Doping, nuovi studi sui vermi marini: l’M101 aumenta di 10 volte il trasporto di ossigeno nel sangue

È stata scoperta una sostanza, in grado di aumentare di dieci volte la quantità di ossigeno trasportata nel sangue senza lasciare tracce evidenti. A pochissima distanza dal lungo comunicato del Mouvement Pour un Cyclisme Crédible (Movimento per un Ciclismo Credibile), in cui si esprimevano forti preoccupazioni riguardo ad alcune pratiche adottate dalle squadre nell’uso dei medicinali, emergono nuove scoperte potenzialmente legate al mondo del doping, anche se questa volta non si tratta propriamente di un medicinale, bensì di una sostanza chimica ricavata dal sangue di un verme marino.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, che ha visionato alcuni report, i laboratori biochimici di Minsk, in Bielorussia, e Changchun, in Cina, stanno conducendo una ricerca sugli effetti dell’utilizzo di una sostanza chimica, l’M101, inizialmente sviluppata per impieghi nella sanità, come, ad esempio, per la conservazione degli organi destinati a trapianti, ottenuta dall’Arenicola Marina, un verme marino diffuso lungo le coste della Bretagna. Come cavie per questi esperimenti, figli di una scoperta emersa già nel novembre del 2023, stanno utilizzando dei criceti dorati, chiamati, con riferimento a persone tutt’altro che causale, Lance e identificati con lettere successive per distinguerli l’uno dall’altro. I criceti sono stati sottoposti a iniezioni di questa sostanza, definibile, in termini semplici, come una “spremuta di emoglobina congelata”, risultata capace di trasportare 156 molecole di ossigeno contro le quattro dell’emoglobina umana ed efficiente non solo ai 37 gradi del nostro corpo, ma anche in condizioni più estreme.

Dalla ricerca è emerso nelle cavie un aumento della capacità del sangue di trasportare ossigeno pari a dieci volte il valore normale, a cui si aggiunge una diminuzione notevole dell’ipossia nei tessuti poco vascolarizzati, e un miglioramento di potenza e resistenza, superiore a quello ottenuto tramite iniezioni di EPO o trasfusioni di sangue. A tutti questi effetti si sommano l’assenza di controindicazioni, un rafforzamento delle difese immunitarie, e, soprattutto, la difficoltà di rilevamento di questa manipolazione del sangue da parte dei classici controlli, dal momento che non altera i parametri ematici.

L’M101 è stata per questi motivi identificata già da qualche anno come sostanza potenzialmente utilizzata o utilizzabile a scopo di doping. Tuttavia, l’esperto di antidoping Peter Van Eenooper si era già espresso sulla questione, dichiarandosi in realtà “non preoccupato” per questa nuova sostanza, che a suo parere – malgrado una emivita molto breve come era già emerso in passato – sarebbe piuttosto facile da individuare, poiché la presenza di un’emoglobina sintetica provoca il cambiamento del colore del plasma da giallo a rosso. La situazione resta comunque da monitorare con grande attenzione.

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