica gara ciclistica del mondo!
    CAMPIONATO DEL MONDO (e campionati nazionali )
    Ne ho seguiti come giornalista almeno una ventina.In gran parte che barba!Chi dorme qua,chi mangia la’.E’ mai possibile che l’U.C.I. non capisca che la televisione ha imposto a tutti gli eventi sportivi il suo ritmo incalzante.Solo la bravura dei giornalisti riesce a calamitare l’attenzione ma qualche pennichella ci casca!A che servono tanti chilometri?Il pubblico del 2017 vuole il campione dell’abilita’,genio dello spettacolo e non lo stocanoista della fatica.La differenza non la fanno i chilometri ma la velocita’,gli scatti,le salite, vedesi il calcio,dove i minuti sono sempre 90 ma cambia l’interpretazione dei protagonisti.Questo dovra’ avvenire anche tra Under 23 e Professionisti.Un’altra assurdita’ sono i circuiti lunghi oltre 12 km con il pubblico a girarsi i pollici.Alle moto GP ne bastano 4 e tutto funziona bene(ci sono i Chip per individuare i doppiati).Infine,un’evento prestigioso come il campionato del mondo,merita la partecipazione dei piu’ forti corridori al mondo.
    Questi i consigli per l’U.C.I. :le squadre nazionali dovranno inserire solo i ciclisti compresi nei primi 250 del World Ranking un mese prima dell’evento,la lunghezza della gara dovra’ misurare 160-170 km,una parte in linea e l’altra in circuito lungo circa 5 km a giro.
    CICLODROMI NELLE CITTA’
    Sono lo strumento essenziale per interessare i giovani delle grandi citta’ al ciclismo.E’ mai possibile che esistano campetti di calcio e tennis mentre per il ciclismo niente?Alcuni piccoli comuni li possiedono ma non figurano nelle metropoli.Eppure,possono essere impianti polivalenti,adatti ad accogliere tante specialita’ sportive e costare meno di varie infrastrutture inutili o quasi, vedi la parete artificiale che si è fatto costruire il Sindaco Alemanno a Roma.
    Sono anni che chiedo per Roma quattro ciclodromi asfaltati,illuminati,lunghi 2 km,collocati ai margini della citta’, nei punti cardinali per evitare l’attraversamento cittadino dei ciclisti.Attendo che i vertici della FCI, con il Sign. Di Rocco in testa, si diano da fare come il sottoscritto per avviare con la Regione Lazio,il Comune di Roma tutti quei progetti idonei alla costruzione di tali opere.
    CICLOSTRADE
    Prima di raggiungere le strade meno trafficate,i ciclisti ,in particolare i giovani agonisti,rischiano la vita per uscire dalla citta’.In Olanda ho visto gli atleti della Rabobank allenarsi sulle ciclostrade separate dalla viabilita’ ordinaria ,naturalmente,tutte, ben tenute.
    A Roma bisognera’ mettere in sicurezza alcune strade in uscita dalla citta’ come l’Aurelia,la Cristoforo Colombo,l’Appia Nuova,la Tiberina e la Tiburtina.
    CIRCUITO
    Con il circuito si raggiungono vari obiettivi:meno problemi di viabilita’ e costi organizzativi,piu’ visibilita’ per il pubblico,gli sponsor e la citta’ ospitante.Un solo vincolo:la lunghezza del circuito non deve superare i 5 km.Con una buona coorografia sara’ uno spettacolo ciclistico a cielo aperto.Mi viene in mente la trasformazione del Trofeo Matteotti in Criterium notturno sul lungomare con tanto di musica ed altre attrattive.
    Signori organizzatori di corse cosi dette minori,in particolare quelli in difficolta’ economiche,convincetevi al circuito.Il circuito va’ bene anche quando è inserito nelle corse a tappe, sia ripetendo la stessa salita o girando piu’ volte nel centro storico.In quest’ultimo caso si neutralizzera’ il tempo di passaggio per non dare problemi agli uomini di classifica nelle concitate fasi degli ultimi chilometri.
    DIRITTI TELEVISIVI
    Oggi vanno agli organizzatori dei grandi eventi ciclistici.
    In futuro,una parte,sotto forma di contributi,dovranno andare anche alle squadre ed al Montepremio per gli atleti.
    DOPING
    Anche se il doping anticipera’ sempre i controlli bisognera’ perseguire chi ne fara’ uso.Il risultato delle analisi dovra’ essere tempestivo ed effettuato solo in occasione della gara.L’accertamento positivo dopo mesi ed anni discreditera’ il corridore ed il movimento tutto.Ho presentato un’esposto al CONI contro la legge sulla reperibilita’ 24 h su 24 dell’atleta(Whereabouts) perche’ mina profondamente la liberta’,la privacy del cittadino atleta e non.Il CONI,non ha risposto!
    Associazione dei corridori cosa stai facendo in tal senso?
    Ritengo che l’atleta,il medico,l’allenatore incappati nel problema doping siano comunque macchiati nel loro lavoro per sempre e pertanto, sono per la radiazione a vita .
    GIOCO LEGATO ALLE CORSE
    Tutte le componenti del ciclismo si lamentano sempre per la scarsita’ di soldi.Eppure,il ciclismo agonistico,è seguito da numerosi appassionati.Il gioco potrebbe calamitare l’attenzione ancora di piu’.
    Consiglierei all’Organizzatore,all’U.C.I. un gioco legato al piazzamento in gara di vari corridori iscritti presi a caso.I Premi,a causa delle limitazioni governative,potrebbero consistere in oggetti o buoni acquisto offerti dagli sponsor legati all’evento.

    GIOVANI
    Uno sport è in crescita solo se interessa i giovani.Il ciclismo su strada piace agli ultra quarantenni.Per fortuna stanno crescendo i ciclisti dei nuovi continenti e nazioni.Noi europei dobbiamo insistere con la cultura della bici nelle scuole,la sicurezza sulle strade,i ciclodromi in citta’.I giovani sono abituati ai giochi di squadra,la cui durata massima è di circa 2 ore.Non possono capire gli sforzi impossibili dei ciclisti.Per non parlare dei pericoli negli allenamenti in mezzo alle auto e gli stipendi da fame della gran parte dei corridori.
    E’ importante sostenere le societa’ sportive che tesserano Esordienti,Allievi e Juniores(eta’ dai 14 ai 17 anni)attraverso un Fondo di solidarieta’ gestito dai comitati regionali FCI.Sara’ sufficiente prelevare 1-2 Euro dalle iscrizioni alle gare professionistiche, amatoriali,turistiche e di fondo per trovare i soldi da consegnare a fine anno alle societa’ sopradette sulla base del numero di atleti partecipanti alle varie gare e dei km percorsi.Tutte le associazioni che svilupperanno l’attivita’ per i giovanissimi potranno chiedere un rimborso spese alle famiglie per la loro scuola di ciclismo come avviene nel calcio,nell’atletica ecc.Non meno importante,inoltre, sara’ presentare ai giovani un ciclismo piu’ accattivante,moderno,rispolverato dell’immagine fatta solo di fatica con meno ore di corsa e premi piu’ consistenti.
    LA CATEGORIA DEGLI INDIVIDUALI
    Nel 2017,numerosi ciclisti professionisti sono senza contratto.Taluni,bravi ed onesti,meriterebbero ancora di correre senza lo sforzo di portare soldi e sponsor a qualche squadra poco professionale.
    E’ giunto il momento di ripristinare la categoria degli individuali autorizzati a partecipare almeno alle gare nazionali.
    LIMITARE I KM DI GARA ANNUALI PER I PROFESSIONISTI
    Tutto ruota intorno all’umanizzazione del ciclista professionista.Gare meno lunghe ma soprattutto complessivamente meno km di gara .L’associazione dei corridori non sa’ che tanti loro assistiti fanno uso di sostanze malefiche anche per recuperare,per dormire?Roba da pazzi!
    L’UCI dovrebbe stabilire i chilometri annuali complessivi che il ciclista professionista potra’ percorrere in gara .Oltre,tale numero,lo fermera’ per tre mesi.Lo stesso dicasi alle squadre:bisognera’ rispettare il patrimonio umano evitando trasferimenti e corse esageratamente ravvicinate.
    ORGANIZZATORI
    Mi rivolgo a tutti gli organizzatori ma in particolare alla ASO(Amaury Sport Organisation),alla RCS Sport ed all’Unipublic perche’ il futuro è in mano loro,alle capacita’ di rinnovare continuamente gli eventi a cui fanno capo.La tentazione di svincolarsi dall’U.C.I. è notevole ma,come successo al pugilato, porterebbe nel movimento una confusione distruttiva.Sono certo che solo il dialogo aperto delle varie componenti produrra’ quel rinnovamento complessivo da tutti atteso.La societa’ cambia e di conseguenza l’offerta ciclistica dovra’ assecondare tale mutamento senza dimenticare l’esperienza passata.L’esempio del Giro dell’Emilia mi sembra calzante.Ora si conclude in circuito,in salita e piace!Forse,una quarantina di chilometri in meno nella lunghezza del percorso in linea lo renderebbe piu’ frizzante.
    Tanto per essere chiaro proporro’ all’amico Mauro Vegni(RCS) di riportare il grande ciclismo a Roma con una gara moderna ovvero 100 km in linea e 60 in circuito comprensivo di uno strappo duro come il muro di Via De Amicis al Foro Italico.Agli organizzatori di Giro,Tour e Vuelta continuero’ a ripetere:meno km,meno trasferimenti,piu’ traguardi volanti(una sola classifica ben pagata)ovvero piu’ spettacolo,piu’ soldi.
    PREMI
    Credo che il ciclismo sia lo sport che offra il miglior ritorno pubblicitario al minor costo.Anche se il pubblico durante la gara non paghera’,la loro presenza c’è!Mi chiedo,allora, perche’ i premi sono cosi’ miseri rispetto ad altri sport meno frequentati ed impegnativi?Paragoniamo il Grande Tennis con i piu’ importanti eventi ciclistici nel 2015.
    Montepremio : US Open di Tennis 38,5 milioni di Euro-Tour de France 2,35 milioni di Euro-Giro d’Italia 1,4 Milioni di Euro.Per inciso, agli Internazionali d’Italia di Tennis il montepremio è stato di 3.830.295!Il Montepremio del Trofeo Matteotti è stato di 14.477 Euro.
    Al Vincitore:US Open di Tennis femminile 2,64 Milioni di Euro, tutto per lei.Tour de France 450.000 Euro (da dividere con la squadra),Giro d’Italia compresi i premi speciali 205.668 Euro(da dividere con i componenti della squadra).Meglio non parlare delle classifiche ciclistiche(20.000 Euro al primo naturalmente da dividere).Per inciso,solo 22 corridori professionisti su 878 hanno superato nel 2015 l’ingaggio di 1.000.000 di Euro.Nel 2015 il Tennista Djokovic (1°) ha guadagnato 14.269.462 Dollari mentre Gosoeda(100°) 131.346 dollari.Chiedete a Nibali o Sagan quanto hanno guadagnato nel 2015.
    Lo Sforzo fisico:Il tennista per arrivare in finale deve vincere 3-5 incontri.Ciascuno ha una durata media di 2h45-3 h ma gioca veramente per 26 minuti e 29 secondi(incontro Leonardo Mayer contro Andy Murray).Rischia fisicamente solo qualche strappo!Il ciclista,quando la corsa è breve sta’ in sella 4 ore,nel Giro o Tour de France sta’ in bici per 21 giorni,fa’ la pipi’ senza fermarsi,è in balia del clima,delle cadute,dei trasferimenti.Dopo quanto esposto si deduce che il ciclista è un giramondo appassionato animato d’avventura,del quale,pero’, non bisogna approfittarsene.
    Signori Organizzatori,trovate pure altre fonti di entrate(gioco legato alla gara,spettacolo a pagamento nella zona arrivo,tanti traguardi volanti con una sola classifica ecc.) ma i premi per questi ragazzi straordinari dovranno aumentare sensibilmente.

    QUATTRO ORE DI GARA,160 km.
    Si dice sempre che la corsa la fanno i corridori poi alcuni pseudo santoni precisano che il campione lo si vede dopo i 200 km.Poi arrivano tanti in volata dopo 700 km(Milano-Roma del 1979) ed uno alla volta in tappe del Giro di 130 .Al pubblico televisivo non piacciono proprio le gare scontate di questi ultimi tempi.La tappa corta è piu’ frizzante,meno controllata.Meno chilometri piu’ traguardi volanti producono uno spettacolo eccezionale anche se il percorso sara’ in pianura.Gli Organizzatori di tutte le gare ciclistiche del mondo,comprese talune inserite nell’ UCI World Tour, potranno ridurre il chilometraggio a 160 km.La Milano-Sanremo,la Gand-Wevelgen,la Parigi-Roubaix,la Liegi-Bastogne-Liegi,la Parigi-Tours e la Milano Torino diverranno gare “fuori categoria”,un po’ come avviene con la Parigi-Brest-Parigi tra gli amatori.
    Coraggio,il ciclismo ha ampi margini di miglioramento.Basta inserire idee nuove con persone coraggiose e lungimiranti.
    SEMPLIFICARE
    Per un breve tempo sono stato giudice di gara(ma anche Direttore Sportivo III° Livello,Direttore di Corsa,Organizzatore di eventi,Componente della commissione cicloamatori Lazio,corridore su strada ed in pista)e mi sono impazzito con il regolamento composto da tante norme spesso contradditorie,superate!
    L’U.C.I. e la FCI dovranno mettersi a lavorare per snellire la normativa che condiziona la modernizzazione delle biciclette, delle gare su strada ed in pista.
    SICUREZZA
    Da decenni m’interesso per conto della FCI LAZIO di piste ciclabili e viabilita’.La sicurezza di chi pedala è sempre stata al centro dei miei lavori.Sulle strade aperte al traffico il ciclista agonista aggiunge pericolo a pericolo per esercizi di velocita’ impossibili da omettere.Certamente,cerchera’ le strade meno trafficate ma il pericolo è sempre in agguato dietro ogni curva o incrocio.Ma in gara non si possono trovare giustificazioni!La sicurezza del corridore dev’essere al 100%.Troppe auto e moto che sfiorano gli atleti a destra e sinistra,curve pericolose senza balle o reti,tifosi cretini che schiaffeggiano i corridori,attraversamento di paesi senza transenne e via dicendo.La deficienza organizzativa va’ punita!
    La figura di “ispettore di percorso”dovrebbe rappresentare i corridori e non l’UCI/FCI o gli organizzatori.Quanto meno affiancarli.Questo,due giorni prima della gara, si fara’ il percorso e stilera’ il suo rapporto con le eventuali richieste per migliorare la sicurezza dei concorrenti.Lo stesso Ispettore dovra’ intervenire in caso di problemi climatici,freddo,pioggia o caldo che sia.

    TRAGUARDI VOLANTI
    La corsa ciclistica dev’essere meno scontata e piu’ mossa da scatti e salite.Purtroppo,quest’ultime non sono sempre presenti ed allora bisognera’ inserire tanti traguardi volanti per un’unica classifica.
    Diminuendo i chilometri di corsa,la gara dovrebbe essere gia’ di per se piu’ spumeggiante.Per essere certi della sua spettacolarita’ bisognera’ inserire almeno 5 Traguardi Volanti a punteggio per un’unica classifica al termine della corsa/tappa.Il montepremio”Traguardi Volanti”sara’ appena al disotto di quello del vincitore della gara e piazzati.Nelle corse a tappe non metterei gli abbuoni nei traguardi volanti per non far controllare la corsa dalle squadre che puntano alla classifica generale.
    UCI WORLD RANKING
    Dal 2016, la classifica di rendimento dei ciclisti partecipanti alle gare World Tour,Professional e Continental(in futuro si chiamera’Challenge Tour)sara’ aggiornata settimanalmente.Lo stesso avverra’ per le 18 squadre World Tour.Siamo sulla buona strada,quella della meritocrazia.
    In futuro,dai numeri della meritocrazia dovra’ scaturire il principio della rotazione per tutto il movimento ciclistico.Ogni anno,corridori e squadre(ma perche’ no, anche le varie gare) dovranno fare i conti con avanzamenti e retrocessioni.Tutto sara’ regolamentato da parametri di giudizio accettati dalle varie componenti del ciclismo professionistico.

    Gianfranco Di Pretoro
    Ordine dei giornalisti Lazio n.070936
    Email:gdp171144@gmail.com

  2. Caro Cassani ci vuole la quantità e poi si potrà avere la qualità .Le gare costanp troppo e mandare i ragazzi per strada è come mandarli in guerra,non ci sono velodromi,basterebbero anche piste in terra battuta,erano molto belle ma non tutti potevano allenarsi ed allora cominciai ad organizzarle su strada,gare di velocità e la gara individuale, avevamo sempre tanti partecipanti e pubblico entusiasta,si incassavano un pò di soldini attaccando,grazie a delle belle ragazze,il bollino sul petto.Non ci sono più gare a cronometro,mi ricordo la coppa
    Adriana Nazionale del 1962 con il duello negli ultimi 5 Km.con la Padovani,non capite male ci avevano ripreso ma noi andavamo a tutta anche per far guadagnare la Padovani,all’ultimo Km.innestarono la quarta,ora si diretta la sesta,e sparirono dalla nostra vista.Ci vogliono regolamenti nuovi, percorsi urbani,tutto va bene ginkane,gare di velocità tutto quello che si può fare per far divertire e crescere i ragazzini.Poi ci penserà l'”Università”a scoprire i campioni,prima ci vuole la quantità.Buon lavoro .Pino

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