Circus-Wanty Gobert, le difficoltà si accumulano anche nella vendita di biciclette: “Marzo era uno dei mesi più intensi”

La crisi dovuta all’emergenza Coronavirus incide inevitabilmente sul budget della Circus-Wanty Gobert, formazione Professional spesso protagonista nel periodo delle Classiche del nord. Ma i problemi si accumulano, visto anche il netto calo del fatturato del negozio di biciclette gestito da Jean-François Bourlart, manager della squadra belga. Per questa realtà si erano già aperte nei giorni scorsi le porte della “cassa integrazione” per il personale, ma il panorama continua a offuscarsi. Alle difficoltà dovute allo stop delle corse si sommano anche quelli economici dovuti alla decisa contrazione della vendita di bici.

“Abbiamo chiaramente un deficit – le parole di Bourlart a DhNet –  Alcuni contratti con gli sponsor sono ad esempio legati alla nostra presenza su gare importanti come il Giro delle Fiandre.  Vedere in televisione una nostra maglia in una Classica Monumento ha per forza di cose un impatto maggiore rispetto a una corsa meno significativa. E, per forza di cose, anche un valore maggiore, da cui maturano dei bonus. Sappiamo che le corse saltate al momento non sono cancellate, ma rimandate. Quindi provo a essere ottimista e sperare che queste troveranno posto in calendario nella seconda metà della stagione. Ma so anche che quelli sono soldi che al momento non abbiamo in mano”.

Quindi? “Non abbiamo avuto altra scelta se non quella di mettere buona parte del nostro personale in ‘disoccupazione economica’. Ciò era necessario per garantire la stabilità finanziaria della nostra struttura. Il periodo attuale non è per nulla semplice – le parole di Bourlart – Abbiamo dovuto farlo”.

E, come detto, i problemi sono anche extrasportivi. “Il nostro negozio di Tournai (Want You Bike – ndr) al momento è chiuso, ma continuiamo a servire i nostri clienti attraverso il negozio on line. Tuttavia, registreremo una perdita evidente, perché marzo è tradizionalmente uno dei più intensi per il nostro settore. L’anno scorso, di questi tempi, avevamo raggiunto il 15 per centro del nostro fatturato annuo. Speriamo che le misure restrittive non vengano prolungate. La nostra è un’attività giovane, abbiamo aperto due anni e mezzo fa: abbiamo i mezzi per attenuare questo rallentamento nelle vendite, ma non certo per un’inattività perdurante”.

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