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Operación Puerto, l’Agenzia Mondiale Antidoping ha speso più di un milione di euro per niente

L’Operación Puerto si è conclusa fondamentalmente con un nulla di fatto. I nomi degli atleti al centro dei risultati delle indagini non sono infatti mai stati rivelati e tutto quel che era stato portato avanti negli anni non ha avuto, in pratica, una conclusione. E secondo la testata spagnola As, l’Agenzia Mondiale Antidoping avrebbe speso 1 milione e 300 mila euro per arrivare poi alla “non-conclusione” di mantenere il riserbo sui nomi delle persone coinvolte. L’organismo sovranazionale di lotta al doping in passato ha spesso accusato la Spagna di voler insabbiare le indagini di Operación Puerto, salvo poi anch’essa non compiere l’ultimo passo, che non avrebbe però conseguenze “giuridiche”.

Dopo l’esplosione del caso, avvenuta nel 2006, anno in cui la Guardia civil ha portato alla luce le manovre del dottor Eufemiano Fuentes, ma le varie accuse sono cadute in prescrizione nel 2014. L’AMA, dal canto suo, aveva dato mandato a una squadra di avvocati di ottenere il sangue e l’identità delle persone coinvolte nelle indagini e nel susseguente processo. Inoltre, nel 2018, si era rivolta a un esperto di gestione dei dati personali per capire se la diffusione dei nomi avrebbe minato la privacy degli indagati (10 uomini e una donna), visto che la procedura era ormai estinta e non erano state comminate sanzioni. A queste spese (complessivamente ammontanti a una cifra intorno al milione di euro), vanno poi aggiunti i 300mila euro che sono stati spesi per lo studio dei profili ematici delle sacche rinvenute durante il procedimento investigativo.

Secondo As, l’AMA si è ritrovata divisa al suo interno su come procedere in merito ai nomi dei coinvolti nell’Operación Puerto: si è considerato infatti troppo rischioso rendere pubblici i risultati degli esami ed essere poi esposti a una pioggia di richieste di risarcimento. Intanto, in Spagna non vi è alcun interesse nel farsi carico della situazione, che sembra ormai scivolare, giorno dopo giorno, verso il dimenticatoio, con un danno notevole per la credibilità del sistema antidoping iberico. Per non parlare di quello economico che ha interessato l’Agenzia Mondiale Antidoping, organizzazione diretta da un Consiglio formato da rappresentanti del Comitato Olimpico Internazionale e di alcuni governi nazionali.

 

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