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CPA, Gianni Bugno: “Abbiamo vissuto momenti delicati. Un nuovo sindacato? Non è mio compito giudicare”

Gianni Bugno ripercorre una stagione non semplice per il CPA. Il presidente della Cyclistes Professionnels Associés è stato spesso esposto mediaticamente quest’anno, tra tutti i problemi economici vissuti dalle squadre che hanno minato i regolari pagamenti dei contratti ai corridori e soprattutto il caso della protesta dei corridori al Giro d’Italia 2020. L’ex ciclista si è schierato dalla parte dei corridori, ottenendo che la frazione da Morbegno ad Asti, terzultima della corsa rosa, venisse accorciata all’ultimo momento di più di 100 chilometri, in una giornata di pioggia che avrebbe potuto minare ulteriormente il fisico degli atleti. Una decisione poco apprezzata da tanti direttori sportivi e tifosi, da cui non si è mai nascosto.

Il due volte campione del mondo ha ripercorso un 2020 non semplice in una lunga intervista riportata da Federciclismo: “Abbiamo vissuto momenti delicati con gli organizzatori in alcune corse, ma abbiamo ammirato il loro impegno e coraggio nel non fermarsi nonostante le difficoltà dell’emergenza mondiale che stiamo vivendo e a nome di tutti i corridori oggi voglio ringraziarli. Ci stiamo confrontando in numerosi gruppi di lavoro con UCI, organizzatori e squadre per una stagione 2021 all’insegna della massima sicurezza e sono fiducioso che otterremo ottimi risultati. Tutte le parti del ciclismo sono concentrate a non fermarsi e per spiccare un definitivo salto di livello serve il contributo di tutti. È in momenti come questi che occorre essere uniti e costruttivi per far fronte alle difficoltà e uscirne insieme, senza divisioni. Vorrei fare un appello anche ai media affinché venga promossa un’informazione responsabile, etica e che serva a creare valore e non a dividere in una fase così delicata”.

Sulle voci di un nuovo movimento sindacale Bugno non si scompone: “Non è mio compito giudicare, quel che è certo è che manager e procuratori per la natura della loro professione e del loro personale profitto rappresentano solo i corridori sotto la loro ala. Il CPA invece vuole rappresentare tutti i corridori allo stesso modo. Grazie al CPA e al CPA WOMEN tutti i ciclisti e le cicliste hanno la stessa voce. Il CPA è composto da associazioni nazionali democratiche, per lo più fondate da ex corridori. È il miglior modo per essere vicini agli atleti nei singoli contesti nazionali e il nostro ordinamento da sempre prevede che ciascun singolo corridore possa esprimere il proprio voto in occasione delle elezioni”.

Infine qualche altra considerazione sull’associazione: “Noi da anni ci battiamo per ottenere miglioramenti a tutti i livelli per la professione del ciclista, abbiamo a cuore le sorti dei corridori, la loro rappresentatività e sicurezza. Sappiamo quanta energia e lavoro ci vogliano per ottenere piccoli miglioramenti. Da anni andiamo alle corse più importanti e ci mettiamo la faccia nei momenti critici, quando sono i fatti e le decisioni sul campo che contano non le critiche di chi non è mai entrato in gioco. I problemi si possono risolvere, i cambiamenti prendere in considerazione, ma sempre in democrazia. Siamo sempre stati aperti a nuovi membri e a nuove idee, mantenendo però la schiena dritta e senza cedere a compromessi: il nostro unico scopo è operare per il bene di tutti i corridori. Noi ascoltiamo la voce di tutti e diamo voce a chi non ne ha. Orgogliosamente, siamo e continueremo a essere i portavoce di tutti i corridori”.

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